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Consigli utili

Proteggere gli occhi dal sole

No all’esposizione senza adeguate protezioni: fondamentali gli occhiali scuri con filtri a norma di legge. Sconsigliato l’impiego di lenti a contatto al mare o in piscina

Cosa provoca l’esposizione eccessiva al sole?

L’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti del sole, in assenza di adeguata protezione, è alquanto dannosa a livello oculare così come lo è per la pelle. Uno dei problemi più comuni è legato all’esposizione in luoghi con molto riverbero (spiaggia o piste da sci), dove si può essere colpiti da cheratocongiuntivite attinica, un’infiammazione acuta che coinvolge sia la congiuntiva sia la cornea, con sintomi quali lacrimazione, dolore, gonfiore alle palpebre, sensazione di sabbia negli occhi, vista annebbiata o ridotta.

Cosa si può fare in questo caso?

È necessario recarsi dall’oculista, il quale verificherà se si è contratta qualche malattia e, in caso positivo, dovrà somministrare una terapia adatta. Si tratta, comunque, di un disturbo lieve, che generalmente si risolve nel giro di pochi giorni senza lasciare alcuna conseguenza.

Come prevenire i disturbi oculari causati dai raggi solari?

È sempre fondamentale proteggere gli occhi mettendo occhiali scuri dotati di filtri a norma di legge. [1] Inoltre, un cappello a tesa larga offre un certo grado di protezione. Bisogna ricorrere a tali protezioni in tutte le situazioni in cui ci sia una forte esposizione ai raggi ultravioletti (mare, montagna o lampade e lettini abbronzanti). Qualora compaiano fastidi – quali bruciore, rossore e fotofobia (intolleranza alla luce), visione offuscata, macchie scure sulla parte bianca del bulbo (simili a nei) – è consigliabile recarsi dall’oculista che, una volta formulata l’esatta diagnosi, quando necessario prescriverà la terapia idonea.

A quali terapie si può ricorrere da soli?

Per automedicazione si possono usare in abbondanza le lacrime artificiali, sapendo però che non sono sempre efficaci. E’ però importante evitare di usare farmaci senza aver prima contattato il proprio medico oculista perché, in presenza di una cheratocongiuntivite (congiuntivite associata a una cheratite), l’uso di un collirio errato potrebbe persino peggiorare il quadro clinico.

Cosa avviene se si fissa il sole?

Se lo si fissa troppo a lungo si rischia una “maculopatia fototraumatica”: purtroppo si tratta di un danno che potrebbe essere irrimediabile poiché, a causa dei raggi ultravioletti non filtrati, può generare una cicatrice sulla retina nella zona maculare (area centrale della retina deputata alla visione dei volti, alla lettura, alla guida, ecc.). Le conseguenze possono essere anche molto gravi, con perdita temporanea o permanente della visione centrale (ad esempio una macchia al centro del campo visivo perché la retina è stata danneggiata). Non esistono terapie specifiche che permettano di recuperare totalmente il danno; tuttavia un parziale recupero del visus potrebbe essere possibile nei giorni seguenti se le lesioni non fossero particolarmente gravi.

Una raccomandazione tanto fondamentale quanto ovvia è quella di non guardare mai direttamente il sole. Nel caso in cui lo si voglia osservare – ad esempio quando si verifica un’eclissi solare – è necessario fare uso di filtri speciali (non bastano mai gli occhiali scuri, ma bisogna avere filtri specifici usati anche dagli astronomi).

C’è il rischio di contrarre un tumore?

melanoma congiuntivale Fonte: uveiti.it)Sì, l’esposizione prolungata ai raggi solari può incrementare il rischio di contrarre un tumore oculare. Pertanto le categorie professionali più a rischio sono, tra gli altri, i marinai, gli agricoltori e i lavoratori che utilizzano l’arco voltaico. Più nello specifico i raggi ultravioletti possono concorrere, nel lungo periodo, a provocare lesioni tumorali della pelle intorno alle palpebre e della congiuntiva sia di natura benigna (come la pinguecola e lo pterigio) sia maligna (come il melanoma). Anche l’uvea può essere colpita: i raggi ultravioletti possono accrescere, ad esempio, la possibilità di contrarre il melanoma dell’iride o della coroide.

Quali tipi di radiazioni solari, in particolare, sono nocive per le diverse strutture oculari?

L’occhio è particolarmente esposto allo stress causato dalla luce con determinate frequenze. I fotoni visibili “violetti e blu”, insieme ai raggi UVA (320-400 nanometri), possono essere nocivi soprattutto per la retina, mentre il cristallino e la cornea sono particolarmente sensibili ai raggi UVC (200-290 nm). La cornea fa da primo filtro per le radiazioni luminose ed è, quindi, la prima struttura ad essere potenzialmente danneggiata da un’eccessiva esposizione (fotocheratite). L’assorbimento delle radiazioni solari, col passare degli anni, può accelerare l’invecchiamento del cristallino e ne causa la perdita della trasparenza (cataratta), con conseguente indebolimento della vista; in questo caso, tuttavia, ci si può sottoporre a un’operazione chirurgica di routine. [2] Invece i danni che le radiazioni solari possono provocare alla retina sono in larga misura irreversibili. Diverse patologie hanno dimostrato un coinvolgimento delle radiazioni solari nell’induzione o nella progressione del danno retinico: edema maculare cistoide, retinopatia solare o epiteliopatia e degenerazione maculare legata all’età.

Cosa fare quando si portano le lenti a contatto?

Bisogna evitare di addormentarsi con le lenti a contatto, soprattutto se si resta esposti al sole, ed evitare che la sabbia finisca negli occhi. Le lacrime artificiali devono essere utilizzate più spesso perché l’occhio tende a seccarsi più facilmente quando si portano le lenti a contatto, soprattutto se fa molto caldo.

Leggi anche: “12 consigli per l’uso corretto delle lenti a contatto”

[1In particolare, gli occhiali da sole avvolgenti sono quelli che proteggono meglio gli occhi perché bloccano i raggi nocivi provenienti anche lateralmente.

[2Che consiste in uno sostituzione del cristallino opacizzato con un cristallino artificiale (quest’ultimo viene inserito dopo che il primo è stato frantumato e aspirato dal chirurgo


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 6 febbraio 2008. Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2018.

Ultima revisione scientifica: 31 luglio 2017.

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