AMD umida, se le intravitreali proteggono la retina

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Uno studio australiano fa il punto: +1 riga sull’ottotipo a un anno e -1,5 a tre anni

Difendersi da un rapido declino della visione: l’ipovisione o la cecità centrali non consentono più di riconoscere i volti delle persone care, di leggere né di guidare. La amd-avanzata-simulazione_visione-scotoma-photospip603b3f1091a4f8d68d4084b7ad65c917.pngforma umida o essudativa della degenerazione maculare legata all’età (AMD) ha un effetto “spietato” su chi ne è colpito, che tra l’altro rischia di cadere in depressione. Però questa malattia retinica – che colpisce soprattutto dopo i 55 anni – è considerata trattabile: le iniezioni praticate nel bulbo oculare (intravitreali contro la proliferazione incontrollata dei vasi retinici) possono rallentare la degenerazione retinica.

Secondo un nuovo studio australiano ci può essere persino un miglioramento nel amd-simulazione-scotoma_centrale-orologio-photospip40742ceeda0d6a85ac4b2ab06e53673d.jpgbreve periodo: +1 riga sul tabellone (ottotipo) a distanza di un anno. Invece dopo due anni d’iniezioni mediamente si è riscontrata una riduzione del visus di una riga e dopo tre anni di 1,5 righe.

“L’acutezza visiva – scrivono i ricercatori nelle loro conclusioni – si è ben mantenuta durante il periodo di studio. L’intervallo temporale più comune in cui si è avuta una prima riattivazione [del visus] è stato di otto settimane”. La maggior durata della sperimentazione è stata associata, invece, “con peggiori risultati nell’acutezza visiva e nella riattivazione della malattia precedente”.

Fonte: Ophthalmology