Il grave rischio della sedentarietà

Nei Paesi industrializzati la salute sta diminuendo ed uno dei comportamenti più pericolosi è l’immobilità in ufficio collegata al lavoro al computer. Il corpo ha bisogno di pause, movimenti a bassa intensità e ripetuti frequentemente. Sessioni in palestra brevi ed intense non fanno necessariamente recuperare il tempo passato allo schermo. Questa la sintesi di un rapporto commissionato da un’azienda privata inglese e dedicato a quello che sarà il nostro “collega del futuro”.

Un rapporto dedicato al “collega del futuro”, ovvero al progressivo deterioramento nella salute degli impiegati che lavorano in ufficio, è stato rilasciato nel giugno 2019 dall’azienda britannica Fellowes. Il fatto che l’azienda si occupi principalmente di arredamenti e tecnologie per ufficio potrebbe far pensare ad un conflitto di interesse, ma la conclusione alla quale arriva è tanto forte quanto inaspettata: l’ufficio stesso, lo stile di lavoro e la postura assunta per ore al giorno rappresentano un grandissimo fattore di rischio per pressoché ogni ambito della salute umana, dalla vista al diabete, dalla circolazione periferica al tono muscolare, dalla salute mentale al mal di testa

Certamente l’interesse dell’azienda è quello di promuovere, oltre al suo brand, anche la sensibilità e l’attenzione focalizzata sul suo core business, ovvero, sui più avanzati prodotti e filosofie che permettono di creare postazioni e spazi di lavoro sani ed ergonomici. Purtuttavia il rapporto mantiene fisso il punto che, oltre un certo livello, è lo spazio di lavoro stesso il problema – per assenza di movimento; luce artificiale e aria condizionata – e, pur non essendo uno studio scientifico, la quantità di dati e lavori scientifici citati offre un quadro per nulla rassicurante della situazione lavorativa agli albori della 4 rivoluzione industriale.

Già secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la sedentarietà è uno dei principali fattori di rischio per la mortalità ed è in grado di influire negativamente sull’insorgere di malattie cardiovascolari, diabete e cancro [1]. La stessa organizzazione attribuisce, pur su dati del 2008,  all’insufficiente attività fisica oltre 3milioni di morti all’anno [2]. A lato e indipendentemente, il  sistema sanitario inglese (NHS) indica che il 64 per cento degli adulti è sovrappeso [3].

Firmato da William Higham, un conferenziere e analista di marketing molto gettonato nel Regno Unito [4], il rapporto di Fellowes è ancora più categorico.  Ecco una selezione delle affermazioni contenute nel testo [5]: “Dieta e assenza di movimento fanno sì che l’80 per cento degli adulti inglesi assuma dei comportamenti che mettono a repentaglio la loro sopravvivenza; il livello di obesità sale in tutta Europa; l’80 per cento degli impiegati in ufficio in Germania e Regno Unito spende 4 ore fermo al suo tavolo; gli impiegati francesi vi passano metà del loro tempo da svegli; il 46 per cento dei dirigenti passa più di 20 ore al computer secondo una dato del 2010 mentre nel 1994 erano meno del 20 per cento”.

L’effetto combinato di queste situazioni pesa moltissimo, sostiene il rapporto, sul deterioramento della salute, sulla ridotta produttività, sui giorni di malattia. In particolare, lo scarsissimo movimento, il tempo passato al pc o seduti in metropolitana, treno o auto, è direttamente collegato all’aumento di peso e dei livelli di colesterolo anche in concomitanza con una dieta ipocalorica.  E neppure la palestra, con uno sforzo ad alta intensità per brevi periodi di tempo, è in grado di porre rimedio alla situazione. Secondo Stephen Bowden, della Arnold School of Public Health, infatti, “il corpo richiede movimenti frequenti, a bassa intensità e per tutta la durata del giorno [6]”.

Anche la vista, ovviamente, viene investita dallo sforzo di mettere continuamente a fuoco un schermo. Sforzo che, come IAPB Italia ha sottolineato in più occasioni, affatica l’occhio, ‘progettato’ più per la visione da lontano che per il continuo aggiustamento ‘per vicino’. A questo si aggiunge l’impatto della postura, dall’aria “viziata” dai condizionatori (spesso troppo poco od affatto umidificata, ciò che favorisce l’evaporazione delle lacrime) e dell’illuminazione artificiale. Tutti questi fenomeni si associano facendo parlare nel rapporto di computer vision syndrome con sintomi che variano dal rossore e secchezza del bulbo oculare al mal di testa e dolore alle spalle. Tutti sintomi ben noti alla maggioranza dei lavoratori che, secondo la rivista Time, li ha sperimentati almeno una volta nella vita [7].

Per rappresentare visivamente questa e altre nozioni raccolte nel rapporto, gli autori hanno creato un manichino che riassume in sé, accentuandoli, gli affetti della sedentarietà e del lavoro al pc sulle diverse parti del corpo. L’apparenza di ‘Emma’ con gli occhi rossi, la schiena curva e le gambe gonfie, suggerisce caldamente l’opportunità pressante di alternare momenti al tavolo a pause e spostamenti moderati e frequenti, spostamenti che potrebbero essere molto più salutari di quanto l’esiguo sforzo richiesto per compierli lasci presagire.

STARE SEDUTI PER ORE PREDISPONE A:
DIABETE
INFARTO
ICTUS
INSUFFICIENZA CARDIACA
INSUFFICIENZA VENOSA
SOVRAPPESO E OBESITÀ
OSTEOPOROSI E ARTRITE
IPERTENSIONE ARTERIOSA
COLESTEROLO E TRIGLICERIDI
TUMORI MAMMELLA E COLON


[1] Physical activity – 23 February 2018 https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/physical-activity

[2] Physical Inactivity: A Global Public Health Problem https://www.who.int/dietphysicalactivity/factsheet_inactivity/en/

[3] Health Survey for England 2017 – pubblicato dicembre 2019 – https://digital.nhs.uk/data-and-information/publications/statistical/health-survey-for-england/2017 (nota metodologica: In total 7,997 adults (aged 16 and over) and 1,985 children (aged 0 to 15) were interviewed. 5,196 adults and 1,195 children had a nurse visit.)

[4] William Higham https://www.a-speakers.com/speakers/william-higham/

[5] The Work Colleague of the Future” – Fellowes –  Giugno 2019

[6] Op. Cit. pag 6 “The link between illness and sitting first emerged in the 1950s, when researchers found that London bus drivers were twice as likely to have heart attacks than conductors. Subsequent studies have uncovered a host of other effects, from back pain to cancer. One clear consequence is weight gain and its associated health issues. Sitting for a long time decreases lipoprotein lipase activity. The less we move, the less time we spend in fat-burning metabolic mode. Weight and cholesterol levels can rise, even with a low-calorie diet. We can mitigate this, but not through the odd half hour at the gym, no matter how intense. Stephen Bowden points to the findings of Stephen Blair at the Arnold School of Public Health, who recommends becoming ‘moderately fit’. This reduces the chance of early death generally by 50% and outweighs the risk of the common risk factors such as obesity, diabetes and high cholesterol. Stephen Bowden says: “The body requires low intensity, high frequency movements throughout the entire day.” When we sit for long periods, the arteries in our legs constrict. This limits blood flow, raises our blood pressure and becomes a contributing factor for heart disease”.

[7] Op.cit. Pag 8 nota 32