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Difetti e disturbi

Fotofobia

Se si soffre di fotofobia si è intolleranti alla luce

Cos’è?

È un sintomo d’ipersensibilità oculare caratterizzato da un eccessivo fastidio e da intolleranza dell’occhio alla luce solare e un’intensa illuminazione artificiale. Si presenta con un senso di avversione all’esposizione luminosa, di disagio e, in alcuni casi, anche di dolore oculare.

Perché si manifesta?

Si manifesta nei casi in cui un’elevata quantità di luce entra nell’occhio, causando un’eccessiva stimolazione da parte dei fotorecettori retinici, con conseguente generazione dell’impulso elettrico che – attraverso le fibre del nervo ottico – viene trasmesso al cervello.

Quando si riscontra?

Fotofobica si protegge dalla luce solare per evitare fastidio e dolore. Meglio è utilizzare occhiali da sole con filtri a norma di legge Si può presentare nei casi d’infiammazione e infezione dell’occhio come le uveiti, le abrasioni corneali, le congiuntiviti, le cheratiti, nel glaucoma congenito e nei traumi. Inoltre, si può presentare anche in rapporto a stati febbrili, nella cefalea e nella meningite (malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l’encefalo). Si manifesta, frequentemente, nelle persone con occhi chiari, nei soggetti affetti da cataratta, da distacco di retina e accompagna spesso l’albinismo [1] . Può essere associata ad irritazioni indotte dalle lenti a contatto e agli interventi di chirurgia refrattiva. Inoltre, può essere la conseguenza di un effetto indesiderato di alcuni farmaci come i cicloplegici (per la dilatazione della pupilla) e gli antibiotici (ad esempio, le tetracicline).

Si può curare?

Sole ai raggi ultravioletti
Il trattamento è volto alla cura della patologia di base. Molte volte la fotofobia scompare rimuovendo il fattore che l’ha determinata. Le persone sensibili possono, comunque, indossare occhiali scuri con protezione a norma di legge contro i raggi ultravioletti, eliminando o almeno riducendo il fastidio e il dolore oculare.

[1La retina degli albini è priva di pigmento o ne contiene una quantità ridotta; di conseguenza è particolarmente vulnerabile.


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 20 luglio 2009. Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2016.

Ultima revisione scientifica: 20 luglio 2009.

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