Visite oculistiche pediatriche per i bambini da 0 a 3 anni

Tutte le informazioni e gli accorgimenti che possono fare la differenza per tutelare la salute visiva dei bambini nel web talk “Problemi agli occhi e vizi di refrazione da 0 a 3 anni”.

“Problemi agli occhi e vizi di refrazione da 0 a 3 anni”, il web talk che si è tenuto venerdì 26 febbraio in diretta streaming sul canale Facebook di Iapb Italia Onlus, ha messo al centro la visita oculistica come pilastro della prevenzione. Una parte importante delle malattie della vista e dei disturbi refrattivi, infatti, può essere curata e trattata solo se diagnosticata precocemente.

La Dottoressa Elena Piozzi, Direttore Emerito della S.C. Oculistica Pediatrica presso l’Ospedale Niguarda di Milano e ospite dell’incontro, ha risposto in diretta alle domande di mamme blogger per fornire indicazioni utili a comprendere quando è necessario far visitare un bambino, quali sono i segnali da cogliere in caso di disturbi o difetti visivi e, soprattutto, quali azioni è necessario mettere in pratica per contribuire al pieno sviluppo del sistema visivo.

Il web talk rientra nell’ambito del progetto “Proteggi la sua vista”, la campagna di sensibilizzazione ideata da Iapb Italia Onlus per proteggere la salute visiva pre e post natale e offrire indicazioni utili a prevenire le malattie della vista del bambino. “La sezione italiana di Iapb – ha commentato in apertura l’Avvocato Giuseppe Castronovo, Presidente di Iapb Italia Onlus – si occupa da sempre di prevenzione della cecità e riabilitazione visiva e ha pensato anche ai bambini da 0 a 3 anni. Attraverso la prevenzione vogliamo infatti che i bambini conservino la vista per tutta la vita, effettuando continuamente i controlli e le visite oculistiche. Siamo lieti di promuovere questa iniziativa e il nostro augurio va a tutti i neo genitori, le neo mamme e i neo papà affinché tutelino la salute visiva dei loro figli”.

All’incontro hanno partecipato le mamme blogger Angelica Montagner, Fiamma Pelli, Maria Cristina Zagaria e Olga Zappalà, che hanno posto i loro quesiti alla Dott.ssa Piozzi per contribuire al corretto sviluppo del sistema visivo dei loro figli. Ha moderato l’incontro Tommaso Vesentini, giornalista e divulgatore scientifico.

Dottoressa Piozzi, quali sono le visite e gli esami fondamentali ai quali sottoporre un bambino alla nascita e nei primi tre anni di vita? Quali condizioni patologiche si possono indagare?

Dal punto di vista della tempestività e della prevenzione, prima siamo in grado di effettuare una diagnosi e migliori saranno i risultati. La prova recentemente introdotta, e che ha anche un grande valore, è il test del riflesso rosso effettuato alla nascita, prima della dimissione dal nido. Attraverso questo test possiamo rilevare eventuali patologie, come la cataratta o il glaucoma congenito e possibili malformazioni.

Il test può essere eseguito dal pediatra, ma poi è fondamentale il controllo dall’oculista. La prima visita è consigliata entro il primo anno di vita per rilevare anomalie che è possibile correggere in modo accurato. I bambini sono molto bravi e a volte perfino migliori dei pazienti adulti. A 2-3 anni rispondono a tutte le nostre domande se riusciamo a stabilire con loro un contatto.

All’inizio eseguiamo esami obiettivi dell’occhio per valutare le strutture anatomiche, la motilità e successivamente le funzioni visive.

Nella prima visita rileviamo come il bambino segue gli oggetti e, quindi, come risponde agli stimoli che gli presentiamo. Successivamente, effettuiamo l’analisi del fondo oculare ed esaminiamo il segmento anteriore attraverso l’instillazione di gocce. Poi possiamo completare l’esame misurando l’acutezza visiva tramite figurine e test e, in età scolare, attraverso l’identificazione delle lettere.

Sono esami non invasivi che permettono di escludere patologie importanti e di valutare che non siano sorte alterazioni in gravidanza o durante il parto. Se poi esiste una familiarità con determinati disturbi è ancora più rilevante sottoporre il bambino a visite oculistiche come, ad esempio, nel caso in cui un genitore sia affetto da cataratta congenita.

C’è poi la possibilità di rilevare l’eventuale presenza di strabismo nei primi mesi di vita, che possiamo trattare in modo adeguato. La miopia, invece, tranne rari casi di forme gravissime a 2-3 anni, è più comune in età scolare. Quello che possiamo notare in età pediatrica è una differenza tra i due occhi, come le forme di ambliopia e determinare la refrazione oculare, individuando le anomalie attraverso la schiascopia. Se, ad esempio, un bambino presenta uno strabismo monolaterale, abbiamo una differenza di refrazione e sappiamo già che quell’occhio svilupperà l’ambliopia. Possiamo allora correggere l’occhio strabico costringendolo a guardare e a sviluppare la funzione visiva.

Rivivi la diretta di “Problemi agli occhi e vizi di refrazione da 0 a 3 anni” su www.proteggilasuavista.it.