Facciamo luce sull’occhio pigro

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Per i bambini piccoli è indispensabile come minimo una visita oculistica tra i 3 e i 5 anni. Lo dice la Task Force americana dei servizi di prevenzione

bendaggio-bimba-web-ok.jpgAlmeno una visita oculistica tra i 3 e i 5 anni per diagnosticare un eventuale occhio pigro (ambliopia). È la raccomandazione che la Task Force americana dei servizi di prevenzione [[indicata con la sigla USPSTF (US Preventive Services Task Force), ndr]] rivolge a tutti i genitori.

Naturalmente sarebbero opportune visite oculistiche più frequenti per i bambini: alla nascita, intorno ai 3 anni e prima dell’ingresso a scuola, oltre a quelle che si dovrebbero susseguire periodicamente in età scolare (vedi i consigli utili).

Tuttavia – in un nuovo studio appena pubblicato su JAMA Ophthalmology – i ricercatori si concentrano, in particolare, sull’occhio pigro perché potrebbe produrre danni irreversibili. Se, infatti, non ci si accorge che uno dei due occhi è inattivo (anche se apparentemente sano) si potrebbe compromettere il corretto sviluppo delle aree cerebrali deputate alla visione [[in particolare le aree occipitali e parietali]].

occhi_azzurri_bambino_foto-hodan-web.jpgGeneralmente questa patologia è trattabile con un semplice bendaggio dell’occhio sano, in modo da spingere l’occhio pigro a “lavorare” ossia ad essere attivo.

La US Preventive Services Task Force scrive:

L’ambliopia consiste in un’alterazione dei circuiti neuronali visivi durante lo sviluppo cerebrale del bambino, che può portare alla cecità permanente dell’occhio interessato. Dall’1 al 6% dei bimbi con meno di 6 anni hanno l’ambliopia o uno dei suo fattori di rischio (strabismo, anisometropia [[diversità del potere refrattivo dei due occhi ossia forte differenza in diottrie di difetti quali miopia, ipermetropia e astigmatismo, ndr]] o entrambi). L’identificazione precoce delle anomalie visive ne potrebbe prevenire lo sviluppo.

I genitori sono avvisati: una visita oculistica periodica può salvare la vista dei vostri figli nonché le aree del cervello dedicate alla visione.

Fonte: JAMA Ophthalmology