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Lieve aumento farmaci ad uso oftalmico

Rapporto AIFA 2018: il 70% del loro consumo consiste in trattamenti per il glaucoma. Per tutti i medicinali spesi 29,1 mld in un anno

In Italia i farmaci per il glaucoma – una patologia oculare che colpisce circa un milione di persone – si attestano, tra gli anziani, al 28° posto per prevalenza d’uso considerando tutte le categorie terapeutiche. È quanto si evince dall’ultimo Rapporto AIFA sul consumo dei medicinali nel nostro Paese, relativo al 2018, quando complessivamente si sono spesi per i farmaci 29,1 miliardi di euro.

I medicinali più usati dagli over 65

Gli ultrasessantacinquenni fanno uso più di tutti, in primo luogo, di trattamenti per l’ulcera gastrica, poi degli antitrombotici (anticoagulanti per ridurre il rischio d’infarto e d’ictus), quindi i medicinali per modificare i lipidi (colesterolo e trigliceridi); a seguire, al quarto posto, compaiono gli antinfiammatori e gli antireumatici non steroidei e, in quinta posizione, i betabloccanti (per il cuore).

Occhio agli occhi

L’AIFA spiega che, per quanto riguarda i farmaci per i disturbi oculari, “i consumi si sono mantenuti pressoché stabili nel tempo, passando dalle 20 DDD (Defined Daily Dose, ndr [1]) del 2013 alle 21 DDD del 2018”.

In sette casi su dieci tale consumo consiste in un trattamento (generalmente un collirio ipotensivo) per controllare la pressione oculare che, se troppo elevata, può danneggiare irreparabilmente il nervo ottico, compromettendo la comunicazione tra retina e cervello. Il glaucoma è infatti una malattia che, se non curata tempestivamente, può portare a cecità dopo il restringimento del campo visivo.

I trattamenti per il glaucoma e i miotici si attestano al 18° posto tra le prime venti categorie terapeutiche a maggior quota di spesa del 2018: sono i primi farmaci ad uso oftalmico in una top 20 in cui, sul podio, ci sono innanzitutto le sostanze modificatrici dei lipidi (farmaci per abbassare il colesterolo e i trigliceridi), mentre il secondo posto va ai medicinali per l’ulcera peptica e il terzo ai betabloccanti (per trattare aritmie e altre alterazioni cardiache).

Inoltre, prosegue l’Agenzia Italiana del Farmaco, “gli impianti intravitreali di cortisonici registrano la maggior variazione di consumo e spesa rispetto all’anno precedente (>100%)”, che consentono di rilasciare lentamente il farmaco all’interno del bulbo oculare. Anche i trattamenti anti-VEGF (somministrati mediante iniezioni intraviterali per bloccare la formazione di nuovi vasi retinici dannosi) per la degenerazione maculare legata all’età (AMD) hanno naturalmente un peso rilevante in questo ambito.

I numeri della spesa farmaceutica

Nel 2018 la spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, è stata pari a 29,1 miliardi di euro, di cui il 77% rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Secondo i dati OCSE in Italia lo stesso anno la spesa è stata del 17,5% delle uscite correnti nel campo della salute, mentre la media dei 34 Paesi industrializzati si attesta attorno al 16,3%.

Sempre nel 2018, secondo l’AIFA, la spesa territoriale è stata pari a 20.781 milioni di euro: è diminuita, rispetto al 2017, dell’1%. Questo si deve, da un lato, a una riduzione della spesa territoriale pubblica (-4%), mentre dall’altro la spesa a carico dei cittadini, comprendente la spesa per il ticket [2], ha avuto un incremento del 3,8% in un solo anno.

Fonti principali: AIFA, OCSE

[1Definita dall’OMS come la “dose di mantenimento giornaliera media di un farmaco utilizzato per la sua indicazione principale nell’adulto”

[2compartecipazione regionale e differenza tra il prezzo del medicinale a brevetto scaduto erogato al paziente e il prezzo di riferimento per i medicinali di classe A acquistati privatamente e quella dei farmaci di classe C


Pagina pubblicata il 22 luglio 2019.


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