Traumi cranici: l’OTC retinico può rivelarli!

In uno studio inglese pubblicato su “Eye and Brain” i Boxer olimpici mostrano forti variazioni di macula e fibre nervose retiniche rispetto al gruppo di controllo. Un risultato inaspettato

Uno studio di studio di Childs, Barker, Gage e Loosemore ha rilevato casi di modifiche alla retina nei pugili olimpici esposti a frequenti colpi alla testa che hanno frequentato due programmi obbligatori di screening oculare a distanza di 18 mesi.

Nello studio pubblicato “Eye and Brain” nel 2018, sono stati reclutati 16 pugili olimpici di età compresa tra 20 e 33 anni che sono stati confrontati con 20 sedentari sani tra 24 e 45 anni all’interno di due sessioni di screening. Sebbene il gruppo di controllo fosse più vecchio dei pugili olimpici, il resto rientrava nella fascia compresa tra i 24 ei 33 anni. Nel gruppo di controllo, inoltre, sono state reclutate più donne rispetto al gruppo olimpico (12 rispetto a 4).

Nell’arco temporale di 18 mesi, lo spessore dello strato di macula e di fibre nervose retiniche (RNFL) è stato misurato utilizzando la tomografia a coerenza ottica (OCT). È stato osservato un significativo ispessimento della macula nel 75% dei settori dell’occhio destro e del 50% dell’occhio sinistro. Le due proiezioni oculari hanno così fornito dati longitudinali sul cambiamento della retina nel tempo, mostrando nelle sezioni trasversali ispessimento e assottigliamento dei settori di macula nei pugili olimpici rispetto al gruppo di controllo.

Alla luce di questi risultati, l’OCT può rivelarsi clinicamente utile per lo studio del cambiamento neuropatologico dopo lievi lesioni cerebrali traumatiche o ripetuti colpi alla testa.La diagnostica della retina è una tecnica consolidata e non invasiva per l’osservazione dell’occhio e delle malattie sistemiche e, grazie a questa, la retina oculare e neurosensoriale può essere visualizzata in modo relativamente semplice. GliOCT offrono così un potenziale come biomarcatore non invasivo della neuropatologia: un cambiamento significativo nelle densità di macula e RNFL, che si verificano in un intervallo di 18 mesi, è infatti una scoperta inaspettata in soggetti altrimenti sani e in perfetta forma.