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L’OCULISTA RISPONDE - DISCUSSIONE

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Congiuntivite virale 2 anni

Discussione avviata da Maria il 24 marzo 2018

Buongiorno Dottore,
Sono una mamma di 40 anni, a maggio 2016 ho contratto una congiuntivite virale. purtroppo il primo collirio di anun ibiotico e cortisone prescritto vi fece allergia con un peggioramento dei sintomi. Successivamente con la cura cortisonico la fase critica passó. Alla congiuntivite però è subentrata una cheratite e tantissimi infiltrati soprattutto nell’occhio destro, tanti da farmi perdere di 3 decimi in astigmatismo.
La cura con cortisone (doricum) è continuata per un altro anno e mezzo dando risultati sufficienti. All’ultima visita il dottore, non riscontrando nessun miglioramento della visione, mi disse che era subentrata una cataratta giovanile ma di continuare il cortisone per un altro anno. A questo punto mi decisi a sentire un altro parere. I nuovi oculisti sostengono che con il cortisone sono si risolve è meglio smettere per gli effetti collaterali che può causare quindi la nuova terapia consiste in installazioni in studio di un disinfettante post operatorio (purtoppo non ricordo il nome)e lacrime artificiali quindi niente cortisone. Dopo un mese da questa cura però è scaturita una fotofobia terribile da dovermi prescrivere un antiffimatorio non steroideo e la visione è peggiorata diventando più opaca. Entrambi gli oculisti contattati sostengono che la mia congiuntivite sia una delle peggiori mai viste. Le termino il post informandola che nel 2007 fui operata al laser per una forte miopia. (Recuperati 8 decimi). Le chiedo una considerazione e dei consigli sarei decisa a sentire un 3 parere.
Sono molto preoccupata per il recente peggioramento della vista.
Grazie

Maria

risposta dell'oculista

Congiuntivite virale 2 anni

Risposta di Oculista

Scritto il 26 marzo 2018

Gentile utente,
la cheratocongiuntivite virale è una patologia non grave, ma con un decorso molto lungo e che talvolta può lasciare dei reliquati importanti (opacità corneali, secchezza oculare, astigmatismo).
Il suo caso è stato gestito in maniera corretta, ma la patologia è stata molto aggressiva (come confermato anche dagli oculisti che la seguono). Esiste la possibilità di intervenire con il laser ad eccimeri (PTK) sulle opacità corneali residuate, ma sarà l’oculista curante a darle l’eventuale indicazione, essendosi già sottoposta ad un intervento di chirurgia refrattiva in passato.
Cordiali saluti,
IAPB Italia Onlus.

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