Ottobre – Dicembre 2019

“Oftalmologia Sociale” è la pubblicazione trimestrale dell’Agenzia Internazionale per la prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus. Si tratta di una rivista di sanità pubblica, in cui si spazia dalle news sull’oftalmologia mondiale alle notizie dall’Italia, passando per la riabilitazione visiva, le cellule staminali e le altre frontiere della ricerca medico-scientifica.

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Decalogo da spiaggia

Consigli utili ai bagnanti per proteggere gli occhi al mare. È inverno ma in molti possono scegliere una vacanza nei mari tropicali. Ecco perciò alcuni consigli utili.

Occhi rossiabrasioni corneali provocate dalla sabbia e infezioni oculari. Sono alcuni dei più comuni rischi che corrono i bagnanti. Chi va al mare deve seguire alcuni semplici consigli riassunti nel seguente decalogo:

  1. proteggere gli occhi con occhiali dotati di filtri a norma di legge soprattutto quando il sole è forte (tanto più se c’è riverbero sulla superficie del mare);
  2. non portare le lenti a contatto mentre si fa il bagno o quando si prende il sole (comunque può essere opportuno instillare lacrime artificiali per evitare la secchezza oculare). Se proprio non si riesce a fare a meno delle lenti a contatto durante il bagno, è indicato indossarle in associazione con maschera o occhialini, toglierle e buttarle subito dopo essere usciti dall’acqua;
  3. se la sabbia entra negli occhi risciacquare abbondantemente con acqua corrente senza strofinarsi gli occhi. Se i sintomi persistono contattare un oculista o recarsi al pronto soccorso;
  4. indossare obbligatoriamente la maschera o gli occhialini se si soffre di irritazioni oculari (approfondisci);
  5. applicare con cura la crema solare ad elevata protezione attorno agli occhi (e possibilmente anche sul bordo palpebrale). Se però la crema cola negli occhi stessi bisogna risciacquarli abbondantemente con acqua dolce;
  6. bere abbondantemente non solo per evitare la disidratazione dell’intero organismo, ma anche per garantire un corretto apporto idrico al corpo vitreo (il gel che riempie il bulbo oculare);
  7. seguire una dieta ricca di vitamine (contenute nella frutta e nella verdura) e di omega-3 (che si trovano soprattutto nel pesce): così si protegge la zona centrale della retina, la macula, più sensibile e fondamentale per la visione centrale;
  8. non toccarsi mai gli occhi senza essersi lavati prima le mani;
  9. evitare l’esposizione al sole e i bagni in mare o in piscina in presenza di infezioni o infiammazioni oculari (come le congiuntiviti);
  10. se si assumono farmaci consultare il medico prima di esporsi al sole. Alcune medicine (in particolare certi antibiotici) possono provocare reazioni indesiderate alla luce del sole o rendere la cute più sensibile ai raggi solari.

Come stare al monitor senza problemi visivi

Computer e altri dispositivi elettronici devono essere impiegati seguendo una serie di norme per evitare fastidi oculari riconducibili a un uso prolungato e continuativo degli schermi.

La normativa sui videoterminali in Italia e indicazioni utili

Nel Decreto Legislativo 626/94 – trasfuso nel 2008 nel Testo unico sulla salute e la sicurezza sul lavoro poi integrato e modificato – sono indicate tutte le caratteristiche che il posto di lavoro deve avere e che il datore è tenuto a rispettare affinché si abbia il massimo comfort. Questa normativa prevede il rispetto di alcune importanti regole d’interesse oculare che possono essere applicate anche quando si usa il computer a casa [All’art. 174 del citato D.Lgs.81/2008] (“Obblighi del datore di lavoro”) si legge:

1. Il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio […], analizza i posti di lavoro con particolare riguardo:

a) ai rischi per la vista e per gli occhi;

b) ai problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale;

c) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

2. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati […], tenendo conto della somma ovvero della combinazione della incidenza dei rischi riscontrati.

Come studio scientifico si legga anche: Journal of Clinical and Diagnostic Research, 2013 February, Vol-7(2), pp. 331-335]]. Esse riguardano in particolare:

  • La distanza visiva adeguata, che per schermi di dimensioni standard (15-17 pollici) deve essere variabile indicativamente tra i 50 e i 70-80 cm; ovviamente, maggiore sarà la grandezza dello schermo e più elevata dovrà essere la distanza.
  • La posizione della tastiera sul tavolo di lavoro: deve esserci spazio sufficiente per appoggiare gli avambracci.
  • L’altezza dello schermo: quest’ultimo deve essere posizionato leggermente più in basso rispetto all’altezza degli occhi (di 15-20°) e, se possibile, a una distanza di almeno un metro e mezzo dalle finestre.
  • Posizione delle fonti luminose: non dovrebbero essere poste a meno di 30° rispetto alla direzione del vostro sguardo per evitare di essere abbagliati o, comunque, infastiditi dalla luce.
  • La qualità della visione: è importante che siano sempre indossati gli occhiali prescritti dall’oculista quando si svolge un’attività di fronte allo schermo. Fate sapere all’oculista che lavorate al computer; potrà, quindi, tenerne conto nella scelta degli occhiali da prescrivere.
  • Il contrasto e la luminosità dei monitor devono essere ben regolati, in modo tale da non dare fastidio. Fate delle prove per trovare la vostra condizione ottimale per svolgere confortevolmente le vostre attività al pc.
  • I riflessi sullo schermo devono essere evitati o ridotti al minimo, poiché rendono difficoltosa la lettura: in genere il monitor va collocato a 90 gradi rispetto alla fonte di luce naturale o, comunque, in modo tale che la leggibilità sia ottimale. Inoltre anche il piano di lavoro dovrebbe avere una superficie chiara, possibilmente non di colore bianco e, in ogni caso, non riflettente.
  • Pausa di 15 minuti ogni due ore (oppure di cinque minuti ogni tre quarti d’ora o, ancora, di venti secondi ogni venti minuti secondo lo standard americano): occorre farla cercando di guardare oggetti posti a una distanza di almeno sei metri: questo permette agli occhi di riposarsi.
  • Carattere ben leggibile (almeno corpo 12), da usare preferibilmente con colore scuro su sfondo chiaro. Sono, comunque, da evitare i seguenti abbinamenti cromatici: rosso e blu; giallo e violetto; giallo e verde. Come sfondo di prassi non vanno usati il rosso, il giallo, il verde né l’arancione.
  • Ricordarsi di sbattere le palpebre: quando siamo concentrati sul monitor (ad esempio quando leggiamo un testo) diminuiamo involontariamente la frequenza con cui ammicchiamo [si stima che la sua riduzione possa essere del 66% ([approfondisci)]]. Ciò comporta una minore protezione della superficie anteriore dell’occhio (cornea); per evitare d’incorrere nella secchezza oculare può essere utile non solo prestare attenzione a non ridurre l’ammiccamento ma anche, se necessario, ricorrere alle lacrime artificiali.

Disturbi oculari associati all’utilizzo degli schermi

L’utilizzo prolungato del monitor (così come dello smartphone e/o del tablet) può comportare la comparsa di disturbi oculari quali bruciore, arrossamento, lacrimazione o secchezza oculare, fastidio alla luce (fotofobia), senso di affaticamento e annebbiamenti visivi transitori (complessivamente indicati in inglese con l’espressione Computer Vision Syndrome) [vedi articolo: Porcar E, Pons AM, Lorente A, [“Visual and ocular effects from the use of flat-panel displays”, Int.J. Ophthalmol., Jun 18, 2016;9(6):881-5. doi: 10.18240/ijo.2016.06.16, eCollection 2016: su 116 persone che utilizzavano il computer, il 72% ha riferito fastidi visivi correlati e, in particolare, affaticamento oculare medio-grave (14%), suscettibilità a luci intense (12%), visione sfocata da lontano nonostante l’eventuale correzione (10%), affaticamento visivo, occhio secco, occhi irritati o bruciore oculare (9%), difficoltà a mettere a fuoco passando da una distanza a un’altra oppure mal di testa (8%), visione sfocata da vicino o alla media distanza (<4%). I sintomi visivi sono leggermente maggiori nelle donne e peggiorano con l’abuso del video, soprattutto oltre le sei ore d’utilizzo nello stesso giorno. Tutti questi fastidi possono essere controllati riducendo il tempo trascorso davanti allo schermo, facendo pause più frequenti o arrivando a sospenderne l’uso per un periodo di tempo proporzionale alla gravità dei disturbi (è consigliabile, in questo caso, evitare temporaneamente l’eventuale impiego di lenti a contatto e fare uso, invece, solo di occhiali dotati di lenti antiriflesso fino a quando non passa il fastidio). È, comunque, sempre consigliabile sottoporsi a una visita oculistica se i disturbi persistono].

Quando si è affetti da congiuntiviticheratiti e altre patologie oculari a carattere infiammatorio (specialmente in forma acuta) potrebbe essere opportuno ridurre al minimo l’attività svolta di fronte al monitor oppure, se possibile, sospenderla del tutto per un breve periodo.

Cosa dice il mondo della ricerca

In uno studio scientifico pubblicato nel 2013 si legge che l’affaticamento oculare è la lamentela più frequente tra chi lavora al computer più di sei ore al giorno. Altri problemi oculari che vengono avvertiti sono il prurito oculare e una sensazione di bruciore agli occhi.

I ricercatori S. Agarwal, D. Goel e A. Sharma scrivono:

“Abbiamo anche scoperto che rimanere a una distanza ideale dallo schermo, mantenere l’altezza degli occhi al di sopra dello schermo, fare pause frequenti e usare monitor antiriflesso LCD (cristalli liquidi) regolando il livello della luminosità (brightness) a seconda dell’ambiente di lavoro ha ridotto in misura significativa questi fastidi oculari”.

Un altro studio ha evidenziato, tra l’altro, come l’uso degli schermi prima di andare a dormire possa causare insonnia perché può alterare i cicli circadiani (ci riferiamo, ad esempio, a schermi cellulari, computer portatili e tablet). Questo effetto sarebbe causato non solo da un’eccessiva luminosità, ma anche dalle frequenze della luce blu. [Si veda, tra gli altri, lo studio di Zhao ZC, Zhou Y, Tan G, Li J, “[Research progress about the effect and prevention of blue light on eyes“, Int J Ophthalmol. 2018 Dec 18;11(12):1999-2003. doi: 10.18240/ijo.2018.12.20. eCollection 2018. Review]].

Per quanto riguarda, invece, i bambini e un uso inteso dello schermo del cellulare, in uno studio universitario coreano pubblicato su BMC Ophthalmology (condotto su 916 giovanissimi) si conclude quanto segue:

L’impiego degli smartphone è stato fortemente associato alla sindrome pediatrica dell’occhio secco (DED); tuttavia l’attività all’aperto è apparsa avere un effetto protettivo dalla sindrome pediatrica. Gli studenti più grandi che vivono negli ambienti urbani avevano maggiori fattori di rischio (lungo impiego dello smartphone) e un tempo d’attività all’aperto più breve. Pertanto occorre un’osservazione più puntuale e prudente quando i bambini più grandi utilizzano gli smartphone nelle zone urbane. [[Moon JH, Kim KW, Moon NJ, “Smartphone use is a risk factor for pediatric dry eye disease according to region and age: a case control study”, [BMC Ophthalmol., 2016 Oct 28;16(1):188]

Nota bene: l’utilizzo degli schermi NON SI ASSOCIA alla comparsa di patologie oculari quali GLAUCOMA, RETINOPATIA DIABETICARETINOPATIA IPERTENSIVA né, tantomeno, ad alterazioni del NERVO OTTICO e non è causa di un loro eventuale peggioramento.

Leggi anche: Occhio e televisione

Link utile: sito ufficiale dell’OMS

Come si fa a mantenere sani i propri occhi?

Prevenzione, stili vita, stagioni, lenti a contatto e arrossamenti. Come comportarsi in diverse situazioni per aver cura della vista.

Il segreto per mantenere in salute i nostri occhi è, innanzitutto, quello di condurre uno stile di vita sano, di non esporli ad agenti nocivi e di sottoporsi periodicamente a visite oculistiche.

È importante seguire un’alimentazione corretta, ricca e varia con frutta e verdura in abbondanza, [Secondo l’OMS minimo 400 grammi al giorno (Link per approfondire)]. È importante, inoltre, praticare quotidianamente almeno mezz’ora di attività fisica, evitare sostanze tossiche per l’organismo (come il fumo) e non esporsi troppo ai raggi solari senza occhiali scuri dotati di filtri a norma di legge (soprattutto d’estate, al mare e in montagna). Inoltre bisogna mettersi gli occhiali correttivi eventualmente prescritti da un oculista per evitare uno sforzo oculare eccessivo o improprio (astenopia).

Quanto contano gli aspetti genetici?

Chiaramente la salute oculare è influenzata da fattori genetici: esistono patologie oculari ereditarie più o meno gravi (degenerazioni retiniche, ecc.) o che, comunque, presentano familiarità (come il glaucoma). Ci sono poi malattie di origine genetica che colpiscono svariati organi e possono coinvolgere indirettamente anche il sistema visivo.

Quanto conta il fattore ambientale?

I fattori ambientali vanno tenuti in grande considerazione. Vivere in zone ad alto tasso d’inquinamento, svolgere la propria attività lavorativa in ambienti polverosi o contaminati da sostanze tossiche aumenta notevolmente il rischio di sviluppare problemi agli occhi (allergie, secchezza oculare, congiuntivite, cheratite, ecc.).

Quali pratiche è importante seguire?

Se un corretto stile di vita e un ambiente sano può tutelarci da molti disturbi oculari, è anche vero che, per preservare la salute dei nostri occhi, è fondamentale la prevenzione. È ovviamente importante eseguire visite oculistiche con cadenza regolare. Questo semplice accorgimento può portare enormi vantaggi:

a) aiuta a fare una diagnosi precoce di malattia (in modo da intervenire in maniera corretta e tempestiva);

b) nei bambini consente di evitare l’occhio pigro (ambliopia);

c) determina una precisa correzione di eventuali vizi refrattivi in modo che la vista non venga sforzata eccessivamente con tutti i disturbi che ne possono derivare (mal di testa, irritabilità, bruciore e rossore oculare, calaziosi, blefarite).

Ogni quanto devo fare una visita oculistica?

Nei bambini è consigliabile un primo controllo alla nascita (test del riflesso rosso) e possibilmente anche a un anno d’età. Se poi non sono stati riscontrati problemi, occorre almeno un’altra visita intorno ai 3-4 anni (età in cui il bambino comincia ad essere collaborante, anche se non riconosce ancora le lettere) e in età prescolare (a 5-6 anni). Per la frequenza dei successivi controlli ci si affida normalmente ai consigli del proprio oculista.

Al di là della periodicità stabilita, si veda anche il calendario suggerito dalla Società Oftalmologica Italiana nel 2019. La periodicità sarà ovviamente maggiore in presenza di specifiche patologie e che può variare anche sensibilmente a seconda dei casi considerati.  È generalmente ritenuta imprescindibile una visita oculistica intorno ai 40 anni; chi ha più di 60-65 anni deve essere ancora più scrupoloso nel sottoporsi annualmente o biennalmente a visite oculistiche (in assenza di particolari patologie o diversa indicazione dell’oculista). Infatti col crescere dell’età aumenta anche l’incidenza di particolari patologie (come la cataratta, la retinopatia diabetica o l’AMD).

Quando ho gli occhi rossi come mi devo comportare?

L’occhio rosso, un disturbo molto frequente e aspecifico, è spesso il segno di un’infiammazione oculare. L’arrossamento è indotto dalla flogosi (infiammazione) e dalla dilatazione dei capillari oculari presenti sulla superficie dell’occhio (a livello della congiuntiva). In base alle cause che lo determinano vanno presi provvedimenti diversi.

Le cause che inducono l’arrossamento oculare sono varie: può essere di origine virale, allergica, batterica, può trattarsi di un attacco acuto di glaucoma, essere di origine traumatica, causato dall’aria troppo secca o dall’esposizione al sole senza adeguata protezione [[occhiali da sole dotati di filtri a norma di legge e marchio CE]].

In linea di massima si può distinguere un arrossamento dell’occhio di tipo transitorio (della durata di 1-2 giorni al massimo), che generalmente non ha conseguenze rilevanti: nei casi più banali, se non è presente un corpo estraneo nell’occhio, sarà utile l’impiego di lacrime artificiali.

Quando l’arrossamento è invece persistente o si manifesta in maniera ricorrente è il caso di consultare un oculista, che potrà prescrivere un antibiotico specifico e, in alcuni casi, colliri cortisonici. Inoltre bisogna correggere bene i difetti visivi e proteggere gli occhi dagli agenti atmosferici. In ogni caso, è sempre necessaria una diagnosi precisa e non bisogna accontentarsi di rimedi fai-da-te o ricorrere all’autodiagnosi, che può essere del tutto fuorviante.

Gli accorgimenti per proteggere gli occhi variano stagionalmente?

Le regole di base da seguire citate in precedenza ovviamente vanno seguite durante tutto l’anno; tuttavia a seconda dei cambiamenti climatici o dei luoghi che si frequentano normalmente, potrebbe risultare utile qualche altro accorgimento aggiuntivo a seconda delle stagioni.

Ad esempio, se compare un arrossamento oculare durante il periodo primaverile accompagnato da prurito e gonfiore palpebrale, lacrimazione, fastidio alla luce (fotofobia), è necessario accertarsi se sia in atto una congiuntivite allergica ed impostare, grazie all’oculista, la terapia più opportuna (che varierà in base alla severità dei sintomi).

Durante la stagione estiva, invece, è consigliabile indossare sempre gli occhiali scuri, soprattutto durante le ore più luminose della giornata; se si è portatori di lenti a contatto bisogna evitare di utilizzarle quando si va al mare o in piscina (approfondisci).

In autunno e inverno, essendo più frequenti i malesseri di stagione da raffreddamento, bisogna prestare più attenzione ai disturbi oculari. Ad esempio le congiuntiviti virali sono spesso la conseguenza d’infezioni delle vie respiratorie superiori (laringiti e faringiti) o di un raffreddamento. La causa più frequente di questo tipo di congiuntiviti è appunto il virus del raffreddore (adenovirus). In molti casi la congiuntivite viene trasmessa da persone con cui si è a stretto contatto.

Quant’è importante un sano stile di vita?

Secondo recenti studi è molto importante. Seguire una dieta ricca di vitamine e antiossidanti (presenti nella frutta, verdura e noci), di omega-3 e omega-6 (contenuti nel pesce), può contribuire a proteggere la nostra salute, compresa quella oculare.

Bisogna sempre proteggersi con gli occhiali scuri?

Non sempre, ma solo quando è necessario. L’occhio è particolarmente vulnerabile ai danni provocati dalla luce solare se non si fa ricorso a protezioni adeguate: soprattutto in caso di riverbero è opportuno utilizzare filtri a norma di legge, che proteggono dalla radiazione ultravioletta.

Se si fuma molto quali rischi corrono gli occhi?

Il tabacco aumenta il rischio di tumori (soprattutto ai polmoni) e di malattie cardio-circolatorie, ma è anche uno dei fattori che accrescono la probabilità di essere colpiti da degenerazione maculare legata all’età (AMD), una grave malattia degenerativa della retina che può provocare ipovisione e cecità centrale (particolarmente negli anziani). Inoltre il fumo può irritare direttamente gli occhi (a partire dalla congiuntiva) soprattutto in chi porta lenti a contatto e, secondo recenti studi, aumenta il rischio di cataratta (l’opacizzazione del cristallino è molto comune nella terza età).

Non mi piace portare gli occhiali, posso farne a meno?

Se prescritti da un medico oculista è consigliabile indossare sempre gli occhiali (o, in alternativa, le lenti a contatto, che però presentano maggiori rischi se non utilizzate correttamente). La giusta correzione è fondamentale per non sforzare gli occhi. Non solo bisogna insegnare ai bambini a portare gli occhiali, ma anche dopo i 40 anni spesso servono per leggere da vicino.

Metto spesso le lenti a contatto, potrei avere problemi oculari?

Dipende dall’uso che se ne fa. Chi porta le lenti a contatto (LAC) deve stare molto attento a una corretta igiene e non deve metterle troppe ore al giorno. Il problema principale è la sofferenza della superficie oculare, con annessi rischi di congiuntiviti o cheratiti infettive (che colpiscono la cornea). Le lenti a contatto in realtà non devono sostituire mai completamente gli occhiali, anche se sicuramente offrono a chi le indossa grande comfort (buona qualità visiva, possibilità di essere più liberi quando si pratica uno sport, ecc.).

È infine consigliabile l’utilizzo di lacrime artificiali che tendono a mantenere stabile il film lacrimale che ricopre la superficie oculare, soprattutto quando si portano le lenti a contatto. I sintomi più comuni di un loro abuso sono un’eccessiva lacrimazione e bruciore oculare. L’occhio può diventare rosso (iperemia congiuntivale) e la congiuntiva gonfiarsi (ossia diventare edematosa). La vista generalmente non risulta ridotta, ma se tale evenienza si verificasse bisogna sospettare un coinvolgimento infiammatorio della cornea (cheratite), la quale potrebbe anche presentare delle piccole opacità superficiali (infiltrati).

Leggi anche: Una dieta sana secondo l’OMS (“Healthy Diet“)

Google Maps e ipovisione

Svelato in occasione della Giornata Mondiale della Vista l’accompagnamento audio approfondito in USA e Giappone.  

Google Maps lancia la nuova funzione per ciechi e ipovedenti. La nuova funzione consiste in una narrazione audio approfondita dell’ambiente circostante. Avviata negli Stati Uniti e in Giappone per aiutare a muoversi anche nei percorsi che non si conoscono, aumenta la libertà, il senso di sicurezza e l’autonomia di chi non ci vede.

Scopri di più sul sito del POLO NAZIONALE PER LA RIABILITAZIONE VISIVA : https://www.iapb.it/polonazionale/google-maps-lancia-la-nuova-funzione-per-ciechi-e-ipovedenti/

Luglio – Settembre 2019

“Oftalmologia Sociale” è la pubblicazione trimestrale dell’Agenzia Internazionale per la prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus. Si tratta di una rivista di sanità pubblica, in cui si spazia dalle news sull’oftalmologia mondiale alle notizie dall’Italia, passando per la riabilitazione visiva, le cellule staminali e le altre frontiere della ricerca medico-scientifica.

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