Il racconto della Giornata Mondiale della Vista

Giornata Mondiale della Vista

Diciassette anni fa nasceva la Giornata Mondiale della Vista e, da quel giorno, ogni anno si celebra il secondo giovedì di ottobre. L’evento riunisce oftalmologi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali per fare il punto sulla prevenzione e sulla riabilitazione visiva in Italia e nel mondo. L’avvio della Giornata è stato scandito dalla conferenza stampa e dalla tavola rotonda “La prevenzione oftalmica nel sistema sanitario nazionale”. Tutti gli interventi sono stati moderati da Nicoletta Carbone, giornalista di Radio 24.

Giovedì 8 ottobre 2020 si è celebrata la Giornata Mondiale della Vista, l’evento annuale promosso da IAPB Italia Onlus dedicato alla salute degli occhi. Ad aprire i lavori della conferenza stampa è stato Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, che ha ribadito l’importanza della salute visiva: “La vista – ha detto – è il simbolo della salute e quando l’occhio si ammala è a volte troppo tardi per intervenire. In Italia ci sono 1,5 milioni di ipovedenti e oltre 200.000 ciechi. Senza prevenzione, questi numeri sono destinati a crescere. Vogliamo fare un appello a tutti i cittadini affinché la cecità diminuisca quanto più possibile e ciò dipende da quello che ciascuno di noi fa per salvaguardare la propria vista e quella dei familiari”.

A seguire l’intervento dell’On. Paolo Russo, Medico oculista e Deputato, Presidente dell’intergruppo parlamentare per la tutela della vista, che ha parlato del ruolo della politica nella sensibilizzazione alla tutela della salute degli occhi: “Il nostro paese – ha spiegato – ha saputo fare grandi passi avanti grazie alla competenza e alla sensibilità scientifica del mondo accademico e delle professioni della vista, in particolare degli oculisti. Noi ci siamo adoperati per mettere in campo iniziative di screening in ogni parte del nostro paese, per rendere più forte l’attenzione nei confronti delle patologie oculari, in particolare quelle retiniche. Si tratta di un’azione importante e dimostrativa, perché il nostro paese può diventare campione mondiale nella tutela della vista”.

Mario Stirpe, Presidente del Comitato Tecnico Nazionale per la Prevenzione della Cecità del Ministero della Salute, ha invece ricostruito il quadro attuale: “Vi è la necessità di porre attenzione alla cura – ha chiarito – anche per l’arresto che abbiamo vissuto in questo periodo. Spesso mi sono sentito dire ‘meglio morire che diventare cieco’, ma non è così. Il virus ha sopito la paura verso le altre malattie e vi è stato un decremento significativo nell’accesso ad esami importanti. I mesi che ci attendono sono ancora rivolti alla prevenzione e alla risoluzione delle urgenze. C’è bisogno della ricostituzione di una medicina territoriale che governi l’afflusso agli ospedali, perché gli ambulatori non possono sostituire il lavoro delle Asl. La pandemia ha portato a questa attenzione e auspico che ciò si traduca in una spinta alla risoluzione”.

Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana, ha posto l’attenzione sul ruolo dei diversi attori coinvolti: “Dobbiamo diventare ancora più operativi con l’aiuto della politica, delle attrezzature tecnologiche e della disponibilità di medici assunti nel Servizio sanitario nazionale”.

Mario Barbuto, Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con la componente scientifica: “Siamo la testimonianza vivente di ciò che non deve accadere e con la nostra presenza e il lavoro silenzioso di centinaia di volontari che si mettono a disposizione in tutte le sezioni d’Italia, vogliamo che la prevenzione della cecità diventi un elemento stabile della società. Riteniamo infatti di vitale importanza la naturale alleanza e vicinanza con la componente scientifica e, in particolare, con gli oculisti italiani”.

Nicoletta Carbone, giornalista di Radio 24
Nicoletta Carbone, giornalista di Radio 24
Da sinistra: Mario Stirpe, Giuseppe Castronovo, Filippo Cruciani
Da sinistra: Mario Stirpe, Giuseppe Castronovo, Filippo Cruciani

Alla tavola rotonda su “La prevenzione oftalmica nel sistema sanitario nazionale” è intervenuto Silvio Mariotti, Responsabile per la Prevenzione della Cecità e Salute Oculare presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Nel mondo – ha detto – ci sono più di 7 miliardi di persone e, ogni anno, la metà ricorre a visite oculistiche. Le persone domandano salute visiva, eppure questo servizio è dimenticato. Dei 194 paesi membri dell’OMS, solo tre hanno messo al centro la salute visiva nei loro piani di programmazione dei prossimi tre anni. L’Italia, purtroppo, non è tra questi. I paesi si sono dimenticati di investire nella vista, della quale ci ricordiamo solo quando l’abbiamo persa ed è difficile intervenire”.

Leonardo Mastropasqua, Direttore della Clinica Oftalmologica-Centro Regionale di Eccellenza dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara G. D’Annunzio, ha spiegato invece perché è importante fare prevenzione con l’uso degli ausili tecnologici: “L’80% delle patologie – ha chiarito – è evitabile. Oggi senza la tecnologia e senza persone addestrate ad usarla, abbiamo risultati nettamente inferiori. La differenza tecnologica porta a vedere piccolissime lesioni e a prevenire le malattie. Anche con la telemedicina la riabilitazione ha fatto ulteriori passi in avanti per cambiare la vita alle persone. La politica deve investire su questo”.

Filippo Cruciani, Referente Scientifico di IAPB Italia Onlus, ha sottolineato l’importanza dell’oftalmologia nel Piano nazionale Prevenzione e nei piani regionali: Dobbiamo impegnarci – ha detto – affinché la prevenzione in ambito oftalmologico ricompaia nel piano nazionale e a livello regionale. Oggi il lavoro è passato dal dorso all’occhio dell’uomo e quest’ultimo è continuamente a rischio di trauma. L’occhio è la terza sede anatomica di trauma a livello lavorativo e la prevenzione oftalmologica non va trascurata. La diagnosi precoce va programmata, perché consente di scongiurare ipovisione e cecità”.

Infine, Marco Verolino, Direttore Oculistica degli Ospedali Riuniti-Area Vesuviana ASL Napoli 3 Sud, ha parlato di accesso ai servizi sanitari oftalmici al tempo del coronavirus: “Le strumentazioni – ha concluso – consentono un’analisi dettagliata delle sezioni dell’occhio e questo è fondamentale per la prevenzione della salute visiva. Molte patologie hanno un’incidenza e una prevalenza determinante sulla vita media delle persone, sulla funzionalità visiva e necessitano di analisi precoce. Abbiamo bisogno di campagne di sensibilizzazione, perché la valutazione va sempre fatta dall’oculista”.

Al termine della conferenza stampa, si sono tenute tre sessioni pomeridiane con le eccellenze dell’Oftalmologia e delle Istituzioni, in diretta streaming sulla pagina Facebook: Il bisogno di oculistica nel panorama delle cure, Prevenzione e riabilitazione per il paziente e il cittadino, Una visione dal mondo.