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Esami e interventi

Vitrectomia

Vitrectomia

Cos’è la vitrectomia?

È una procedura chirurgica che consiste nell’asportazione del corpo vitreo (liquido gelatinoso contenuto nella cavità principale del bulbo oculare) e nella sua sostituzione con un mezzo analogo all’interno dell’occhio, che viene definito “sostituto vitreale” (olio di silicone, gas, aria, ecc.).

Quando si effettua?

La vitrectomia si effettua quando il corpo vitreo è diventato opaco a causa di emorragie (ad esempio in seguito alla retinopatia diabetica proliferante), infiammazioni oppure per trazioni sulla retina, presenze di membrane o corpi estranei all’interno del bulbo oculare. Queste sono le indicazioni più importanti, ma in realtà sono molte di più le patologie per le quali si può ricorrere all’intervento (quando, ad esempio, si ha una lussazione del cristallino). La vitrectomia può essere associata ad altre operazione chirurgiche (ad esempio in caso di pucker maculare, distacchi di retina gravi o di vecchia data, foro maculare).

Presenta dei rischi?

Sì, ne presenta alcuni: la vitrectomia è un intervento delicato di microchirurgia. Le complicanze principali sono i distacchi di retina, sanguinamenti, un’opacizzazione del cristallino e il glaucoma.

Il corpo vitreo si riforma?


No, il corpo vitreo non si rigenera una volta tolto: l’occhio operato avrà all’interno il sostituto vitreale che funzionerà sia come mezzo diottrico (attraverso di esso passerà la luce) che come mezzo tamponante (mantiene la retina in sede). I sostituti vitreali devono essere rimossi dopo un certo periodo di tempo (ad esempio, l’olio di silicone in 3-6 mesi) perché possono provocare glaucoma o danni corneali; altri mezzi, come l’aria, sono riassorbiti rapidamente e sostituiti naturalmente dai normali fluidi organici presenti all’interno dell’occhio.

Come avviene l’intervento?

La procedura più diffusa è la vitrectomia a tre vie. Si inseriscono nell’occhio tre strumenti. Il primo è la sonda che inietta l’acqua (BSS, soluzione salina bilanciata) per mantenere la pressione e il volume all’interno dell’occhio costante; il secondo è una fibra ottica che serve ad illuminare; infine, c’è il vitrectomo: si tratta di uno strumento che taglia ed aspira il corpo vitreo.

Cosa si può concludere?

La vitrectomia è un intervento che presenta alcuni rischi: si potrebbe rendere l’occhio più delicato. Resta però l’unica soluzione per risolvere alcune patologie oculari e si rende necessario per evitare patologie più gravi.



Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 3 giugno 2009. Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2016.

Ultima revisione scientifica: 4 agosto 2014.

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