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Convegno sulla vista, la parola agli esperti

L’11 ottobre, presso la Protomoteca del Comune di Roma, si è celebrata la Giornata Mondiale della Vista. Occhio agli stili di vita e all’illuminazione artificiale

Si è parlato non solo di luce blu, smartphone, tablet, laser e occhiali, ma anche di riabilitazione visiva e, in particolare, di teleriabilitazione. Il tutto nel più ampio orizzonte della salute visiva e dei problemi oculari evitabili più importanti. Al convegno organizzato l’11 ottobre a Roma – in occasione della Giornata Mondiale della Vista – sono intervenuti numerosi esperti, compresi docenti universitari, nella Sala della Protomoteca del Comune di Roma.

L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus – dopo aver organizzato nella Capitale tre giorni di check-up oculistici gratuiti a bordo di una propria Unità mobile oftalmica (dal 9 all’11 ottobre) – ha rilanciato il tema della tutela della vista in una sede istituzionale, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, basata innanzitutto su una corretta informazione e su visite oculistiche periodiche. Questa opportunità viene offerta gratuitamente insieme alla Società Oftalmologica Italiana e alla Fondazione Insieme per la Vista Onlus ed è indirizzata a chi non si è mai sottoposto a una visita oculistica (cerca un medico oculista aderente nella tua città).

Secondo l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus, è fondamentale la figura dell’oculista: il bambino, il giovane e l’anziano devono recarsi periodicamente da uno specialista per il controllo del visus e l’eventuale diagnosi delle patologie oculari. “Le stesse tecnologie, se ben usate, possono contribuire alla salute oculare: mi riferisco, ad esempio, agli strumenti di accertamento dei vizi refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo) e al laser per gli interventi chirurgici oftalmici [in particolare quelli di cataratta], che servono anche alla prevenzione della cecità” (ossia consentono di evitarla), ha affermato l’avvocato.

In rappresentanza del Ministero della Salute è intervenuta la dott.ssa Serena Battilomo (Direzione Generale Prevenzione Sanitaria):

C’è un lavoro quotidiano per promuovere la prevenzione a tutti i livelli: la prevenzione primaria, prima che i disturbi insorgano; la prevenzione secondaria, quindi arrivare tempestivamente a diagnosi per evitare il progredire di una patologia; ma anche la prevenzione terziaria, la riabilitazione [visiva], per conservare il più possibile la vista anche quando questa viene compromessa... Oggi noi vogliamo tutti insieme vogliamo rendere ognuno consapevole dell’importanza di agire e del preservare la propria vista e anche della prevenzione, che deve essere un diritto. Quindi sono lieta di dire che nei Livelli Essenziali d’Assistenza è stato inserito, in tutti i punti nascita, lo screening neonatale oftalmologico. Sono state inserite anche le prestazioni di riabilitazione visiva (anche se, ad oggi, i LEA non sono ancora pienamente operativi)... [E’ importante] investire molto di più in prevenzione perché è molto più economico e fa risparmiare in assistenza.

Inoltre ha portato i suoi saluti il prof. Mario Stirpe (Presidente del Comitato tecnico nazionale per la prevenzione della cecità). Tra i principali invitati c’era anche il dott. Matteo Piovella, Presidente della SOI, il quale ha lanciato l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione, nel tempo, fino a 30mila visite oculistiche gratuite a partire dalla Giornata Mondiale della Vista.

Tra nuove tecnologie, prevenzione e copertura sanitaria

Tra i relatori del convegno di Roma citiamo il dott. Silvio Paolo Mariotti (OMS): “Di fatto la maggior parte delle malattie oculari che ci sono nel mondo sono, ancora oggi, prevenibili o curabili perché s’intervenga in tempo”. Tra gli obiettivi più importanti del Ministero della Salute italiano ci sono, quindi, gli investimenti in prevenzione. Anche perché, ha proseguito l’esperto dell’OMS, “la maggior parte delle malattie oculari che causano cecità sono patologie croniche”, per cui la collaborazione è fondamentale del paziente (il quale deve essere opportunamente informato e messo in condizione di collaborare al trattamento).

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono stati inseriti nel Piano generale per lo sviluppo della società che i Paesi Membri delle Nazioni Unite hanno adottato; le sue strategie e gli obiettivi sono stati tutti raccolti sotto il nome di “Agenda 2030”. Tra i 17 obiettivi di sviluppo, il terzo riguarda proprio la salute ed il benessere. La strategia definita dall’OMS, in accordo con i Paesi membri, è basata sulla copertura sanitaria universale: si mira all’accesso tempestivo agli interventi sanitari di qualità necessari per mantenere o recuperare il benessere, con una protezione dalla povertà (le cure possono impoverire). I Paesi Membri si sono accordati per raggiungere questo obiettivo entro il 2030. Mariotti ha ricordato che:

  • 400 milioni di persone nel mondo non hanno accesso ad uno o più dei servizi sanitari essenziali;
  • 100 milioni di persone ogni anno cadono sotto la soglia nazionale di povertà per le spese sanitarie;
  • 150 milioni subiscono perdite economiche catastrofiche per la stessa ragione;
  • il 32% della spesa sanitaria è a carico della persona o delle famiglie.

“Le nuove tecnologie in oftalmologia: dalla prevenzione diagnostica alla chirurgia” è invece il titolo dell’intervento del prof. Leonardo Mastropasqua (Università degli Studi di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”). Il laser a femtosecondi ha consentito, in particolare, di innovare l’intervento di cataratta, aumentando la precisione in una fase molto importante dell’intervento chirurgico, riducendo il rischio di complicanze, con tempi più rapidi di recupero visivo e di miglioramento della qualità della visione. Anche a livello chirurgico “la telemedicina è importantissima: si potrà operare – ha affermato il docente – a distanza di migliaia di chilometri, ma il problema oggi è il tempo di latenza” (ossia il ritardo tra i gesti del chirurgo e quelli d’esecuzione del dispositivo posto a distanza).

Il prof. Francesco Bandello (Ospedale e Università San Raffaele di Milano) ha affrontato, dal canto suo, le “possibili correlazioni tra salute visiva e utilizzo di smartphone e tablet: a scuola, al lavoro e nel tempo libero”. Oggi è proprio l’apparato visivo a farsi carico – non solo nelle ore diurne ma anche in quelle notturne (illuminazione artificiale) – di un grande impegno lavorativo. Tutto ciò comporta un facile affaticamento visivo, con disturbi soggettivi di un organo programmato per la visione da lontano. Da studi recenti emerge anche la possibilità che venga favorita la progressione della miopia nei più giovani in relazione a un uso prolungato dei dispositivi elettronici.

E’ intervenuto, inoltre, il prof. Bruno Piccoli (Policlinico Universitario Agostino Gemelli). Infatti negli ambienti di lavoro la luce blu è frequentemente presente con intensità diverse a seconda del tipo di attività. L’aumento delle degenerazioni retiniche attualmente in corso potrebbe essere dovuto – oltre che al processo d’invecchiamento fisiologico (da senescenza) e ad altri fattori – a un’azione sinergica dell’esposizione alla luce blu (comprese diverse fonti artificiali), in particolare in coloro che esercitano specifiche attività lavorative. Un corretto stile di vita è, quindi, fondamentale anche per la nostra vista.

Inoltre il prof. Filippo Cruciani ha presentato una disamina su “Innovazioni tecnologiche, modernità ed attualità degli occhiali”. Le nuove tecnologie al servizio dell’ottica consentono, infatti, di raggiungere una qualità e una protezione mai ottenute in precedenza. Oggi gli occhiali fanno parte dell’habitus dell’uomo moderno e svolgono anche una funzione protettiva soprattutto nei confronti della luce. Però è importante farsi controllare sempre da un oculista (non solo per valutare l’acuità visiva). La prevenzione, insomma, è da amare sempre per la salvaguardia della nostra vista.

Secondo Stefano Da Empoli (ICOM Istituto per la Competitività) le soluzioni eHealth e mHealth (rispettivamente di sanità elettronica e di sanità mobile) hanno un grande potenziale nel migliorare l’efficienza del sistema sanitario, offrendo grandi vantaggi sia ai pazienti che ai fornitori di servizi medici. L’uso delle tecnologie dell’informazioni e della comunicazione nella sanità permette, inoltre, una significativa riduzione dei costi e un miglioramento nei trattamenti e nelle cure.

Infine il dott. Filippo Amore (Polo Nazionale di servizi e ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva) ha parlato della tecnologia a supporto della riabilitazione visiva. Di particolare interesse è la telemedicina applicata alla riabilitazione domiciliare: una serie di esercizi personalizzati – che permettono di addestrare le capacità residue e potenziarle (funzioni quali la coordinazione oculo-motoria, la stabilità di fissazione dello sguardo e l’attenzione visiva) – che si possono eseguire a casa. In questo modo si raggiungono coloro che non potrebbero venire ripetutamente presso il Centro di riabilitazione (decentralizzazione dell’assistenza), ma si riescono anche a monitorare i progressi e l’andamento della riabilitazione quasi in tempo reale e a distanza, garantendo inoltre un percorso che l’individuo riesce svolgere in autonomia. “In conclusione – ha osservato il dott. Amore – i dispositivi medici hanno sicuramente usufruito dell’evoluzione tecnologica, soprattutto a livello della cosiddetta personalizzazione”.

Leggi anche "Come stare al monitor senza problemi visivi"


Pagina pubblicata il 3 ottobre 2018. Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2018


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