Se la pupilla rivela il nostro grado di comprensione

occhio_marrone-pup.jpg

Il suo diametro non dipende solo dalla luce presente nell’ambiente, ma anche dal riconoscimento degli oggetti. Lo ha verificato un’équipe giapponese

occhio-marrone-160_pixel.jpgSe gli occhi sono lo specchio dell’anima, la dimensione della pupilla dà una misura del nostro livello di comprensione. Una squadra di ricercatori giapponesi si è “divertita” a misurarne il diametro e a metterlo in rapporto alle immagini contenute in un filmato. Sorprendentemente si dilata un attimo prima di capire quali oggetti stiamo vedendo.

Durante la ricerca è stata analizzata la dinamica pupillare per chiarire i meccanismi di riconoscimento di oggetti ambigui. Fonte: Suzuki Y, Minami T, Nakauchi S, Ai partecipanti sono state presentate una serie di immagini composte da punti, che potevano essere interpretate in diversi modi; dopodiché è stato chiesto loro se riconoscessero qualcosa, precisando il grado di certezza della loro affermazione. I ricercatori della Toyohashi University of Technology hanno concluso che – persino quando i volontari non riuscivano a riconoscere nei filmati un singolo oggetto – la loro pupilla si dilatava in un secondo momento, non appena stavano per capire ciò che avevano visto.

Uno degli autori dello studio pubblicato su Science Reports, Yuta Suzuki [[Dipartimento di Scienze ingegneristiche informatiche, Università Toyohashi delle Nuove Tecnologie]], spiega:

La maggior parte delle volte non siamo consapevoli dell’attività del nostro cervello: la percezione e il riconoscimento sono solo una parte della funzione cerebrale complessiva, e ci sono molti misteri ancora da risolvere riguardo a questa parte inconscia del nostro cervello, che rappresenta la maggior parte della sua attività: abbiamo deciso di concentrarci sul riconoscimento degli oggetti da parte delle persone e siamo stati in grado di utilizzare la biometria per monitorare l’elaborazione [cerebrale] che avviene prima che una persona sia consapevole di aver riconosciuto un oggetto.

Fonti: Scientific Reports, Toyohashi University of Technology