Bambini e tecnologia: una ricerca evidenzia gli effetti sul linguaggio

Uno studio americano pubblicato su JAMA Pediatrics, che ha coinvolto 47 bambini di età compresa tra 3 e 5 anni, mette in correlazione l’uso di dispositivi tecnologici con una minore integrità delle parti del cervello votate allo sviluppo delle abilità linguistiche.

Può l’uso di dispositivi multimediali essere associato a differenze nello sviluppo dell’integrità strutturale delle parti dell’encefalo che supportano le abilità linguistiche nei bambini? Partendo da questo interrogativo-guida, i ricercatori del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, in Ohio, hanno realizzato uno studio trasversale su 47 bambini sani[1], di età compresa tra 3 e 5 anni, dimostrando come l’uso massivo di dispositivi elettronici con display sia associato a misure inferiori di organizzazione microstrutturale e mielinizzazione dei tratti della sostanza bianca del cervello: si fa riferimento, in particolare, a quelle strutture che supportano l’avviamento della facoltà cognitive riservate alla comprensione del linguaggio e connesse alle abilità di alfabetizzazione emergenti. Lo studio è stato condotto tra agosto 2017 e novembre 2018.

Nella ricerca statunitense, i partecipanti sono stati reclutati presso l’Ospedale pediatrico dell’Ohio e alcune cliniche di assistenza primaria della comunità. I bambini sono stati sottoposti ad una valutazione cognitiva e ad una particolare tecnica di risonanza magnetica (Diffusion Tensor Imaging) in grado di fornire stime sull’integrità della sostanza bianca nel cervello. Nello specifico, sono stati impegnati in tre tipi di assessment: elaborazione fonologica, vocabolario espressivo e competenze di alfabetizzazione emergenti. Parallelamente, i genitori hanno completato un particolare test – lo ScreenQ[2] – riguardante l’uso di tecnologie digitali da parte dei bambini.

I punteggi dello ScreenQ hanno evidenziato che, in media, i bambini iniziano ad utilizzare per la prima volta un device intorno ai 18 mesi, trascorrendovi almeno un’ora e mezza al giorno. Ventotto bambini (60%) dispongono di un proprio dispositivo portatile e 19 (41%) di un televisore o di un dispositivo portatile nella propria stanza da letto. Inoltre, i risultati della ricerca hanno evidenziato una correlazione negativa tra i punteggi ottenuti nello ScreenQ e la valutazione cognitiva dei bambini. I ricercatori hanno così scoperto che una maggiore quantità di tempo passata davanti allo schermo è associata a minori capacità di alfabetizzazione, di appropriatezza nell’uso del linguaggio espressivo e ad una compromessa capacità di denominare rapidamente gli oggetti. Il tempo speso sullo schermo è poi collegato alla minore integrità della sostanza bianca del cervello nei tratti connessi allo sviluppo delle abilità di alfabetizzazione. La maturazione ultima del sistema nervoso centrale, finalizzata ad una più veloce ed efficiente veicolazione dell’informazione, sembra così essere compromessa: il linguaggio, l’alfabetizzazione emergente e le abilità cognitive correlate.

Complessivamente, siamo di fronte ad uno dei primi studi di settore, i cui risultati suggeriscono indubbiamente la necessità di produrre ulteriori ricerche sull’associazione tra l’uso di tecnologie e l’integrità di alcune parti del cervello nei bambini in età prescolare. In generale, l’American Academy of Pediatrics raccomanda, per i bambini dai 2 ai 5 anni, di limitare a non più di un’ora al giorno il tempo speso sui dispositivi tecnologici. Ciò, infatti, consentirebbe loro di avere più tempo a disposizione per essere impegnati in altre attività fondamentali per la loro salute e il loro sviluppo[3].


[1] J. S. Hutton, J. Dudley, T. Horowitz-Kraus, T. DeWitt, S. K. Holland, Associations Between Screen-Based Media Use and Brain White Matter Integrity in Preschool-Aged Children, in “JAMA Paediatrics”, November 4, 2019.

[2] Lo ScreenQ è uno strumento di misurazione basato su 15 item che riflettono i principali ambiti delle raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics (AAP) sull’utilizzo dei dispositivi: l’accesso agli schermi, la frequenza d’uso, il contenuto visualizzato e la visualizzazione in anteprima. I punteggi più alti riflettono un maggiore utilizzo del dispositivo.

[3] American Academy of Pediatrics Policy Statement, Media and Young Minds, November, 2016.