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L’OCULISTA RISPONDE - DISCUSSIONE

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Misurazione oggettiva della vista

Discussione avviata da Talpa il 25 agosto 2019

Salve, ho una grandissima curiosità.
So che l’autorefrattometro è lo strumento principale per effettuare misurazioni oggettive della vista.
Mi chiedevo se anche attraverso l’aberrometria, la tomografia corneale e la topografia corneale è possibile effettuare misurazioni oggettive e precise dei difetti della vista?
Lo chiedo perché in genere l’autorefrattometro, anche in cicloplegia, da risultati diversi anche se lo si usa a distanza di pochi secondi.

risposta dell'oculista

Misurazione oggettiva della vista

Risposta di Oculista

Scritto il 28 agosto 2019

Gentile utente,
le indagini da lei citate forniscono tutte informazioni utili, ma vanno considerate più come un approfondimento che come primo approccio nella valutazione del visus del paziente. Ad esempio la topografia corneale può esser presa in considerazione in presenza di particolari astigmatismi che potrebbero far sospettare allo specialista la presenza di un cheratocono; l’aberrometria si esegue di solito prima di una chirurgia refrattiva, ecc.
Comunque ci terrei a sottolineare una cosa: lo strumento fornisce delle indicazioni (e questo lavoro l’autorefrattometro lo fa più che bene), spetta poi all’oculista valutare correttamente e con precisione lo stato refrattivo del soggetto, avvalendosi della sua esperienza e delle preziose indicazioni date dal paziente durante la lettura delle lettere all’ottotipo, ascoltando ogni sua impressione, disturbo, precisazione.

Cordiali saluti,
Iapb Italia onlus.

Misurazione oggettiva della vista

Risposta di

Scritto il 1 settembre 2019

Le ho fatto questa domanda perché un po’ di tempo fa mi sono rivolta ad un chirurgo che ha eseguito una visita preoperatoria. Pressione intraoculare, macula, retina, cornea, cristallino erano nella norma. Purtroppo non ha effettuato una misurazione soggettiva della vista, i test lacrimali e l’aberrometria. Gli unici strumenti che ha utilizzato sono stati il topografo, e un uso frenetico dell’autorefrattometro, che come le dicevo dava per ogni "foto" risultati diversi (soprattutto prima dell’uso di gocce per la cicloplegia). Dal momento che la notte ho una cattiva visione (in condizioni di scarsa luminosità vedo le luci con le strisce, mi danno fastidio le luci delle auto che viaggiano nel senso opposto e vedo male i contrasti), e che il giorno ho una vista "fluttuante" (nel senso che a volte vedo molto bene, altre volte soffro di diplopia), ho deciso di non farmi operare.

Misurazione oggettiva della vista

Risposta di

Scritto il 1 settembre 2019

E’ per questo che le chiedevo se il mio chirurgo era "impazzito", o se tramite la topografia, l’aberrometia (che sicuramente mi avrebbe fatto il giorno stesso dell’operazione, spero), e l’autorefrattometro è possibile avere un analisi oggettiva e veritiera dei difetti di vista. In altre parole, nel software del laser, vanno messi i risultati dell’esame oggettivo o quelli dell’esame soggettivo (che non ho avuto)? Pensa che abbia fatto bene a tirarmi indietro qualche giorno prima dell’operazione? A cosa sarei potuta andare incontro? Grazie

risposta dell'oculista

Misurazione oggettiva della vista

Risposta di Oculista

Scritto il 2 settembre 2019

Gentile utente,

credo che lei stia facendo un pò di confusione. Il laser viene programmato per "eliminare" una certa parte di cornea in modo da raggiungere il risultato refrattivo prefissato, ma è tramite gli esami preoperatori che si deve indagare se tale trattamento può essere eseguito o meno. Nel suo caso evidentemente c’erano delle problematiche di scarsa qualità visiva che col laser sarebbero potute anche aumentare, per cui probabilmente ha fatto bene a non sottoporsi ad esso.

Cordiali saluti,

IAPB ITALIA ONLUS

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