Disabilità visiva, il punto sulla prevenzione

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Il Ministero della Salute trasmette al Parlamento la Relazione annuale sulla riabilitazione visiva e le attività per scongiurare ipovisione e cecità

ministero_della_salute-eur-rm-scritta-web.jpgQuali sono le attività di prevenzione della cecità e dell’ipovisione esistenti in Italia? Per capirlo un documento indispensabile è la Relazione annuale che il Ministero della Salute invia ogni anno al Parlamento italiano. Il più recente è stato trasmesso il 13 gennaio 2017 ai Presidenti di Camera e Senato [[ai sensi della Legge 284/97 sulla riabilitazione visiva]].

Il ruolo della IAPB Italia e del Polo Nazionale

La Relazione riporta dati sulle attività svolte, nel 2015, dallo stesso Dicastero della Salute, dalla IAPB Italia onlus, dal Polo Nazionale dei Servizi e Ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva e dalle singole Regioni.

Per quanto riguarda la IAPB Italia e il Polo, sono stati messi in luce i risultati raggiunti attraverso i progetti di prevenzione nazionale, di ricerca e promozione dello sviluppo nonché della riabilitazione visiva a livello internazionale. Questo ruolo l’ha avuto, in particolare, l’Italia attraverso l’organizzazione – da parte del Polo Nazionale (Centro di Collaborazione dell’OMS) – dell’International Consensus Conference Rome 2015, con l’obiettivo di raggiungere comuni standard riabilitativi.

Focus sulla riabilitazione visiva

Per quanto riguarda la tipologia dell’assistenza, nella Relazione si legge che oltre la metà dei Centri d’ipovisione erogano servizi di riabilitazione visiva per tutte le età. Tuttavia esiste – ammette il Ministero della Salute – “una carenza, sull’intero territorio nazionale, dei centri dedicati a svolgere riabilitazione in età pediatrica, in aumento comunque rispetto al 2014; una criticità che riflette la difficoltà delle Regioni a organizzare servizi dedicati alla riabilitazione in età evolutiva”.

ipovedente_con_tablet-web.jpgEppure le attività svolte dalle Regioni hanno evidenziato progressi per quanto riguarda il numero dei centri, aumentati rispetto alla precedente rilevazione (nove in più); ma è stata rilevata ancora una forte disomogeneità territoriale.

Regioni con meno fondi

La drastica contrazione dei fondi alle Regioni rimane un forte aspetto critico. Questo è tanto più vero alla luce del ruolo italiano di promozione dello sviluppo e della diffusione della riabilitazione visiva a livello internazionale.

È necessario quindi – per intensificare gli sforzi per la tutela delle fragilità e nell’ambito della disabilità visiva – promuovere maggiormente il miglioramento della salute anche degli ipovedenti, in attuazione della Convenzione ONU sui diritti dei disabili [[ratificata in Italia con la legge 3 marzo 2009 n. 18 e come richiesto a tutti gli Stati membri dall’OMS]].

Fonte principale: Ministero della Salute