Problemi visivi e fattori correlati: un’indagine sulla popolazione europea

Problemi visivi

In Europa il 26% di persone che riportano problemi alla vista non accede ai servizi per la salute degli occhi. Lo riferisce uno studio internazionale di Acta Ophthalmologica.

Nuovi dati mostrano un bisogno insoddisfatto di accesso alla salute degli occhi in tutta Europa: un quarto delle persone (26%) che segnalano problemi alla vista non accede ai servizi per la salute degli occhi, non provvedendo all’uso di appropriati correttivi. Le donne, gli anziani, i fumatori e le persone che vivono in isolamento sociale in Europa sono i soggetti che presentano le maggiori probabilità di essere colpiti dalla perdita della vista.

Lo studio internazionale pubblicato su “Acta Ophthalmologica” [1] ha indagato i problemi di vista auto-segnalati attraverso la European Health Interview Survey. Si fa riferimento ad un’indagine trasversale sulla popolazione europea basata su un questionario standardizzato che include 147 variabili mediche, demografiche e socioeconomiche applicate ad individui di età pari o superiore a 15 anni in 30 paesi europei, includendo anche Islanda e Norvegia.

L’indagine ha analizzato 311.386 individui (54,18% donne), con una prevalenza complessiva di problemi alla vista auto-riferiti del 2,07%. Di questi, l’1,70% degli uomini, il 2,41% delle donne e il 4,71% degli individui di 60 anni o più hanno riferito di avere molti problemi alla vista o di non essere in grado di vedere. Considerando l’analisi per regione e paese, gli intervistati nei paesi dell’Europa meridionale e occidentale hanno mostrato una prevalenza simile di problemi alla vista, con valori rispettivamente del 2,29% e del 2,17%. Dall’altra parte, i paesi dell’Est e del Nord, hanno evidenziato le prevalenze più alte e più basse, rispettivamente del 2,43% e dell’1,25%. La frequenza più alta di difetti visivi è stata dunque maggiore nei paesi dell’Europa Orientale.

Le analisi multivariate hanno poi mostrato che le limitazioni causate da malattie di lunga durata, la depressione, il fumo quotidiano, la mancata attività fisica, un livello di istruzione inferiore e l’isolamento sociale sono tutti fattori associati a problemi di vista maggiori, diversamente dal reddito più elevato.  

Lo studio mostra così un bisogno insoddisfatto di accesso alla salute degli occhi, mettendo in luce le differenze in tutta Europa, in termini di prevalenza di problemi alla vista. L’incidenza di difetti visivi non corretti è più alta nei paesi dell’Europa orientale e maggiormente diffusa tra le donne e le persone più anziane. È dunque a queste categorie che andrebbero ricondotti gli sforzi maggiori per intensificare l’esito positivo dei problemi alla vista.


[1] N. Leveziel, Self‐reported visual difficulties in Europe and related factors: a European population‐based cross‐sectional survey, in “Acta Ophthalmologica”, Ottobre 2020.