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L’OCULISTA RISPONDE - DISCUSSIONE

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Edema maculare cistoide

Discussione avviata da MartinaA il 23 novembre 2017

Ho fatto delle iniezione intravitreali con Lucenti per edema maculare cistoide.
Dopo due iniezioni l’edema cistoide si era assorbita, ma alla fine della terza è ricomparsa, tanto da essere più grande.
Nel frattempo ho fatto il raggio laser, ma nulla è cambiato, per cui sono stato sottoposto nuovamente ad iniezione con lucentis.
Nonostante tutto vedo le immagini distorte che prima non mi succedeva. Mi chiedo: non per caso il laser per retinopatia diabetica peggiora la situazione dell’edema maculare?
Nel caso non dovesse riassorbire cosa rischio?
Grazie.

risposta dell'oculista

Edema maculare cistoide

Risposta di Oculista

Scritto il 24 novembre 2017

Gentile Utente
Il trattamento con Ranibizumab (Il tipo di farmaco anti-VEGF iniettato e da lei citato) per la presenza di edema maculare generalmente viene iniziato con una iniezione al mese fino a che non viene ottenuta la massima acuità visiva e/o finchè non ci sono segni di attività della patologia, quali variazioni della vista e alterazioni di altri segni e sintomi della patologia durante il trattamento continuativo. Potrebbe essere necessario iniziare la terapia con tre o più iniezioni mensili consecutive.
Pertanto, gli intervalli di monitoraggio e di trattamento devono essere decisi dal medico e devono essere basati sull’attività della patologia da cui è affetto.
Nel caso dell’edema maculare nella retinopatia diabetica la terapia si avvale della combinazione di un trattamento laser con iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF (come il Ranibizumab , il farmaco che le è stato iniettato).
L’ edema è dovuto allo stravaso di liquido e sangue da parte dei capillari danneggiati dalla retinopatia. Il laser mira a chiudere questi capillari favorendo il riassorbimento del fluido.
La valutazione dei rischi e dei benefici delle due metodiche vengono valutate di volta in volta dall’oculista.
Queste due possibilità terapeutiche agiscono quindi sinergicamente, impedendo al liquido di uscire dai capillari e facilitando il riassorbimento di quello già fuoriuscito, in genere con buon successo.
Tuttavia i risultati di questa strategia terapeutica dipendono in larga parte dalle condizioni in cui si presenta il paziente.
Qualora l’edema dovesse cronicizzarsi , la diretta conseguenza sarebbe un calo della vista progressivo.
Segua comunque le indicazioni del proprio oculista che saprà aiutarla in questo percorso, tentando di migliorare o stabilizzare la sua condizione visiva.
Cordiali saluti,
IAPB Italia onlus

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