Malattie oculari e depressione: come la vista influenza la salute psicologica

malattie oculari e depressione

Secondo uno studio ripotato su JAMA Ophthalmology, i pazienti affetti da gravi malattie oftalmologiche hanno la comprovata probabilità di cadere in depressione. Da qui l’importanza del supporto psicologico durante il percorso di riabilitazione come previsto dal Polo Nazionale Ipovisione nelle linee guida internazionali preparate per l’OMS

Le malattie che colpiscono in modo irreversibile la vista hanno un effetto diretto sulla vita delle persone che ne sono affette. Cambiano le abitudini, autonomia, libertà e, molto spesso, rendono necessario modificare totalmente il proprio stile di vita.

Sono cambiamenti che comportano un notevole peso psicologico e che necessitano di supporto specialistico.

Ma quel è la prevalenza di depressione dei pazienti che frequentano le cliniche oculistiche?

Secondo una ricerca pubblicata su JAMA Ophthalmology, la depressione è risultata essere comune nei pazienti con problemi di vista (25%) soprattutto quando l’età del soggetto supera i 65 anni o sono presenti deficit cognitivi.

In base ai dati relativi a 27 studi, su 6992 pazienti totali in 1687 hanno riportato l’insorgere della depressione.

Non era presente nessuna caratteristica specifica nei pazienti che potesse in qualche modo influenzare la presenza della depressione, se non una malattia oftalmologica che ha deteriorato loro la vista.

La prevalenza di depressione era alta sia negli studi condotti in cliniche sia nei servizi di riabilitazione e non variava in base alla gravità del danno visivo (lieve, moderato, grave).

I dati presenti in questa meta-analisi suggeriscono che la depressione nei pazienti con disabilità visiva è un problema largamente diffuso e che dovrebbe essere riconosciuto come diretta conseguenza di malattie oftalmologiche gravi, e, come tale, affrontato dagli operatori sanitari nella linea generale di riabilitazione.

Questo è del resto, l’approccio del POLO NAZIONALE IPOVISIONE: lo scopo del Polo è aiutare le persone con ipovisione a riconquistare spazia di autonomia e libertà attraverso il supporto psicologico e con interventi che valorizzano la vista residua.        

Un approccio multidisciplinare che è valso il mandato di Centro di Collaborazione dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) infatti, dal maggio 2020 al maggio 2023 il Polo Nazionale Ipovisione e Riabilitazione visiva del Gemelli di Roma sarà al fianco dell’OMS con due compiti distinti: fissare i parametri standard per valutare la qualità delle cure visive nei diversi paesi del mondo e condurre uno studio sul beneficio della riabilitazione visiva nei pazienti anziani con degenerazione cognitiva. (https://www.polonazionaleipovisione.it/rinnovata-la-collaborazione-con-loms/)

La riabilitazione può far molto per migliorare la qualità della vita, ma la possibilità di recuperare la vista è in molti casi ridotta. Nonostante questo sia molto difficile da accettare, attraverso un accompagnamento professionale e medico, comprendere la propria situazione è il primo passo per una nuova vita.