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L’OCULISTA RISPONDE - DISCUSSIONE

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Neo/Nevo Coroideale

Discussione avviata da Beatricee il 17 maggio 2014

Salve,vi espongo un mio problema che mi sta lasciando non poche preoccupazioni ecco perchè sono qui da voi per chiedere un consulto/consiglio, a giorni dovrò andare in ospedale per fare un ulteriore controllo a questo neo/nevo nell’occhio che a detta degli ultimi controlli c’è stato un repentino cambiamento.Non è che io sappia l’esistenza di questo neo da molto in quanto è stato scoperto da una semplice visita più fondo oculare, mi è stato detto dall’oculista che poi si dovrà decidere che tipo di trattamento bisogna adottare se la situazione dovesse richiedere in estremis e me ne a elecante molte termoterapia transpupillare e una certa terapia con i protoni acceleratore lineare.Adesso vorrei sapere da un semplice neo ora escono tutte queste cose terapie di la terapia di qua ma c’è da preoccuparsi?Perchè un’idea mia me la sono fatta l’unico pericolo di un neo è la conversione in melanoma e questo mi terorizza significherebbe che sono spacciata e che morirò??

risposta dell'oculista

re: Neo/Nevo Coroideale

Risposta di Oculista

Scritto il 19 maggio 2014

Gentile utente, ad oggi un trattamento di tipo conservativo è indicato nella maggior parte dei melanomi. I piccoli melanomi pigmentati possono essere trattati con la termoterapia transpupillare (TTT), metodica di recente introduzione che – attraverso un laser a diodi – determina un aumento di temperatura entro il tumore, provocandone la morte (necrosi non coagulativa). Questa tecnica può essere impiegata anche per melanomi di maggiori dimensioni o localizzati in sede juxtapapillare qualora venga associata alla radioterapia con placche episclerali (terapia sandwich). La radioterapia con placche radioattive (brachiterapia) rappresenta attualmente il trattamento radiante più diffusamente utilizzato. La placca, precedentemente caricata con iodio 125 o rutenio 106, viene messa a contatto col bulbo oculare: le sue emissioni possono ’uccidere’ il tumore (viene suturata alla sclera in corrispondenza della base del tumore e lasciata in sede per il tempo necessario all’emissione della dose richiesta, in genere 4-7 giorni).
In ogni caso, la terapia più mirata dovrà essere valutata dal suo oculista di fiducia che ha conoscenza della sua attuale situazione anatomo-clinica.

Cordiali saluti

IAPB Italia onlus.

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