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Molto fumo, minore qualità visiva

Nei forti fumatori si osserva una riduzione della sensibilità spaziale e della distinzione dei colori

Fumare più di 20 sigarette al giorno può alterare la visione o danneggiarla: lo sostiene uno studio scientifico appena pubblicato su Psychiatric Research. Il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle patologie stima che, solo negli Usa, ci siano 34,3 milioni di fumatori e che, tra questi, oltre 16 milioni di persone vivano con una patologia correlata al tabacco (spesso con problemi di natura cardiovascolare). Secondo l’Istat in Italia fuma una persona su cinque. [1]

Lo studio americano e brasiliano ha incluso 63 persone di età compresa tra i 25 e i 45 anni che fumavano almeno 20 sigarette al giorno [2], le cui performance visive sono state confrontate con quelle di 71 persone sane che fumavano quotidianamente meno di 15 sigarette.

I ricercatori hanno osservato i livelli di discriminazione del contrasto e delle sfumature dei colori mentre sedevano di fronte a un monitor con diversi tipi di stimoli: sono stati osservati nei forti fumatori “cambiamenti significativi della percezione cromatica rosso-verde e blu-giallo”, con una ridotta abilità a distinguere i diversi colori e i livelli di contrasto rispetto ai non fumatori.

I ricercatori scrivono:

Il gruppo dei forti fumatori aveva una sensibilità ridotta per tutte le frequenze spaziali (p <0,001) e una riduzione della discriminazione dei colori […]. Questo studio replica coerentemente ed estende scoperte precedenti, mostrando che l’elaborazione visiva può essere fortemente associata alla dipendenza da tabacco. Questi risultati indicano che l’uso eccessivo di sigarette o l’esposizione cronica ai loro composti incide sulla discriminazione visiva [...].

A questo si aggiunge un’altra osservazione contenuta nello stesso articolo:

Il fumo di sigaretta consta di numerosi composti che nuocciono alla salute e sono stati correlati a una riduzione dello spessore corticale, coinvolgendo aree come quella mediale, laterale e frontale, con una riduzione dell’attività della corteccia occipitale. [3]

Infine si deve considerare che il tabacco può favorire lo sviluppo di malattie degenerative retiniche e potrebbe accelerare anche l’invecchiamento del cristallino (con la relativa opacizzazione).

Fonti: Rutgers University, Psychiatric Research, Istat

[1“Nel 2016 il 19,8% della popolazione di 14 anni e più dichiara di essere fumatore (circa 10 milioni 400 mila persone), il 22,6% di aver fumato in passato e il 56,1% di non aver mai fumato”. Nelle tavole del Rapporto pubblicato a luglio del 2017 – intitolato “Fattori di rischio per la salute: fumo, obesità, alcol e sedentarietà” – si legge che a fumare oltre 20 sigarette al giorno è il 4,9% dei fumatori, mentre il numero medio di sigarette consumate in Italia è di 12,5.

[2con diagnosi di dipendenza dal tabacco e senza intenzione di smettere

[3Tra l’altro deputata all’elaborazione degli input visivi, ndr


Pagina pubblicata il 20 febbraio 2019.


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