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Alla ricerca della salute nei centri urbani

Presentate il 7 maggio alla Camera le iniziative della seconda Giornata nazionale per la salute e il benessere in città che si celebrerà il 2 luglio. Più rischio diabete e obesità nei centri urbani

“Affrontare i problemi di salute pubblica, a partire dalla promozione di stili di vita sani, di una corretta alimentazione, dell’attività fisica costante per creare consapevolezza che siamo tutti chiamati all’azione”. È quanto auspica una lettera aperta indirizzata alle autorità nazionali [1], presentata il 7 maggio presso la Camera dei Deputati.

I centri urbani sono luoghi con molte opportunità, ma in cui la qualità della vita è tendenzialmente peggiore. Tanto che nel 2018 è stata istituita la Giornata nazionale per la salute e il benessere in città, che cade il 2 luglio. L’obiettivo è contrastare la crescita delle malattie croniche non trasmissibili come diabete e obesità, importanti problemi di salute del nostro tempo (vedi anche retinopatia diabetica).

I numeri del diabete e dell’obesità

Secondo quanto scrive la Federazione Internazionale del Diabete (IDF) circa 425 milioni di adulti (20-79 anni) hanno il diabete ed, entro il 2045, questa cifra arriverà a 629 milioni di persone. A livello mondiale la maggior parte dei diabetici hanno oggi tra i 40 e i 59 anni, ma in un caso su due non sono stati diagnosticati (212 milioni) . Ben 352 milioni di persone sono a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, detto anche alimentare, che in ogni caso resta quello più diffuso. Tuttavia in taluni casi il diabete di tipo alimentare si può aggravare e, da un certo punto in poi, potrebbe essere necessario somministrare insulina.

I dati epidemiologici nazionali – secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID) – suggeriscono circa 250.000 nuove diagnosi di diabete tipo 2 e circa 25.000 nuove diagnosi di diabete tipo 1 ogni anno.

Secondo l’OMS l’obesità, rispetto al 1975, è quasi triplicata a livello mondiale. Tanto che nel 2016 già si contavano oltre 650 milioni di adulti obesi. Anche l’obesità infantile risulta in crescita, in particolar modo in Italia, dove – scrive l’ISTAT – tra gli adulti il 35,5% è in sovrappeso e il 10,4% è obeso.

Stili di vita sani più in vista

Dunque bisogna correre ai ripari perché, se lo scenario è preoccupante, le prospettive rischiano di essere peggiori. Dunque tutti cittadini e gli amministratori pubblici sono chiamati ad essere parte attiva, mentre associazioni ed istituzioni potranno organizzare autonomamente azioni di sensibilizzazione culturali, sociali, sportive, sanitarie collegate al tema della salute e del benessere urbano. Tutto ciò caratterizza la Giornata promossa da Health City Institute, Cittadinanzattiva, CIA-Agricoltori Italiani, rete delle Città per il cammino e della salute della FIDAL-Federazione Italiana Atletica Leggera e rete Cities Changing Diabetes [2].

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Il Prof. Andrea Lenzi

Andrea Lenzi, Presidente di Health City Institute e del Comitato per la biosicurezza e le biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha ricordato – riferendosi alla crescita di malattie croniche quali diabete e obesità – “che si tratta di un fenomeno strettamente legato all’aumento della popolazione nelle città e che rappresenta oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo dell’uomo”.

Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva, ha dichiarato:

Nell’ultimo decennio, la popolazione mondiale risiedente negli ambiti urbani ha superato il 50 per cento e questo trend è in costante crescita, tanto che le stime dicono che rappresenterà circa il 70 per cento da qui a trent’anni... Questo imponente sviluppo urbano ha modificato profondamente lo stile di vita e trasforma il contesto sociale in cui viviamo, creando problemi di equità, generando tensioni sociali e introducendo minacce per la salute. Per contrastare questo fenomeno è necessario promuovere politiche che rendano i cittadini partecipi e consapevoli dell’importanza di avere comportamenti più virtuosi, come praticare attività fisica o seguire un’alimentazione corretta.

Per la seconda Giornata Nazionale per la salute e il benessere nelle città (2 luglio 2019) sono state anticipate alcune iniziative. Innanzitutto, come ha annunciato Enzo Bianco, Vicepresidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, “l’Italia si farà parte attiva per portare la proposta di istituire la Giornata per la salute e il benessere nelle città a livello europeo presso il Comitato delle Regioni dell’UE”.

Infine, durante l’incontro è stata avanzata la proposta di istituire una nuova figura professionale: lo Health City Manager. “Questo professionista avrà il compito, in sinergia e collaborazione con gli enti di competenza di salute pubblica e prevenzione e le professioni sanitarie del territorio, di promuovere la salute e il benessere nelle città”, ha chiarito l’on. Roberto Pella, Vicepresidente vicario ANCI delegato alla salute e coordinatore, insieme all’on. Daniela Sbrollini, dell’Intergruppo parlamentare Qualità della vita nelle città. Il prof. Lenzi ha precisato che “questo nuovo professionista dimostrerà capacità di gestione della sanità pubblica, di sociologia e psico-sociologia delle comunità, di architettura urbana e di controllo nella riduzione delle disuguaglianze sociali e di salute”.

Fonti principali: Cittadinanza Attiva, IDF, SID

[1in particolare ai membri del Governo, a senatori e deputati, ai presidenti di Regioni e Province, ai sindaci dei Comuni e ai rettori delle università italiane e ai presidenti dei centri di ricerca nazionali

[2con il patrocinio di Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, ANCI-Associazione Nazionale Comuni d’Italia, Intergruppo parlamentare Qualità di vita nelle città, Unione Provincie Italiane, Coni e Rete Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità


Pagina pubblicata il 7 maggio 2019.


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