Malati cronici in crescita

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In Italia quattro persone su dieci hanno almeno una patologia cronica: ipertensione e diabete particolarmente insidiose per la vista

anziani-pubblico-web-photospip0a6ae699131bb9220a742fdf49edd794.jpgBen 24 milioni d’italiani ossia quattro persone su dieci nel Belpaese soffrono almeno di una malattia cronica e, tra questi, ne hanno più di una 12,5 milioni. Il secondo Paese più anziano al mondo dopo il Giappone appare destinato a veder crescere questi numeri: secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane – che ha sede a Roma presso l’Università Cattolica [Policlinico A. Gemelli]] e ha appena pubblicato un Focus sul tema – la patologia cronica più frequente sarà l’ipertensione [[si legga la scheda sulla [retinopatia ipertensiva]], con quasi 12 milioni di persone affette nel 2028, mentre l’artrosi/artrite riguarderà 11 milioni di italiani: l’incremento sarà di circa un milione di persone per queste due malattie. Inoltre secondo le nuove stime gli italiani affetti da diabete saranno 3,6 milioni (con annessa retinopatia diabetica).

anziane-solidali-teste-web-photospip2a1629ff8e3b5d1f0067084612ec4791.jpgLa prevalenza di cronici è in costante e progressiva crescita, con conseguente impegno di risorse sanitarie, economiche e sociali. L’aumento di questo fenomeno è connesso a differenti fattori: non solo l’invecchiamento della popolazione, ma anche al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, al mutamento delle condizioni economiche e sociali, agli stili di vita, all’ambiente e alle nuove terapie.

“L’aumento del numero delle persone affette da patologie croniche è anche un segno del successo del nostro SSN [Servizio Sanitario Nazionale], come testimonia il fatto che il tasso di mortalità precoce è diminuito di circa il 20% negli ultimi 12 anni, passando da un valore di circa 290 a circa 230 per 10.000 persone”, ha dichiarato il Dott. Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane diretto dal Prof. Walter Ricciardi.

Fonte principale: Osservasalute