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Centri urbani meno sani

Il 2 luglio 2019 si è celebrata la seconda Giornata nazionale per la salute e il benessere in città, laddove è maggiore il rischio di diabete e obesità

Nei centri urbani ci sono più opportunità, ma la qualità della vita è tendenzialmente peggiore. Il 2 luglio 2019 si è celebrata la Giornata nazionale per la salute e il benessere in città istituita l’anno precedente. Suo obiettivo è contrastare la crescita delle malattie croniche non trasmissibili come diabete e obesità, importanti problemi di salute del nostro tempo (vedi anche retinopatia diabetica).

Solo i diabetici in Italia si stima che siano oltre tre milioni mentre i maggiorenni obesi sono oltre uno su dieci; il 40% degli italiani non pratica né sport né altra attività fisica (dati Istat). [1]

I numeri del diabete e dell’obesità

Secondo quanto scrive la Federazione Internazionale del Diabete (IDF) circa 425 milioni di adulti (20-79 anni) hanno il diabete ed, entro il 2045, questa cifra arriverà a 629 milioni di persone. A livello mondiale la maggior parte dei diabetici hanno oggi tra i 40 e i 59 anni, ma in un caso su due non sono stati diagnosticati (212 milioni). Ben 352 milioni di persone sono a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 che comunque resta quello più diffuso. Talvolta questa forma si può aggravare e, in questo caso, potrebbe diventare necessaria l’insulina.

I dati epidemiologici nazionali – secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID) – suggeriscono circa 250.000 nuove diagnosi di diabete tipo 2 e circa 25.000 nuove diagnosi di diabete tipo 1 ogni anno.

Secondo l’OMS l’obesità, rispetto al 1975, è quasi triplicata a livello mondiale. Tanto che nel 2016 già si contavano oltre 650 milioni di adulti obesi. Anche l’obesità infantile risulta in crescita, in particolar modo in Italia, dove – scrive l’ISTAT – tra gli adulti il 35,5% è in sovrappeso e il 10,4% è obeso.

Stili di vita sani più in vista

Dunque bisogna correre ai ripari perché, se lo scenario è preoccupante, le prospettive rischiano di essere peggiori. Dunque tutti cittadini e gli amministratori pubblici sono chiamati ad essere parte attiva, mentre associazioni ed istituzioni potranno organizzare autonomamente azioni di sensibilizzazione culturali, sociali, sportive, sanitarie collegate al tema della salute e del benessere urbano. Tutto ciò caratterizza la Giornata promossa da Health City Institute, Cittadinanzattiva, CIA-Agricoltori Italiani, rete delle Città per il cammino e della salute della FIDAL-Federazione Italiana Atletica Leggera e rete Cities Changing Diabetes [2].
Per la seconda Giornata Nazionale per la salute e il benessere nelle città del 2 luglio Enzo Bianco, Vicepresidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, ha spiegato che l’Italia si è fatta parte attiva "per portare la proposta di istituire la Giornata per la salute e il benessere nelle città a livello europeo presso il Comitato delle Regioni dell’UE".

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Il Prof. Andrea Lenzi

Andrea Lenzi, Presidente di Health City Institute e del Comitato per la biosicurezza e le biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha ricordato – riferendosi alla crescita di malattie croniche quali diabete e obesità – “che si tratta di un fenomeno strettamente legato all’aumento della popolazione nelle città e che rappresenta oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo dell’uomo”.

Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva, ha dichiarato:

Nell’ultimo decennio, la popolazione mondiale risiedente negli ambiti urbani ha superato il 50 per cento e questo trend è in costante crescita, tanto che le stime dicono che rappresenterà circa il 70 per cento da qui a trent’anni... Questo imponente sviluppo urbano ha modificato profondamente lo stile di vita e trasforma il contesto sociale in cui viviamo, creando problemi di equità, generando tensioni sociali e introducendo minacce per la salute. Per contrastare questo fenomeno è necessario promuovere politiche che rendano i cittadini partecipi e consapevoli dell’importanza di avere comportamenti più virtuosi, come praticare attività fisica o seguire un’alimentazione corretta.

Fonti principali: Cittadinanza Attiva, IDF, SID, Istat

[1“Affrontare i problemi di salute pubblica, a partire dalla promozione di stili di vita sani, di una corretta alimentazione, dell’attività fisica costante per creare consapevolezza che siamo tutti chiamati all’azione”. È quanto ha auspicato una lettera aperta indirizzata alle autorità nazionali in particolare ai membri del Governo, a senatori e deputati, ai presidenti di Regioni e Province, ai sindaci dei Comuni e ai rettori delle università italiane e ai presidenti dei centri di ricerca nazionali, presentata il 7 maggio 2019 presso la Camera dei Deputati.

[2con il patrocinio di Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, ANCI-Associazione Nazionale Comuni d’Italia, Intergruppo parlamentare Qualità di vita nelle città, Unione Provincie Italiane, Coni e Rete Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità


Pagina pubblicata il 2 luglio 2019. Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2019


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