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Sanità, Italia divisa in tre

Rapporto Eurispes presentato il 16 maggio a Roma: liste d’attesa più lunghe al Sud, troppe le strutture fatiscenti

Sul piano dell’assistenza sanitaria l’Italia è divisa in tre: “Al Nord, nonostante i casi problematici, prevale un servizio accettabile, il Centro si colloca in una posizione intermedia, nel Mezzogiorno i disagi sono estremamente frequenti”. Lo scrive l’Istituto di ricerca Eurispes, che il 16 maggio a Roma ha presentato un nuovo Rapporto.

Le pazienti attese

Dall’Eurispes vengono denunciate lunghe attese per visite ed esami in tutto il Paese, ma se al Nord-Ovest le ha sperimentate il 49,8%, la quota tocca punte del 93,2% al Sud e del 90% circa nelle Isole. Per gli interventi chirurgici le attese sono state vissute da meno della metà dei residenti del Centro e del Nord-Ovest, ma da oltre il 66% al Sud e nelle Isole.

Netto divario Nord-Sud

Dal “Rapporto Italia” emerge un netto divario relativo alle condizioni delle strutture sanitarie. Vengono definite fatiscenti dal 18% degli intervistati al Nord-Ovest, dal 34,5% nel Nord-Est, dal 46,6% al Centro e dal 60% al Sud, con un massimo del 69,3% nelle Isole (circa il doppio del Nord-Est). Una tendenza analoga è stata registrata nelle indicazioni relative a strutture igienicamente non adeguate.

Gli errori medici, sperimentati al massimo nel 30% dei casi al Centro-Nord, vengono citati dal 55,3% dei residenti al Sud e dal 40,9% di chi abita Sicilia e Sardegna. La tendenziale peggiore offerta di servizi sanitari nelle aree del Mezzogiorno coinvolge anche la disponibilità del personale medico ed infermieristico, considerata insoddisfacente da oltre la metà degli intervistati.

Servono fiducia, efficienza e senso del dovere

Spiega il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, fondatore dell’Istituto di ricerca:

Dallo studio emerge l’immagine di un Paese che sembra non voler esercitare nessuno sforzo in direzione del cambiamento. Il Rapporto conferma, inoltre, che esistono più Italie: una che produce ritardi, lentezze e che non si innova e un’altra che invece traina l’economia, la produzione, i servizi, con fiducia nel futuro e senso del dovere. Ad una Italia chiusa in se stessa se ne contrappone una che resiste e che si impegna.

Fonte: Eurispes


Pagina pubblicata il 17 maggio 2017.


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