Aspettando una visita

Mediamente si attendono nove mesi per una visita oculistica. Lo rileva la onlus Cittadinanzattiva nel Rapporto Pit Salute 2015

Dura mediamente 9 mesi, quanto una gestazione, il tempo d’attesa medio per una visita oculistica in Italia. Va peggio solo per le visite psichiatriche (13 mesi nel 2014), ma la situazione è seria anche per le visite cardiologiche (8 mesi in media), odontoiatriche (7 mesi) e persino per quelle oncologiche (6 mesi), alla pari con le ortopediche. Questo quadro a tinte fosche è stato presentato il 13 novembre 2015 a Roma dalla onlus Cittadinanzattiva col nuovo Rapporto “Pit Salute” (giunto alla 18° edizione). Questo volume, come ogni anno, fa il punto sulla sanità vista dai cittadini e si basa su oltre 24 mila segnalazioni avvenute lo scorso anno. Queste ultime sono giunte a PIT salute e alle sedi locali del Tribunale per i diritti del malato: per un quarto (25%) riguardano le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, determinate soprattutto dalle lunghe liste di attesa (58,7%) e dai ticket troppo elevati (31,4%).

“I ticket – scrive Cittadinanzattiva – sono considerati dalle persone come una vera e propria tassa sulla salute, e rappresentano un ostacolo all’accesso alle prestazioni: un peso sempre più insostenibile per i redditi delle famiglie, nonché un paradosso del Servizio Pubblico che respinge i cittadini e li indirizza verso il privato o l’intramoenia, talvolta persino più convenienti per costi o per attese”.

Per quanto riguarda gli errori medici presunti (malpratice), in testa alla classifica negativa – sul piano diagnostico – si trova l’oncologia (col 26%), a cui segue l’ortopedia (col 17,4%), mentre l’oculistica si difende bene (con un 5,3%). Invece a livello terapeutico gli errori più frequenti – sempre secondo i pazienti – riguardano l’ortopedia (28,4%), a cui seguono la chirurgia generale (14,1%) e l’oculistica (8,6%). Ovviamente però si tratta di casi segnalati la cui fondatezza deve ancora essere verificata.

Link utile: grafici Rapporto Pit Salute 2015

Fonte: Cittadinanzattiva