Riabilitazione salva-vista dopo ictus

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Si può recuperare buona parte del campo visivo: lo attesta un nuovo studio americano

Riabilitazione visiva (Foto di Susanne Pallo)
Riabilitazione visiva (Foto di Susanne Pallo)
Dopo un ictus che abbia colpito le aree cerebrali deputate alla visione si possono recuperare (anche in buona parte) le capacità visive grazie alla riabilitazione. Grazie a uno specifico addestramento, l’area del campo visivo inizialmente compromessa – da un quarto a metà del campo – può essere opportunamente stimolata e “rieducata”.

Un nuovo studio pubblicato su Neurology [Matthew R. Cavanaugh, MS and Krystel R. Huxlin, “Visual discrimination training improves Humphrey perimetry in chronic cortically induced blindness”, Published online before print April 12, 2017, Neurology, doi: http://dx.doi.org/10.1212/WNL.0000000000003921]] fa luce su questo fenomeno confrontando i risultati di persone che non si sono sottoposte a [riabilitazione visiva con un altro gruppo il quale, invece, ha seguito un programma riabilitativo in un centro specializzato.

Spazio alla riabilitazione salva-vista

Le persone sottoposte a riabilitazione visiva dopo ictus cerebrale hanno recuperato mediamente circa 108 gradi di campo visivo (tra 17 pazienti), mentre le 5 persone che non hanno svolto esercizi riabilitativi hanno recuperato spontaneamente solo 16 gradi circa. Secondo i ricercatori dell’Università di Rochester (Usa) l’entità del recupero è stata proporzionale all’impegno riabilitativo.

Il cervello è plastico, possibile un buon recupero

cervello-aree_corteccia_cerebrale_per_visione-universita_di_monaco-photospip1ed11b5a5f33d6f8e213c7c408a36600.jpgGrazie alla plasticità cerebrale – molto più accentuata quando si è piccoli – è possibile un recupero significativo delle capacità visive. I ricercatori americani ne sono convinti, nonostante si ritenga comunemente che “il danno alla corteccia visiva sia irreversibile”.

Le persone colpite da ictus con coinvolgimento delle aree corticali visive possono aspirare a ripristinare quasi le capacità visive originarie addestrandosi a seguire oggetti in movimento, individuare l’orientamento di figure statiche, ecc. Fondamentali sono la motivazione e la costanza. Complessivamente i deficit del campo visivo, misurati in questo caso con una nuova metodologia, si possono ridurre con una specifica riabilitazione visiva.

Link utile: Centri d’ipovisione italiani

Fonte originale: Neurology (pdf)