I botti inesplosi colpiscono i bambini

Il pericolo continua nei giorni successivi a Capodanno. Diversi minori negli ultimi anni hanno subito ferite gravi alle mani e ustioni alla cornea.

“Qualche anno fa il giorno dopo Capodanno, una donna si mise a spazzare la strada davanti a casa, situata in un vicolo appartato nell’entroterra napoletano. Raccolta una paletta di polvere, foglie e detriti la gettò, com’era solita fare, nel caminetto. L’esplosione danneggiò seriamente la cucina, fece intervenire polizia e pompieri e portò l’intera famiglia in Pronto Soccorso. Solo dopo si capì che, nascosti e anneriti, nella sporcizia si trovavano diversi botti inesplosi. Botti che la Polizia consiglia, ogni anno, di segnalare senza mai neppure toccarli”.

“Quella dei fuochi d’artificio dopo capodanno è una minaccia poco nota se si escludono le vittime e i medici di Pronto Soccorso, ma è una minaccia grave che va fermata”.  Arcangelo Menna è il primario del Reparto di Oculistica Pediatrica al SS Annunziata dell’ASL Napoli 1 e, da anni, sensibilizza la città sul pericolo rappresentato dai botti inesplosi.

Nella sola serata di Capodanno 2018[1] ci furono, in provincia di Napoli, 37 feriti da artefatti esplosivi. Tra questi i minori furono tre, uno dei quali perse il dito medio della mano destra e dovette rimanere in ospedale oltre 30 giorni. In tutta Italia, secondo quando riportato in prima battuta dal Ministero dell’Interno, si registrarono 216 feriti da botti, tra i quali 41 minori[2].

“Quella dei feriti da fuochi di artificio è una notizia fissa del primo gennaio sulla maggior parte dei media. Ma pochi dicono che, nei giorni successivi a Capodanno, gli accessi al Pronto Soccorso continuano ad essere alti per colpa dei botti rimasti inesplosi. Sono degli ordigni odiosi – spiega Menna – perché colpiscono soprattutto i bambini in età da scuola elementare, ovvero quelli abbastanza grandi da muoversi con una certa autonomia ma non abbastanza da saper sempre riconoscere un pericolo nascosto. Per colpa dei fuochi d’artificio difettosi, nel corso degli anni molti bambini sono rimasti vittime di esplosioni accidentali con gravi danni alle dita o ustioni alla cornea dell’occhio. Ferite terribili anche qualora non lascino amputazioni o invalidità irreversibili, come accade ancora sebbene, per fortuna, con minore frequenza rispetto ad un tempo. Spesso i bambini devono passare almeno una settimana in ospedale per traumi agli occhi che sono dolorosi e molto lenti e difficili da curare. Un’esperienza che li segna anche psicologicamente per il trauma inatteso e per lo strascico in ospedale”.

“Non si tratta di botti illegali – spiega Menna – ma di manufatti legali e difettosi. Anche per questo dobbiamo superare del tutto la cultura sbagliata di festeggiare con gli esplosivi. I botti non servono a nulla ma feriscono un sacco di persone e di bambini. La festa deve essere bella per tutti mentre, ogni anno, so che i Pronto Soccorso di Napoli si trasformeranno in una bolgia di dolore, sangue e urla. E so che non finirà lì, perché il giorno dopo arriveranno in reparto i bambini feriti dai botti inesplosi. Spero sempre che il 1 gennaio sia una giornata di pioggia, in modo da disinnescare almeno una parte degli esplosivi. Ma il meteo non ci può salvare ogni volta. Dobbiamo dire basta ai botti una volta per tutte”.


[1] 37 feriti a Napoli per i botti di Capodanno – AGI – 01 gennaio 2019

[2] Botti e feriti, Capodanno di follia- Adnkronos 01 gennaio 2019

Capodanno rosso

I rischi terribili dei fuochi d’artificio (e non solo!) per gli occhi durante il periodo delle festività. Il racconto di Loredana Falabella, chirurgo in prima linea al pronto soccorro oculistico dell’ospedale Pellegrini di Napoli. 

“Il mio primo capodanno in Pronto Soccorso abbiamo dovuto eseguire – assieme al responsabile dottor Francesco Napolitano e a tutta l’equipe dedicata – sei interventi di Evisceratio Bulbi secondari a traumatologia da fuochi d’artificio. Sembrava di essere nell’ospedale di un campo di battaglia”.

Loredana Falabella è un chirurgo esperto in traumatologia oculare e nelle ferite che i fuochi d’artificio infliggono alla vista e alla mente delle persone. “Ricordo di un ragazzo di trent’anni che rimase ferito al compleanno di un’amica il primo gennaio. La miccia del fuoco d’artificio non aveva preso bene; lui si avvicinò per controllare. Un occhio lo perse del tutto; l’altro, fu gravemente danneggiato e rimase con un minimo residuo visivo. Cieco a trent’anni! Una persona con una vita, fino ad allora, assolutamente normale. I botti in questione erano legali”.

La dottoressa Falabella esercita nell’oculistica del Pellegrini, ALS NAP 1, un reparto che sostiene un Pronto Soccorso oculistico nelle dodici ore diurne e reperibilità attiva durante la notte. “I casi di emergenze oculistiche arrivano da tutta la Regione e le festività di dicembre e gennaio sono un brutto periodo. Perdere la vista è un danno psicologico per l’individuo ma, nel caso di persone giovani, è anche un grave danno sociale. Aumenta esponenzialmente le spese di invalidità e le perdite da mancato reddito”.

Sebbene la situazione stia migliorando a Napoli e in tutta Italia e le persone siano più attente a quello che comprano e a come lo usano, i feriti continuano ad arrivare sul tavolo operatorio. “Questo genere di incidenti durante le feste rappresentano la principale causa di cecità nella fascia più giovane della popolazione”. I botti illegali sono uno dei fattori, ma anche l’imperizia gioca un ruolo importante e, sempre di più, il principale problema appare essere quelle dei botti inesplosi che si accumulano per strada e colpiscono, spesso in maniera devastante bambini e adolescenti.

Gli occhi sono gli organi più colpiti dopo le mani e i piedi e, al Pronto Soccorso del Pellegrini, arrivano diversi tipi di traumi che vanno dalle semplici abrasioni corneali alle ustioni alle ferite sclero-corneali fino ai temuti scoppi di bulbo. Lo sfacelo del bulbo (in seguito ai detriti proiettati dall’esplosione) è irreversibile. Anche i tappi di spumante, che viaggiano fino a 80 km all’ora, se colpiscono l’occhio possono generare uno scoppio posteriore da contraccolpo. “In alcuni casi – spiega la dottoressa Falabella –il danno oculare è talmente grave da non poter consentire alcun tipo di recupero anatomico-funzionale. Pertanto, spesso, l’esito finale è un intervento di Evisceratio con impianto di endoprotesi (generalmente in idrossiapatite). Successivamente viene inserita una protesi estetica (epitesi) che garantisce al paziente un buon risultato estetico e, quindi, un buon impatto psicologico”.

È un lutto difficile per le persone assistite. È necessario stare vicino a chi ha subito questa mutilazione, aiutandolo con molta delicatezza ad accettare sia il danno, sia la consapevolezza che, forse, poteva essere evitato. Per un ragazzo giovane è un’esperienza devastante. Le cose per fortuna migliorano con le tecniche chirurgiche, oggigiorno sempre più avanzate. “Nel tempo – conclude Falabella –  il rapporto con questi pazienti – che devono essere seguiti periodicamente per scongiurare il rischio di infezioni della cavità anoftalmica post chirurgica – diventa un legame molto vicino all’amicizia. Ma i primi momenti sono tesi. Certamente la missione del medico non si esaurisce nel curare solo il corpo”.

I servizi IAPB riprendono il 7 gennaio 2020

La linea verde con l’oculista al telefono, forum e mail torna dopo le feste.

Tutte le nostre attività di assistenza al pubblico – la linea verde di consultazione oculistica al numero 800.06.85.06, il Forum e le risposte via mail – saranno sospese dal 23 Dicembre 2019 fino al 6 Gennaio 2020. Il servizio riprenderà regolarmente in data 07/01/2020 dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Tanti auguri di Buone Feste a tutti.

Primi dati campagna Iapb Italia: il 40 per cento a rischio senza saperlo

Alla Camera dei Deputati l’esito delle prime 555 visite gratuite già refertate. Il grande ambulatorio mobile ha visitato 9 città e 1800 persone in due mesi e coprirà l’intero territorio nazionale tra il 2020 e il 2021. Scopo dell’iniziativa è stimolare un modello sanitario dove prevenzione e diagnosi precoci siano centrali, applicando la telemedicina, costruendo un database nazionale e sensibilizzando cittadini e istituzioni sul rischio delle malattie visive che creano cecità e ipovisione.

Oggi, martedì 17 dicembre 2019, sono stati discussi i dati preliminari della Campagna di Prevenzione delle malattie della retina e del nervo ottico condotta da IAPB Italia.

La conferenza, ospitata nella Sala Stampa della Camera dei Deputati ha visto la partecipazione dell’Avvocato Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione delle Cecità IAPB Italia Onlus; del Professor Filippo Cruciani, Referente Scientifico della stessa Agenzia; dell’On. Paolo Russo, oculista e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Tutela della Vista.

La campagna, finanziata dalle Legge di Bilancio 2019, ha offerto in due mesi 1800 visite oculistiche gratuite nei 100mq del grande ambulatorio mobile che ha visitato 9 città italiane e che continuerà a viaggiare nel 2020 e 2021 coprendo l’intero territorio nazionale.

L’analisi dei primi 555 referti effettuati in tele diagnostica ha messo luce che il 40% dei soggetti aveva una malattia conclamata, degli stadi inziali patologici o dei segni premonitori che richiedevano ulteriori accertamenti.

“Sono dati di un campione casuale e non strutturato – spiegano Castronovo e Cruciani da IAPBItalia – ma, ciononostante, rappresentativo del grado di rischio e dell’importanza indiscutibile delle diagnosi precoci”.

Le malattie della retina e del nervo ottico come glaucoma, retinopatia diabetica e degenerazione maculare legata all’età, infatti, sono asintomatiche negli stadi iniziali e solo la diagnosi precoce può impedire danni silenziosi e irreparabili alle cellule nervose dalle quali dipende la vista.

Per questo l’iniziativa di IAPB Italia non vuole essere solo un’occasione per visitarsi. L’obiettivo più ambizioso è stimolare un modello diagnostico per le diverse Regioni d’Italia che sia accomunato dalla centralità della prevenzione e, appunto, della diagnosi precoce. Un modello costruito sensibilizzando cittadini e istituzioni sul crescente rischio di cecità (legato all’invecchiamento) e che faccia tesoro dell’esperienza in tele diagnostica della Campagna Iapb per arrivare a creare un Database nazionale delle Malattie della Retine e del nervo Ottico.

SCOPRI NEL DETTAGLI DATI, INFOGRAFICA E DICHIARAZIONI https://iapb.it/vistainsalute/i-primi-risultati-della-campagna-iapb-italia/    

Dagli oculisti Usa una guida ai regali e giocattoli sicuri

Con Natale in arrivo è il momento di pensare ai regali per i propri figli o quelli degli amici. Ma attenzione. 226mila infortuni correlati ai giocattoli sono stati registrati nei Pronto Soccorso degli Stati Uniti nel solo 2018. Per scongiurare il rischio agli occhi, gli oculisti americani hanno preparato alcuni suggerimenti per scegliere bene.

L’American Academy of Ophthalmology, l’Associazione Americana degli Oftalmologi, esorta i genitori ad evitare l’acquisto di giocattoli che possano causare gravi lesioni oculari, non sottovalutando la possibilità che possano condurre anche alla cecità[1].

Nel 2018, infatti, secondo la “Commissione per la sicurezza dei prodotti di consumo degli Stati Uniti” sono stati curati circa 226.100 infortuni correlati ai giocattoli nei Pronto Soccorso degli Ospedali statunitensi[2]. Quasi la metà di questi incidenti ha riguardato lesioni alla testa nei bambini di età inferiore a 15 anni.

È dunque fondamentale pensare alla sicurezza di qualsiasi regalo, soprattutto quando destinato ad un bambino.

Suggerimenti per la scelta di giocattoli sicuri

Gli oftalmologi dell’American Academy of Ophthalmology esortano le persone a seguire alcune raccomandazioni quando si acquistano giocattoli per i bambini:

  • evitare l’acquisto di giocattoli con parti taglienti, sporgenti o proiettili, come spade, sciabole o bacchette giocattolo; o, ancora, giocattoli che sparano oggetti, tra cui fionde, pistole a dardi o a pallini, frecce, fionde e lanciatori di palloncini d’acqua. Allo stesso modo, evitare puntatori laser ad alta potenza, che possono causare la perdita permanente della vista e provocare danni permanenti agli occhi.
  • Assicurarsi che i bambini abbiano un’adeguata supervisione quando giocano con giocattoli o    giochi potenzialmente pericolosi, che potrebbero causare lesioni agli occhi.
  • Se si regala un corredo sportivo, è necessario fornirlo con equipaggiamenti protettivi raccomandati per lo sport del bambino, come gli occhiali protettivi con lenti in policarbonato.
  • Controllare sempre le etichette per i consigli sull’età e assicurarsi di selezionare regali adeguati all’età e alla maturità di un bambino.
  • Tenere i giocattoli realizzati per i bambini più grandi lontano dai bambini più piccoli.
  • Se il bambino ha una lesione oculare a causa di un giocattolo, è necessario consultare immediatamente un medico oculista.

[1] Safe Toy Gift Guide, AAO (link) Written By: Beatrice Shelton Edited By: Anni Delfaro

[2] Per un approfondimento: Consumer Product Safety Commission-United States of America, Toy-Related Deaths and Injuries Calendar Year 2018, October 2019.

La televisione danneggia gli occhi?

No, ma può affaticarli. È, quindi, opportuno mantenere una distanza adeguata dallo schermo. Inoltre, per quanto riguarda i bambini, è consigliabile che non superino le due ore di impegno visivo nell’arco della giornata e che vi sia una illuminazione diffusa e uniforme nell’ambiente dove si trova la tv. Lo schermo televisivo emette radiazioni, ma in bassa quantità: non risultano essere pericolose per l’occhio.

Perché è importante l’illuminazione ambientale?

L’illuminazione dell’ambiente circostante riduce lo sforzo visivo poiché determina un intervallo più breve tra stimolo e reazione cerebrale. Inoltre, grazie a una corretta illuminazione priva di riverberi e riflessi, l’occhio si rilassa e si ha un miglioramento nella percezione dei dettagli dell’immagine, del contrasto e del colore.

Se si ha un difetto visivo e si guarda la tv senza lenti l’acuità visiva può diminuire?

Generalmente no, ma è vivamente sconsigliato farlo, in quanto l’apparato visivo si sottoporrebbe a uno sforzo supplementare che potrebbe anche causare sintomi fastidiosi (affaticamento visivo, bruciore, lacrimazione abbondante, sensazione di corpo estraneo, mal di testa, ecc.).

Sono importanti le dimensioni dello schermo?

Sì. Bisogna osservare la regola della distanza tra schermo e osservatore: più la tv è grande e più bisogna guardarla da lontano.

Qual è la distanza corretta?

Si misura in base alla lunghezza in cm della diagonale dello schermo (indicata di solito in pollici) moltiplicata di solito per un fattore cinque. Ad esempio, una TV a cristalli liquidi da 28” (pollici), con una diagonale di circa 70 centimetri, andrebbe guardata ad una distanza di almeno 0,7×5 = 3,5 metri.

Per quanto riguarda gli schermi ad alta definizione (HD) tale calcolo cambia. Per calcolare la distanza si tiene conto della capacità che l’occhio umano ha di percepire distinti due punti che equivale a 1/60 di grado. Questo altro non è che l’angolo visivo più piccolo entro il quale l’occhio umano è in grado di distinguere i pixel che costituiscono l’immagine (ad esempio su uno schermo a cristalli liquidi o plasma).

Il fattore moltiplicante varia a seconda del tipo di schermo. Ad esempio, per un Full HD si moltiplica la diagonale dello schermo per 1,5 mentre per l’HD si moltiplica la diagonale per 2,3. Naturalmente, tutto ciò va poi valutato in rapporto al singolo caso. Ad esempio, se si soffre di maculopatia la distanza dallo schermo può essere inferiore, senza per questo arrecare danni all’occhio.

È importante il tipo di schermo?

Sì, gli schermi appartenenti alle ultime generazioni (ora LED) hanno sostituito la tradizionale TV a tubo catodico. Grazie all’evoluzione tecnologica, con gli schermi più recenti le immagini risultano essere generalmente più stabili e definite [soprattutto gli HD, i Full HD e i 4K], affaticando meno gli occhi se si trascorrono molte ore davanti alla TV. Qualche dubbio è stato sollevato riguardo alla potenziale nocività della luce blu emessa dagli schermi al LED [si vedano anche Photochem. Photobiol.Free Radic Biol Med., (Exp. Eye Res)]. per le cellule della retina. A tal proposito attualmente è sempre più diffuso l’utilizzo di occhiali muniti di filtri appositi per la luce blu, che dovrebbero svolgere un’azione riposante per gli occhi soprattutto quando si guarda la tv, o si utilizzano altri apparecchi hi-tech.

Leggi anche: Come stare al monitor senza problemi visivi

Scopri i consigli degli oculisti

Dalle escursioni outdoor agli schermi digitali: come proteggere la nostra vista in maniera consapevole.

Un’intera sezione dedicata al rapporto tra gli oculisti IAPB Italia e i cittadini. Su questo sito trovi tanti consigli utili e scientificamente fondati scritti in prima persona dagli oftalmologi. Regole semplici da applicare, facili da leggere e da approfondire per chi vuole rimanere sempre aggiornato. Scopri la sezione CONSIGLI UTILI del sito IAPB – Italia.

Tanti i temi di attualità affrontati: dal come proteggere la nostra vista sulle piste da sci (o, data la stagione, nei mari tropicali) a come ridurre l’affaticamento stando al computer. Anche la guida ha uno spazio dedicato, con gli accorgimenti per applicare “le buone norme al volante”.

Proteggere gli occhi dei bambini d’estate

Decalogo estivo per le mamme e i papà.

Qui di seguito riportiamo una serie di consigli per i genitori con figli piccoli, ai fini della tutela della loro salute oculare d’estate. Alcuni di essi potranno essere utili anche ai genitori stessi.

  1. Non lasciare i bambini esposti al sole nelle ore centrali della giornata (indicativamente dalle 11 alle 17), soprattutto se sono molto piccoli.
  2. Non consentire ai bambini di fare il bagno con le lenti a contatto né al mare né in piscina (lo stesso consiglio è valido per gli adulti).
  3. Se la sabbia entra negli occhi risciacquare abbondantemente con acqua dolce e, se l’arrossamento persiste, consultare un medico oculista.
  4. Se il sole è molto forte, soprattutto quando c’è riverbero, far mettere occhiali scuri con filtri a norma di legge.
  5. Mettere un cappellino durante la permanenza in spiaggia, soprattutto quando il sole è forte.
  6. Non portare mai il bambino al mare o in piscina se ha una congiuntivite in atto.
  7. Applicare una crema con filtro solare a protezione elevata (30-50) ogni due ore, soprattutto nelle fasi iniziali dell’esposizione solare (riapplicandola dopo ogni bagno).
  8. Portare sempre con sé una scorta d’acqua per consentire un’adeguata idratazione (non dovrà essere né gasata né gelata).
  9. Tenere il bambino in luoghi ventilati o all’aria condizionata (che potrà essere regolata tra i 24° e i 26°), soprattutto nelle ore più calde.
  10. Dare da mangiare al bambino molta frutta e verdura, ma limitare i cibi ricchi di zuccheri e i grassi animali.

Leggi anche: “Ondate di calore” (le Faq del Ministero della Salute)

Guarda il pdf: La prevenzione non va mai in vacanza

Consigli utili per chi scia

Proteggere gli occhi con filtri a norma di legge: si possono evitare problemi oculari anche seri

Sciando si trascorre più tempo all’aperto, aumentando di conseguenza l’esposizione ai raggi solari, con potenziali rischi per i nostri occhi, soprattutto sui campi da sci e in altri luoghi dov’è presente un elevato riverbero. Infatti, la luce visibile è quella parte dello spettro delle radiazioni elettromagnetiche che sono percepibili dall’occhio umano (lunghezza d’onda 380-750 nanometri). Tuttavia, esistono anche radiazioni (invisibili a occhio nudo) che possono provocare danni, tra cui i raggi ultravioletti (la cui lunghezza d’onda è compresa tra i 100 e i 400 nanometri): si dividono in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm).

I livelli di raggi ultravioletti sono maggiori al crescere dell’altitudine (ogni mille metri aumentano del 10-12%) e dell’altezza del sole sull’orizzonte (più pericoloso nelle ore centrali della giornata e nei mesi estivi), al diminuire della latitudine e della nuvolosità.

Si può fare a meno degli occhiali da sole quando il tempo è brutto?

Non è opportuno: purtroppo il 90% dei raggi ultravioletti può penetrare attraverso le nuvole e la neve può riflettere fino all’80% dei raggi UV (riverbero). Gli UVA e gli UVB rappresentano gli ultravioletti più dannosi per gli occhi, mentre gli UVC vengono schermati quasi completamente dallo strato di ozono presente nell’atmosfera ad alta quota.

Quali sono i rischi a cui possono andare incontro i nostri occhi?

Diverse sono le strutture oculari che possono essere colpite: la delicata cute palpebrale può andare facilmente incontro a scottature; la cornea, se esposta per più di un’ora al sole, è soggetta a irritazioni e arrossamenti, fino a veri e propri quadri di cheratite attinica. I sintomi insorgono 8-24 ore dall’esposizione: principalmente consistono in un arrossamento della congiuntiva ed erosioni della superficie corneale, con dolore intenso, sensazione di corpo estraneo negli occhi, abbondante lacrimazione, fotofobia e blefarospasmo.

Anche il cristallino può andare incontro più facilmente ad opacizzazione, con la formazione  quindi (alla lunga) di una cataratta precoce. Nei casi acuti più gravi (ad esempio se si fissa a lungo il sole senza occhiali scuri protettivi) si può andare incontro a maculopatia fototraumatica.

Inoltre, tutte le radiazioni non assorbite o schermate dalle strutture anteriori dell’occhio (ultravioletti e luce blu) possono arrivare sulla retina, determinando gravi reazioni fototossiche: potenzialmente sono una (con)causa di degenerazione maculare legata all’età (AMD).

Da tutto ciò si evince l’importanza di una protezione oculare adeguata, con lenti solari provviste di filtri a norma di legge che dovrebbero garantire una visione confortevole e proteggere i nostri occhi da insulti esterni.

Cosa dice l’Oms in proposito?

Secondo l’OMS tra gli effetti negativi delle radiazioni ultraviolette, oltre al melanoma cutaneo e ad altri tumori maligni della pelle, ci sono un raro tumore oculare (neoplasia squamosa corneo-congiuntivale), la cataratta corticale (opacizzazione superficiale del cristallino), lo pterigio e il melanoma oculare.

Anche i bambini devono proteggersi con gli occhiali da sole?

Soprattutto i bambini, visto che il loro cristallino (un vero e proprio filtro naturale) è completamente trasparente e, quindi, l’occhio è più sensibile ai raggi ultravioletti.

Quanti tipi di lenti si trovano e quali sono le più idonee?

Molti sono gli occhiali da sole in commercio: si va dai semplici filtri colorati (suddivisi in 5 categorie), in grado di ridurre l’intensità luminosa e – a partire dalla categoria 3 – capaci di schermare anche i raggi ultravioletti, fino ad arrivare ai filtri polarizzati per proteggere gli occhi da luci riflesse intense (come, ad esempio, il riverbero della superficie dell’acqua, del ghiaccio, della neve, ecc.).

Per gli sport estremi, inoltre, possono essere particolarmente utili gli occhiali solari con forma ergonomica avvolgente, che permettono una protezione globale dai raggi solari (in particolare gli ultravioletti), dalla polvere e dal vento. Fondamentale è – lo ripetiamo – usare esclusivamente buoni occhiali dotati di filtri solari a norma di legge.

Consulta anche il sito dell’OMS (WHO)

Quali App per la mobilità?

Gli smartphone possono diventare un valido supporto per le persone ipovedenti.

Esistono tante APP disponibili per smartphone che possono aiutare le persone ipovedenti ad orientarsi e muoversi in autonomia. La tecnologia non è una soluzione di per sé, ma in questo caso offre un ottimo strumento. Scopri di più in questo breve vademecum sul sito del Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva.