Se il microbioma oculare difende la cornea

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La superficie dell’occhio ospita batteri che aiutano a neutralizzare gli agenti patogeni

c._mast_e_un_batterio_commensale_che_vive_sulla_superficie_oculare_credits_rachel_caspi_e_anthony_st._leger_-photospip2171dd0b7c987c3b59cb4ee4ab962dbc.jpgSui nostri occhi abbiamo una squadra di batteri “buoni” che consente di neutralizzare molti organismi patogeni. Tra questi commensali protettivi ce n’è uno – Corynebacterium mastitidis (C. mast) – su cui si è concentrato un nuovo studio americano [a cui ha partecipato anche l’università di Tokyo, ndr]], condotto su cavie di laboratorio; i risultati sono stati pubblicati dalla rivista [Immunity.

I batteri “amici” C. mast possono indurre la produzione di una proteina segnale essenziale per la difesa dell’occhio, chiamata iinterleuchina-17 (IL-17) [[si tratta di una citochina che svolge un ruolo importante nel processo infiammatorio, ndr]], che a sua volta attira globuli bianchi (neutrofili) verso la congiuntiva e stimola il rilascio di agenti con proprietà antimicrobiche nelle lacrime [[in particolare proteine secondo lo studio citato, ndr]]. Quindi quei batteri “alleati” – che vivono sulla cornea per lunghi periodi – lanciano l’allarme e attivano un sistema di protezione della superficie oculare fondamentale per difenderci, ad esempio, dalla Candida albicans (un fungo) o dall’infezione provocata da Pseudomonas aeruginosa.

I ricercatori diretti da Rachel R. Caspi, che lavora presso il National Eye Institute statunitense, spiegano:

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Le nostre scoperte dimostrano in modo diretto che esiste un microbioma commensale residente sulla superficie oculare e identificano i meccanismi cellulari che hanno effetti sull’omeostasi oculare a livello immunitario e sulla difesa dell’organismo ospite.

Grazie a precedenti studi erano già state identificate una media di 221 specie di batteri che vivono sulla superficie oculare di ogni essere umano. Saranno tuttavia necessarie ulteriori ricerche per chiarire le esatte dinamiche che regolano il microbioma oculare ed eventuali sue alterazioni indotte da agenti patogeni.

Leggi anche: “Il microbioma della superficie oculare”

Fonti: Immunity, NIH, Oculista.it