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L’OCULISTA RISPONDE - DISCUSSIONE

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Problemi vitreali o altro?

Discussione avviata da Pietro83 il 12 gennaio 2019

Gentile dottore, circa 14 anni fa, quando avevo 21 anni, contrassi - probabilmente a causa di un uso scorretto delle lenti a contatto - una cheratite all’occhio sinistro. Andai in ospedale, dove l’oculista mi prescrisse di curare la cheratite con un gel cortisonico in alcuni orari ed una benda da tenere tutto il tempo. Passati 2/3 giorni, mentre ancora avevo questa benda all’occhio sinistro, cominciai a vedere corpi mobili fluttuare nell’occhio destro: cosa che mi allarmò non poco! Mi recai così dal mio oculista di fiducia, il quale mi disse che era in atto un cambiamento del mio vitreo del tutto comprensibile data la mia elevata miopia (-8,50) e che con questi floaters dovevo semplicemente conviverci. Sbendato l’occhio sinistro, mi resi in effetti conto che i corpi mobili erano presenti anche in esso. L’unica terapia datami fu di bere 1,5 litri d’acqua al giorno: io cominciai a berne 3! Eppure il disturbo non recedeva, anzi, nell’arco dei mesi successivi la mia vista si deteriorò anche in tanti altri modi: al buio non vedevo più con la stessa nitidezza dei 21 anni precedenti, era come se la vista fosse divenuta improvvisamente più scura e tremolante, "granulosa" o pulviscolare (cosa che mi impedisce, ad esempio, di godere a pieno della bellezza di un cielo stellato).
Vi elenco altri cambiamenti notati:
a) in controluce adesso ci vedevo più confusamente;
b) avevo occasionali afterimage;
c) certe fonti di luce non le vedevo più come erano state fino a poche settimane prima, ma i loro contorni divennero come "disgregati" in tanti piccoli raggi;
d) attorno ai lampioni comparvero aloni simili a cerchi color arcobaleno;
e) guardando una superficie chiara e muovendo gli occhi, mi accorsi di vedere lampi luminosi alla periferia del mio campo visivo (questo fenomeno è per fortuna un po’ regredito negli ultimi anni);
f) i riflessi laterali si erano fatti più "blandi".
Ero psicologicamente distrutto, sentivo di essere invecchiato di 40 anni in un solo anno, ma l’oculista diceva che pressione e fondo dell’occhio erano nella norma e che avevo 10/10 di visus (prima erano 11/10). Tutto quello che mi stava accadendo dipendeva sempre e soltanto dal vitreo, che è tuttora disorganizzato ma non ancora distaccato. Col tempo mi sono adattato a tutti i cambiamenti della mia vista che vi ho descritto, tranne che ad uno: quello che ancora adesso, a distanza di 14 anni, più continua a infastidirmi. E’ un disturbo che descriverei come "sdoppiamento verso l’alto delle figure luminose": mi capita più spesso al buio o in condizioni di penombra e soprattutto con immagini o simboli illuminati, come possono esserlo le insegne di un negozio o le scritte su uno schermo TV (di solito questa cosa è aggravata con parole o simboli chiari su sfondo scuro). Ciò che percepisco è un effetto "ghosting": è come se la parola o l’oggetto illuminato producesse un doppio o, a volte, addirittura triplo alone di se stesso. La sgradevole sensazione è più intensa con l’occhio destro che col sinistro. Ho poi notato che se strizzo leggermente gli occhi, la parola sdoppiata si riavvicina alla "parola madre", fino quasi a ricongiungersi, ma mai completamente.
Potrete capire quanto ciò diventi destabilizzante soprattutto la sera. Nel corso di questi 14 anni ho anche sviluppato astigmatismo (-1 in entrambi gli occhi), ma nessuno dei disturbi che vi ho descritto ha mai incontrato miglioramenti dopo aver corretto tale astigmatismo. Cosa posso fare? Possibile che la disorganizzazione del corpo vitreo produca così tanti fastidi e che la scienza non si voglia ancora porre il problema di trovare delle soluzioni? Una simile sintomatologia è quasi paragonabile, per impatto sulla vita del paziente, a quella provocata da danni retinici! Eppure si continua a sostenere, in genere, che l’unico disagio arrecato dal deterioramento vitreale siano i corpi mobili...mah!

risposta dell'oculista

Problemi vitreali o altro?

Risposta di Oculista

Scritto il 14 gennaio 2019

Gentile utente,

questo fenomeno che ci descrive qui potrebbe dipendere anche da una moderata secchezza oculare o comunque da un’alterazione corneale, pertanto le consiglio di eseguire, se non l’ha già fatto, una topografia corneale e nel frattempo di instillare abbondanti lacrime artificiali.

Cordiali saluti,

IAPB ITALIA ONLUS

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