Inquinamento luminoso: a rischio le nuove generazioni

Il Professore Francesco Bandello, Presidente del Comitato Scientifico IAPB Italia Onlus e Direttore della Clinica Oculistica dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, spiega i principali fattori che possono causare danni all’apparato visivo, in particolare per i più piccoli.

“Inquinamento ambientale e salute visiva” è il tema affrontato dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia Onlus, in occasione della Giornata Mondiale della Vista che si è tenuta il 10 ottobre presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La giornata è stata un’occasione per riflettere sull’importanza di effettuare controlli periodici al sistema visivo, al fine di diagnosticare per tempo malattie che, se riconosciute tempestivamente, possono essere curate.

All’interno della tavola rotonda a conclusione dell’incontro, dal titolo “Proteggere la vista dall’ambiente inquinato”, il Professore Francesco Bandello, Presidente del Comitato Scientifico IAPB Italia Onlus e Direttore della Clinica Oculistica dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, ha voluto riflettere su “Il ruolo dell’ambiente nella genesi delle gravi patologie degenerative oculari”. L’intervento ha evidenziato l’importanza di mantenere la vista in salute, non solo facendosi visitare regolarmente, ma anche evitando comportamenti dannosi per l’apparato visivo, come lavorare in luoghi chiusi utilizzando un’illuminazione non appropriata, guardare da vicino gli schermi dei computer e i device elettronici per molte ore al giorno e non osservare le principali norme di “igiene oculare”.

Ci sono sostanzialmente due tipi di inquinamento – spiega il Professore Francesco Bandello –. Il primo è quello ambientale, dovuto agli scarichi delle autovetture, al riscaldamento e, più in generale, alle industrie inquinanti, che fa sì che l’aria che respiriamo contenga sostanze tossiche con effetto negativo per la salute dell’uomo. Questo è un inquinamento, in parte di tipo acuto, perché all’interno di un ambiente inquinato è inevitabile che l’uomo ne abbia la percezione. In questo caso, vengono coinvolte specifiche porzioni, come la pelle, l’apparato respiratorio e, naturalmente il sistema visivo, che sono le prime a contatto con il mondo esterno. Diverso è invece l’inquinamento visivo. Viviamo per un periodo di tempo molto più lungo oggi, ma dal punto di vista ontogenetico i nostri occhi erano programmati per persone che vivevano fino ad un’età media di 50 anni. In concomitanza di un’aspettativa di vita più lunga, l’apparato visivo invecchia e non è più adeguato a garantire la sua corretta funzione nel tempo”.

Diversi sono i fattori che possono provocare danni al sistema visivo: Tra questi, ad esempio, c’è l’esposizione alla luce – prosegue il Professore – che può danneggiare la superficie dell’occhio comportando un’alterazione della superficie corneale per la quantità elevata di radiazione ricevuta. Pensiamo all’infiammazione della cornea e della congiuntiva – la cheratocongiuntivite attinica – causata da un’esposizione acuta ai raggi solari, ad alta intensità di luce ultravioletta, oppure alla radiazione riflessa dalla neve o a quella emessa dalle lampade abbronzanti. L’esposizione in modalità cronica è però il fattore più rilevante. Se per lungo tempo, ad esempio, siamo esposti ad un eccesso di radiazioni luminose, possiamo sviluppare la cataratta. L’incidenza della malattia è certamente più elevata tra gli agricoltori che tra gli impiegati di banca e questo effetto cronico sulla retina può comportare danni ancora più gravi”. 

Ancora più importante è controllare la luce Blu-Viola emessa dai dispositivi digitali: “Questa luce – chiarisce Bandello – è più dannosa per l’apparato visivo, perché ha una distribuzione diversa in termini di lunghezze d’onda ed è presente in misura elevatissima nelle principali fonti di luce artificiale che utilizziamo oggi. I lampioni delle strade, le luci delle automobili, i telefoni e tutti i device elettronici emettono luce che ha una componente prevalente Blu-Viola ed è stato dimostrato, sia nell’animale di laboratorio, sia nelle culture cellulari, che questa fonte è particolarmente dannosa per la retina e i tessuti dell’intero occhio. Le evidenze sperimentali esistenti dimostrano che si tratta di una luce tossica per l’apparato visivo e questo tipo di danno può portare alla degenerazione maculare legata all’età, una delle malattie oggi più frequenti. Il problema non è tanto per le persone di età adulta, che hanno iniziato ad usare tardi queste tecnologie. Il problema sono i bambini che, per diverse ragioni, rimangono attaccati ai dispositivi digitali dalla mattina alla sera e ciò può comportare una degenerazione del sistema visivo in età più precoce”.

La luce Blu-Viola ha effetti anche sul ciclo sonno-veglia: “Con questa luce – conclude Bandello – il nostro cervello registra l’informazione di dover rimanere sveglio e si creano i presupposti per sviluppare l’insonnia. Il primo suggerimento che si dà ad una persona insonne, infatti, è di non utilizzare il computer per almeno due ore prima di andare a dormire”.