Miopia e stile di vita: un confronto tra generazioni

Miopia

Una ricerca realizzata dall’Università della Murcia ha indagato la correlazione tra lo stile di vita e la miopia mettendo a confronto i risultati dello studio su due gruppi di gemelli, giovani e anziani, del Sud-est della Spagna.  

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la miopia colpisce nel mondo il 27% della popolazione ed entro il 2050 interesserà almeno il 52% della popolazione mondiale[1]. Per miopia si intende anzitutto un “vizio di rifrazione” che comporta una visione sfocata da lontano e del quale sono responsabili 161 geni[2]. La sua origine, però, si rileva anche nello stile di vita: si ritiene, infatti, che le circostanze del comportamento e dello stile di vita contemporanei, insieme alla tecnologia emergente, siano responsabili di questo incremento.

È proprio a partire dalla correlazione con le abitudini comportamentali delle persone che è nato lo studio dell’Università della Murcia (UCAM) pubblicato su “Scientific Reports” [3]. All’interno dello studio è stato analizzato un gruppo di 200 studenti universitari, composto da 54 coppie di gemelli monozigoti e 46 coppie eterozigote, nati mediamente nel 1995.

Il gruppo è stato messo a confronto con un campione di gemelli cresciuti nella stessa area geografica, nel Sud-est della Spagna, nati in media nel 1958. Dai dati preliminari è emersa anzitutto una differenza di due diottrie tra il campione giovane e quello più anziano. Dai risultati si è poi evinto che il 77% del campione di studenti ha mostrato una prevalenza di miopia, mentre una presenza molto più bassa è stata osservata nel campione di gemelli più anziani (20%). La miopia ha avuto un’incidenza pari a 7,8 volte in caso di miopia media (da 3 a 6 diottrie) e 2,9 volte in caso di miopia bassa (fino a 3 diottrie). Il gruppo giovane ha evidenziato inoltre una miopia elevata, oltre le 6 diottrie, nel 4,5% dei casi, in contrasto con il gruppo più anziano dove invece non è stata rilevata alcuna presenza.  

In opposizione ai dati della generazione precedente, nel campione dei Millennials è emersa una prevalenza della miopia accompagnata da una diminuzione dell’ereditabilità (25% contro 79%). L’analisi statistica ha mostrato che la varianza dell’errore di rifrazione nel gruppo dei giovani è stata guidata principalmente dal ruolo crescente dei fattori ambientali e, in misura minore, da fattori genetici, quindi da cambiamenti legati all’ambiente in cui questi soggetti sono cresciuti negli ultimi due decenni. I ricercatori ritengono che le maggiori competenze accademiche possedute da questa popolazione abbiano comportato un’esposizione più elevata ai fattori di rischio della miopia, correlati in particolar modo all’affaticamento visivo nell’ambiente di lavoro e a periodi di lunga esposizione a contesti a bassa luminosità.


[1] OMS, The impact of Myopia and High Myopia , 16-18 Marzo 2015.

[2] Cfr. Tedja MS et al., Genome-wide association meta-analysis highlights light-induced signaling as a driver for refractive error, in “Nature Genetic”, n. 50(6), Giugno 2018, pp. 834-848.

[3] Pusti D. et al., Inheritance of Refractive Error in Millennials, in “Scientific Reports”, n. 10 (8173), Maggio 2020, pp.1-9.