Occhio secco, rischio più alto per gli allergici

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I neutrofili possono favorire l’ostruzione dei dotti delle ghiandole di Meibomio contenute nelle palpebre

oculista_instillazione_lacrime_artificiali-400_pixel.jpgL’occhio secco può colpire più facilmente coloro che soffrono di allergie e hanno un’infiammazione cronica a livello palpebrale. Questa sindrome può comunque essere favorita dall’ostruzione dei dotti escretori delle ghiandole di Meibomio associata all’abbondanza locale dei neutrofili (globuli bianchi), come risulta da una sperimentazione condotta su cavie animali. È quanto ha concluso una squadra di scienziati italiani e americani su Science Translational Medicine [[“L’ostruzione delle ghiandole di Meibomio o altre forme di disfunzione ghiandolare possono promuovere patologie croniche della superficie oculare”]].

L’età avanzata, il fumo e l’uso prolungato degli schermi possono essere dei fattori di rischio dell’occhio secco, che d’estate tende a colpire più frequentemente (ad esempio per l’impiego dell’aria condizionata, il vento in spiaggia, il sole forte, l’alta ghiandole-meibomio-palpebre.jpgtemperatura che favorisce l’evaporazione del film lacrimale). Il più delle volte basta utilizzare lacrime artificiali, ma è comunque opportuno sottoporsi a una visita oculistica per trattare un’eventuale patologia che potrebbe essere all’origine dell’occhio secco.

Fonte principale: Science Translational Medicine