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Troppi ipovedenti si sentono discriminati

Lo sostiene JAMA Ophthalmology in uno studio condotto su 7677 partecipanti inglesi over 50

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Non solo i ciechi possono essere discriminati, ma naturalmente anche gli ipovedenti. Tanto più che la loro disabilità sovente non è visibile dall’esterno e potrebbero essere persino scambiati per falsi ciechi. Si consideri tra l’altro che nel mondo gli ipovedenti sono molto più numerosi dei non vedenti, complice l’invecchiamento demografico globale.

Uno studio pubblicato su JAMA Ophthalmology ha preso a cuore il benessere psicologico di chi vede poco, pochissimo o per nulla: sono stati analizzati i loro sintomi depressivi, il livello di soddisfazione della vita, la qualità di vita e il senso di solitudine. Gli aspetti psicologici degli ipovedenti e dei ciechi sono stati confrontati con quelli di chi dichiarava di vedere bene, molto bene o perfettamente.

Complessivamente hanno partecipato allo studio 7677 persone a partire dai 50 anni, con un’età media di quasi 67 anni.

A distanza sei anni, quando si è fatto un nuovo controllo, la sensazione di essere discriminati era associata a un maggiore rischio di sintomi depressivi tra coloro che riferivano di vedere poco all’inizio dello studio.

La rivista dell’Accademia americana di oftalmologia (AAO) conclude:

Queste scoperte suggeriscono che gli adulti con un’età più avanzata e menomazione visiva sono più a rischio di sentirsi discriminati. Coloro che hanno vissuto quest’esperienza avevano livelli più alti di sintomi depressivi e solitudine, oltre a una qualità della vita inferiore e a un minore livello di soddisfazione. Un’azione per affrontare questa discriminazione potrebbe aiutare, in queste persone, a mitigare questo maggior rischio tra coloro che vivono uno scarso senso di benessere.


Punti chiave secondo l’OMS (Vision Impairment)

  • Globalmente si stima che circa 1,3 miliardi di persone vivano con qualche forma di riduzione visiva più o meno grave;
  • Per quanto riguarda la visione da lontano sono 188,5 milioni di persone che vedono meno di 5/10, mentre 217 milioni soffrono di forme medio-gravi ossia sono ipovedenti (da 3/10 a 1/10) e 36 milioni sono cieche.
  • 826 milioni di persone vedono molto male da vicino.
  • Globalmente le principali cause di riduzione visiva importante sono gli errori refrattivi non corretti e la cataratta.
  • Circa l’80% di tutte le forme di "vision impairment" sono considerate evitabili o trattabili (ad esempio grazie a un’operazione come l’intervento di cataratta)
  • La maggior parte delle persone che vivono una riduzione delle proprie capacità visive hanno dai 50 anni in su.


Fonti: Jama Ophthalmology, WHO


Pagina pubblicata il 6 giugno 2019.


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