Anziani, ansia e depressione in agguato

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Soprattutto gli ipovedenti sono più a rischio sul piano psicologico per la riduzione della qualità della vi(s)ta

Ansia e depressione possono colpire più spesso gli anziani affetti da gravi problemi visivi e questi ultimi potrebbero essere una causa importante dell’umor “nero”. È quanto si evince da uno studio pubblicato su Jama Ophthalmology. Le persone che vivono una riduzione significativa della proprie capacità visive rischiano, infatti, almeno due volte più spesso alterazioni del proprio benessere psicologico perché la loro qualità della vita si riduce. Ad esempio negli ipovedenti che subiscono una diminuzione della visione centrale possono insorgere difficoltà nella lettura, nel riconoscimento delle persone o nella guida (a cui spesso devono rinunciare).

Joshua R. Ehrlich della University of Michigan di Ann Arbor (Usa), primo autore dello studio scientifico ha dichiarato: “Gli anziani sono esposti a un alto rischio di problemi alla vista rispetto ad altre fasce di età”. Inoltre, “la compromissione della vista, soprattutto in età avanzata, ha molte conseguenze oltre a quella di non vedere chiaramente, tra cui un maggiore rischio di disturbi dell’umore”.

Occhio ai dati

amd_degenerazione_simulazione_distorsione_centrale_barca_vela.jpgAnalizzando i dati di oltre 7.500 anziani di entrambi i sessi, la squadra di Ehrlich ha osservato che i soggetti con problemi alla vista che segnalavano sintomi di depressione erano di numero maggiore rispetto a quelli che non avevano la vista compromessa (31% versus 13%).

Lo stesso valeva per i sintomi dell’ansia (riferiti dal 27% delle persone con compromissione della vista e dall’11% degli altri soggetti). Nel complesso oltre il 40% dei partecipanti con problemi alla vista diventavano ansiosi o depressi contro il 19% che non vivevano difficoltà visive. Le persone con problemi alla vista avevano anche una probabilità superiore del 33% di segnalare nuovi sintomi di depressione nel corso del tempo una volta vissuti altri episodi (lo stesso non valeva però per l’ansia).

Inoltre i depressi avevano una probabilità il 37% più elevata di sviluppare problemi alla vista rispetto a coloro che non erano depressi, mentre per le persone ansiose si saliva al 55%.

In conclusione è opportuno sottolineare l’importanza della consapevolezza – da parte degli oculisti e degli optometristi – del carico psicologico negativo vissuto dalle persone affette da malattie oculari e, in alcuni casi, da menomazione visiva.

Fonti: Jama Ophthalmology, Popular Science

Quando le sigarette minano la salute

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Il 31 maggio si celebra con l’OMS la Giornata mondiale senza tabacco. Solo in Italia ancora fumano 11,6 milioni di persone

locandina-no-tabacco-day-may-2019-who-photospip07ad9887bd7cfe01a36f6c09e9111e77.jpgIl fumo “annebbia” i sensi, a partire dalla vista. Ma in primis nuoce ovviamente ai nostri polmoni: proprio su questo tasto batte l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, il 31 maggio 2019, promuove nuovamente la Giornata mondiale senza tabacco.

Se la vita va in fumo

Oltre il 40% dei decessi correlati col tabacco sono riconducibili a malattie polmonari come il cancro, ad affezioni respiratorie croniche e alla tubercolosi. Dunque l’OMS lancia un nuovo appello agli Stati affinché prendano nuove misure per proteggere la salute delle persone e scrive:

Il consumo di tabacco è una delle minacce più gravi che abbiano mai pesato sulla salute pubblica mondiale. Uccide oltre 8 milioni di persone l’anno. Di queste più di 6 milioni ancora fumano oppure lo facevano e circa 890 mila sono non fumatori esposti involontariamente al fumo.

In particolare si ritiene che più di 60 mila bambini con meno di cinque anni soffrano d’infezioni alle vie respiratorie a causa del fumo passivo. Tra l’altro ciò li rende più esposti, una volta divenuti grandi, alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

“Una persona che fuma per tutta la vita – scrive Epicentro – ha il 50% di probabilità di morire per una patologia direttamente correlata al fumo e la sua vita potrebbe non superare un’età compresa tra i 45 e i 54 anni”.

Il consumo di tabacco è il maggiore fattore di rischio evitabile per la nostra salute. La buona notizia è che in Europa si stima che quasi la metà dei fumatori abbia perso il vizio tra il 1980 e il 2010 ossia, più precisamente, il 43,3 % degli oltre 50 mila fumatori presi in considerazione (età: 16-60 anni) in 17 Paesi del Vecchio Continente. Lo ha scritto recentemente la rivista PLOS ONE [Pesce G et al., “[Time and age trends in smoking cessation in Europe“, PLoS One. 2019 Feb 7;14(2):e0211976. doi: 10.1371/journal.pone.0211976. eCollection 2019]].

Inoltre attualmente 1,3 miliardi di persone (circa il 18% della popolazione mondiale) sono già protette da leggi nazionali che regolano il divieto di fumare.

Pure la vista è più a rischio

A livello oculare il fumo aumenta il rischio di AMD ossia di degenerazione maculare legata all’età e sembrerebbe favorire lo sviluppo della cataratta. Fumare potrebbe raddoppiare il rischio di cecità. Ovviamente c’è anche un’azione irritante diretta sulla congiuntiva che potrebbe provocare fastidi (arrossamento transitorio, lacrimazione eccessiva) anche in chi subisce il fumo passivamente.

Lo scenario italiano

il_fumo_aumenta_il_rischio_di_cecita-pacchetto_sigarette-profilo-web-160pix.jpgSecondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in Italia più di una persona su cinque fuma (11,6 milioni di persone, di cui 7,1 milioni sono maschi): in Italia non accenna a diminuire significativamente il numero dei fumatori, anche se cala il numero di sigarette consumate al giorno in media.

Le fumatrici sono aumentate soprattutto nelle regioni del Sud Italia: sono quasi il doppio rispetto a quelle che vivono nelle regioni centrali e settentrionali (il 22,4% al Sud e isole contro il 12,1% al Centro e il 14% al Nord). Oltre la metà dei giovani fumatori tra i 15 e 24 anni fuma già più di 10 sigarette al giorno e oltre il 10% più di 20.

Inoltre, sempre secondo l’ISS, è in crescita tra i giovani l’abitudine a fumare e sorprendentemente, tra i forti fumatori under venti, gli sportivi sono la percentuale più alta. Inoltre e-cig e tabacco riscaldato si consumano generalmente insieme alle sigarette tradizionali e non in alternativa ad esse.

L’appuntamento

A Roma il 31 maggio 2019 si tiene, presso l’Istituto Superiore di Sanità, il XXI Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale, dove si fa il punto soprattutto sulla situazione italiana.

In quest’occasione è stato presentato un nuovo Rapporto sul tabacco. Tra l’altro il cancro al polmone è il quarto tumore in termini di incidenza e la prima causa di morte a questo livello (ossia per neoplasia).

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  1. Contatti utili: Numero verde antifumo dell’ISS: 800 554088 (orario: 10-16)
  2. Centri italiani per smettere di fumare (ISS)

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Fonti principali: WHO, ISTAT, ISS

Diabete, un nuovo Rapporto “sale” in Campidoglio

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E’ il “Roma Cities Changing Diabetes Report”: il 21 maggio si è parlato di stili di vita sani, obesità e diabete alimentare nella Sala della piccola Protomoteca

mappa-mondiale-diabete-2017.jpgFermare la diffusione del diabete, in particolare nella città metropolitana di Roma [[ex provincia della Capitale]], combattendo la sedentarietà e promuovendo un’alimentazione sana: sono questi due obiettivi dei curatori del Cities Changing Diabetes Report, preoccupati dagli stili di vita urbani. Ne hanno parlato il 21 maggio 2019 a Roma, nella Sala della piccola Protomoteca del Campidoglio.

Gli occhi sono puntati soprattutto sul “tipo 2” della patologia ovvero sul diabete alimentare, che si può prevenire o almeno controllare con stili di vita appropriati (corretta alimentazione, esercizio fisico), senza somministrare insulina.

diabete-retina_malata-web.jpgAd oggi nel progetto internazionale antidiabete sono stati coinvolti 140 esperti – che hanno permesso un’ampia raccolta di dati contenuti nel “Roma Cities Changing Diabetes Report” –, primo importante passo per la realizzazione di un piano d’azione triennale.

Secondo l’OMS i diabetici del mondo sono 422 milioni, quasi un terzo dei quali sono affetti da retinopatia diabetica; ma le complicanze della malattia includono problemi cardiovascolari, renali, ai nervi periferici, ecc.

Attualmente si stima che nell’area metropolitana di Roma vivano 286.500 persone con diabete già noto, mentre per la sola capitale si scende a 189.500. Per studiare il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia, nel 2017 la capitale è entrata a far parte del programma internazionale Cities Changing Diabetes, l’iniziativa realizzata in partnership tra University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, con il contributo dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk. Il programma coinvolge una ventina di metropoli, tra cui Buenos Aires, Città del Messico, Pechino, Vancouver.

Secondo quanto scrive il prof. Andrea Lenzi, Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri:

Oggi, più del 50% della popolazione mondiale vive nelle città. Se consideriamo che il 65% delle persone con diabete vive in aree urbane, è chiaro che la città è un punto determinante per contrastare la crescita del diabete. Questo fenomeno è stato definito: urban diabetes.
Le città sono chiamate nel contrastare il crescente aumento del numero di persone con diabete, attraverso politiche sui determinanti di salute, in collaborazione con Università, Autorità sanitarie locali ed enti di ricerca.

Anche il prof. Renato Lauro, Presidente della IBDO Foundation, spiega:

La storia ci insegna che alcuni eventi catastrofici accadono in pochi secondi, eventi improvvisi che provocano danni incalcolabili e che possono cambiare la storia di un territorio e il destino dei popoli. Ma esistono catastrofi che possono impiegare anni per svilupparsi senza che nessuno se ne accorga, e quando ci si rende conto di cosa sta accadendo, è troppo tardi per evitarle. La sfida globale del diabete fa parte di quest’ultima categoria…

In conclusione, i messaggi chiave del Rapporto sono:

  • I fattori di rischio per il diabete di tipo 2 (o non insulino-dipendente) sono il sovrappeso, l’obesità e la mancanza di attività fisica;
  • Riportare il peso corporeo nei limiti della normalità con un’alimentazione corretta e un’attività fisica giornaliera costante è quindi fondamentale: in questo modo si riduce la resistenza all’insulina e si migliora l’assorbimento del glucosio da parte dei muscoli;
  • Tutto questo interviene verso l’obiettivo di riduzione dell’obesità che può garantire una significativa riduzione della prevalenza del diabete di tipo 2 nel tempo, contestualmente alla creazione di risparmi crescenti in termini di spesa, creando un circolo virtuoso che potrà e dovrà consentire un reinvestimento delle risorse liberate per il mantenimento e miglioramento degli obiettivi di salute urbana;
  • L’organizzazione dei centri urbani può infatti condizionare e modificare gli stili di vita agendo in primis sui fattori di rischio legati allo sviluppo di queste patologie;
  • E’ necessario investire per promuovere una cultura alimentare appropriata, incoraggiare l’utilizzo di modalità attive di trasporto creando e mettendo a disposizione strade, piste ciclabili sicure e ben collegate ed un efficiente sistema di trasporto pubblico locale; incoraggiare la pratica dell’attività sportiva, creando e mettendo a disposizione infrastrutture pubbliche cui i cittadini possano avere accesso in modo equo e distribuito sul territorio;
  • In sintesi, in una Città Metropolitana come Roma, densamente popolata ed estesa, la parola d’ordine è “prevenzione”.

Link utile: Rapporto sul diabete di tipo 2 e l’obesità dell’area metropolitana di Roma

Fonti: 24orenews, healthcitythinktank.org

Italiani cambiano poco gli stili di vita

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Rapporto Osservasalute 2018: troppi in sovrappeso e spesso non smettono di fumare. Aumentano i malati cronici, ma diminuisce la mortalità prematura

copertina-osservasalute-2018-web.jpgAssorbono l’80% della spesa sanitaria: le malattie croniche sono – secondo il XVI Rapporto Osservasalute curato dall’Università Cattolica di Roma – il grande problema per il presente e il futuro della sanità italiana. Inoltre appare destinata a impennarsi – nel prossimo decennio – la domanda di visite specialistiche, giornate di degenza ed assistenza domiciliare. Siamo tra i Paesi più longevi, ma anche con più anni da vivere con malattie croniche e disabilità: la speranza di vita in buona salute è peggiore che in altri Paesi europei.

Ancora troppi vizi

Gli italiani sono ancora lenti a cambiare abitudini nocive per la salute come fumo, sedentarietà e alimentazioni scorrette, ma da noi si muore sempre meno, grazie soprattutto ai miglioramenti nell’assistenza sanitaria e ai traguardi della medicina. Un dato rilevante è rappresentato dalla forte riduzione della mortalità prematura, diminuita – tra il 2004 e il 2016 – del 26,5% per gli uomini e del 17,3% per le donne.

La mortalità neonatale e infantile si è significativamente ridotta nel nostro Paese e ha raggiunto livelli tra i più bassi del mondo. Nel 2016 il nostro Paese si collocava al primo posto in Europa per la più elevata speranza di vita alla nascita per gli uomini (81 anni).

Occhio alle malattie non trasmissibili

Il Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (NCD [[acronimo che sta per Non-Communicable Diseases]]) comprende nove obiettivi globali. Ci sono anche target da raggiungere entro il 2025, da monitorare periodicamente attraverso una revisione degli indicatori – che verificano nel tempo i progressi registrati attraverso una road map – e una serie di opzioni che partono dalle politiche sanitarie.

Restano imprescindibili gli impegni per il raggiungimento dei nove obiettivi delineati dall’OMS, primo tra tutti la riduzione complessiva del 25% della mortalità prematura complessiva provocata da NCD (prevalentemente dei quattro principali gruppi di patologie: cardiovascolari, oncologiche, respiratorie croniche e diabete, il quale causa anche retinopatia diabetica).

Diffusione del diabete di tipo 2 (diabete alimentare) in Italia <a href=Fonte: Osservasalute 2018] ” title=”Diffusione del diabete di tipo 2 (diabete alimentare) in Italia [Fonte: Osservasalute 2018] ” class=”caption” align=”right” />Occorre, quindi, agire sui quattro fattori di rischio comportamentali maggiormente responsabili di morbilità, disabilità e mortalità: riduzione del 10% dell’uso rischioso di alcol (abuso), del 10% dell’inattività fisica, del 30% dell’assunzione di sale/sodio, del 30% del consumo di tabacco e del 25% per l’ipertensione (che può provocare anche [retinopatia ipertensiva) e il contrasto all’obesità.

Una “ricetta” per migliorare gli stili di vita

Il percorso italiano per il raggiungimento degli obiettivi nazionali prevede semplici passi che – nel loro insieme – possono fare una enorme differenza. Dunque, scrivono i curatori del Rapporto Osservasalute, “nel dettaglio, si possono, ad esempio, aumentare le tasse su tabacco e alcolici, ridurre la quantità di sale negli alimenti, migliorare l’accesso ai farmaci e alle cure rendendoli meno costosi e favorire gli screening precoci e la formazione specifica dei medici e degli operatori sanitari”.

Fonte: Osservasalute

Apriamo gli occhi sul Togo

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Nel Paese africano si attuano progetti per la prevenzione della cecità a partire da uno screening oculistico con tanto di chirurgia della cataratta

visite_oculistiche_in_togo-14-ok-ottotipo-albero-600pix.jpgC’è una regione nel nord dello Stato africano del Togo in cui le patologie della vista sono particolarmente diffuse: è la zona di Bassar.

Proprio per questo è stato organizzato uno screening di massa: l’ultima tappa si è svolta da lunedì 6 maggio a venerdì 10 maggio 2019 ad opera dell’associazione “Fon.T.Es-So.T.Es-Togo”.

cataratta-intervento-11_giugno_2019.jpgSi tratta complessivamente di 3000 check-up oculistici su persone che soffrono di patologie oculari, con tanto di fornitura di occhiali da vista a 500 persone. Inoltre sono stati programmati anche interventi chirurgici, di cataratta o altre patologie operabili, per un totale di circa 120 persone. In particolare l’11 giugno 2019 sono stati programmati 12 interventi (ospedale di Kara).

L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Sezione italiana crede fermamente in questo progetto e lo sostiene attivamente con un contributo.

Le malattie oculari potrebbero essere facilmente evitate adottando semplici misure di prevenzione, ma solo meno di un quarto della popolazione rurale può essere sottoposta a cure. Le cause sono varie e sono principalmente legate alla carenza di strutture e di risorse: il costo eccessivo degli spostamenti verso ambulatori e ospedali, la difficile praticabilità delle strade, la mancanza di centri oftalmici, la paura o la diffidenza e la mancanza di informazioni.

Oltre alla cataratta, nelle popolazioni rurali si punta alla prevenzione del tracoma, della carenza di vitamina A (vedi xeroftalmia), del pterigio e dei danni del glaucoma.

Altre iniziative in Togo

visita_oculistica-togo-web.jpgE’ dal 2015 che la IAPB Italia onlus collabora con l’Associazione citata – sostenuta anche dall’Associazione italiana Gruppo San Francesco d’Assisi – per l’allestimento di un centro medico-sociale, con tanto di servizio oftalmologico e d’integrazione scolastica, a Lomé (Togo).

Aiutiamo il Paese africano

La scuola-convitto – che ospita un centinaio di alunni (materne, medie e collegiali) – è gestita interamente da personale togolese, offre un’istruzione ai bambini non vedenti, quasi tutti di famiglie poverissime, che vivono in una vasta zona del Paese africano.

E’, infatti, dell’unica struttura esistente in quella grande area, destinata ai ragazzi privi della vista che, a causa delle precarie condizioni igieniche e sanitarie, rappresentano purtroppo una porzione assai significativa della popolazione infantile. Si tratta complessivamente di una piccola realtà che opera con scarsi mezzi in un contesto in cui i problemi legati alla cecità sono devastanti e in cui mancano gli strumenti basilari per la profilassi.

Un progetto che guarda al futuro

attesa_per_una_visita_medica_in_togo-web-600pix.jpgAnche per questo progetto di allestimento di un centro medico-sociale collegato alla struttura scolastica, la IAPB Italia onlus ha deciso di collaborare erogando un primo aiuto economico e di contribuire, in secondo momento, all’organizzazione e alla strutturazione del centro stesso.

Fonte di riferimento: Fon.T.Es-So.T.Es-Togo

Let’s open our eyes on Togo

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In the African country projects for the prevention of blindness are in progress, from ophthalmological screenings to cataract surgery

visite_oculistiche_in_togo-14-ok-ottotipo-albero-600pix.jpgThere is a region in the north of the African State of Togo (Bassar area) where sight disorders are particularly widespread.

Precisely for this reason a mass screening was organized: the last stage took place from Monday 6 May to Friday 10 May 2019 by the association “Fon.T.Es-So.T.Es-Togo”.

This mass screening entails the carrying out a total of approximately 3,000 eye examinations on people suffering from eye diseases. At the time of writing, about 1,500 examinations have been performed and 500 pairs of glasses have been donated. Furthermore, out of about 120 surgical procedures have been scheduled.

The International Agency for the Prevention of Blindness-IAPB Italy firmly believes in this project and actively supports it with a contribution.

These illnesses could easily be avoided by adopting simple preventive measures, but only less than a quarter of the rural population can be treated. The causes are varied and can mainly be linked to the lack of facilities and resources: the excessive cost of actually travelling to clinics and hospitals, unusable roads, the lack of ophthalmic centres, fear or distrust and the lack of information.

To compensate for these difficulties the association “Fon.T.Es-So.T.Es-Togo” has organized a mass screening that also includes cataract interventions.

In addition to cataracts, the project aims to prevent trachoma, vitamin A deficiency (xeroftalmia), pterygium and damage caused by glaucoma, in the rural populations.

OTHER INITIATIVES IN TOGO

visita_oculistica-togo-web.jpgSince 2015 IAPB Italy has collaborated with the aforementioned association – also supported by the Italian association, Gruppo San Francesco d’Assisi (St. Francesco of Assisi Group) – for the setting up of a medical-social centre, complete with ophthalmology and school integration services, in Lomé (Togo).

WE HELP THE AFRICAN COUNTRY

The boarding school, which houses a hundred pupils (nursery, intermediate and high school), is run entirely by Togolese personnel and offers an education to blind children, almost all of whom are from very poor families, who live in a vast area of the African country.

It is, in fact, the only structure existing in that huge region, designated to blind children who unfortunately, due to the precarious hygiene and health conditions, represent a significant part of the child population. Overall it is a small reality that operates with scarce resources in a context in which the problems relating to blindness are devastating and where the fundamental tools for prophylaxis are lacking.

A PROJECT THAT LOOKS TO THE FUTURE

attesa_per_una_visita_medica_in_togo-web-600pix.jpgThe IAPB Italy (our non-profit organization) decided to collaborate on the setting up of a medical-social centre connected to the school facility, by firstly providing financial aid and then by contributing to the organization and structuring of the centre itself.

Source: Fon.T.Es-So.T.Es-Togo

Il punto sull’edema maculare diabetico

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Il 15 maggio a Napoli un convegno sulle terapie, sui percorsi terapeutici e sulla qualità della vita e della vista dei diabetici

edema-maculare-diabetico-frontespizio.jpgIl 15 maggio 2019 a Napoli si è tenuto un convegno sull’edema maculare diabetico: si tratta di una malattia oculare degenerativa, correlata alla retinopatia diabetica, causa principale di menomazione visiva in chi soffre di diabete (il quale, secondo l’OMS, colpisce 422 milioni di persone nel mondo). Durante i lavori si è parlato, in particolare, della gestione della malattia cronica diabetica e delle sue complicanze, con l’obiettivo di garantire una migliore presa in carico dei malati, ricorrendo a un approccio multidisciplinare integrato. Infatti ci sono varie figure professionale che devono entrare in gioco in modo coordinato: dal diabetologo all’oculista, passando per gli altri specialisti a seconda degli organi coinvolti. edema_maculare_diabetico-15_maggio_2019-160pix.jpgSono stati invitati a parlare, tra gli altri, Francesca Simonelli – Professoressa di Oftalmologia all’Università Federico II e Presidente Società Italiana Oftalmologia Genetica –, Michele Corcio – Vicepresidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus – e Concetta Suraci, Presidente di Diabete Italia. L’evento è stato organizzato da MA Provider ed è patrocinato, tra gli altri, dalla IAPB Italia onlus e dal Ministero della Salute. Guarda anche: videoclip SOI sulla retinopatia diabetica e l’edema maculare Fonte di riferimento: MA Provider

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SOI, Congresso internazionale a Roma

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Si è svolto alla Nuvola di Fuksas dal 22 al 25 maggio 2019, con simposi della IAPB Italia onlus e del Polo Nazionale dedicati rispettivamente alla prevenzione in gravidanza e all’ipovisione in Italia

nuvola-edificio_esterno-web.jpgLa celebre Nuvola di Roma Eur è stata per la prima volta lo scenario in cui si è tenuto, dal 22 al 25 maggio, il maggiore evento di oculistica del nostro Paese: il 17° Congresso internazionale della Società Oftalmologica Italiana (SOI), organizzazione di cui, nel 2019, ricorre il 150° anniversario.
Sala caduti di Nassirya (Senato, 22 maggio 2019): da sinistra Bruno Vespa, Matteo Piovella (Presidente SOI) e Mario Stirpe (Presidente Fondazione Bietti)
Sala caduti di Nassirya (Senato, 22 maggio 2019): da sinistra Bruno Vespa, Matteo Piovella (Presidente SOI) e Mario Stirpe (Presidente Fondazione Bietti)
“Nei prossimi 20 anni le persone che avranno problemi di vista triplicheranno”: l’ha affermato il Presidente della SOI Matteo Piovella durante la conferenza inaugurale del 22 maggio, dedicata alla maculopatia e moderata da Bruno Vespa, che si è tenuta presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato. Però, ha premesso Piovella, “con una visita oculistica fai tutto: la prevenzione, la diagnosi, la prescrizione e la cura. Perché con i bambini è fondamentale? Perché sono i più deboli…”. Tra gli eventi della Nuvola più significativi ricordiamo la chirurgia in diretta (Live Surgery) e una disamina delle principali patologie oculari, accanto ad appuntamenti come “Back to the Future: i giovani oculisti italiani hanno ripercorso la storia dell’oftalmologia fino alle più recenti innovazioni”. La cataratta e la chirurgia refrattiva hanno ricevuto, inoltre, un’ampia attenzione.

Dalla prevenzione in gravidanza all’ipovisione

iapb_alla_soi-23_maggio_2019-stand-web-400pix-2.jpgSimposi, corsi e dibattiti hanno costellato l’evento che, pensato principalmente per gli oculisti, ha ospitato anche un momento dedicato alla prevenzione in gravidanza: giovedì 23 maggio si è tenuto a Roma un Simposio dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, durante il quale sono stati affrontati sia gli aspetti genetici che i rischi infettivi che le donne possono correre durante la gestazione, oltre a temi quali la progressione miopica e le norme di prevenzione primaria. Il Presidente della IAPB Italia onlus, l’ avv. Giuseppe Castronovo, ha dichiarato in apertura dei lavori: “La prevenzione è un atto civilissimo perché non solo può salvare la vita (per i tumori), ma anche la vista, che i bambini non devono mai perdere”. Al Simposio si è sostanzialmente concluso come non sia dimostrata alcuna correlazione certa tra peggioramento dell’acuità visiva (principalmente miopia) e gravidanza. In realtà le donne incinte che riferiscono problemi visivi soffrono spesso di disturbi soggettivi o, comunque, transitori. Inoltre si è rilevato come oggi non esistano genericamente controindicazioni al parto naturale neanche per le donne con problemi oculari, salvo quadri clinici particolari (che possono ad esempio comportare un aumento dei rischi per la retina).
Simposio del Polo Nazionale (Roma, presso la SOI, 24 maggio 2019)
Simposio del Polo Nazionale (Roma, presso la SOI, 24 maggio 2019)
Venerdì 24 maggio si è svolto, inoltre, il Simposio del Polo Nazionale sull’ipovisione in Italia: sono state analizzate le differenze, i punti di forza e gli aspetti critici dei diversi centri regionali alle prese con la riabilitazione visiva (in particolare in Lombardia, Veneto, Lazio, Calabria e Puglia). “La riabilitazione visiva riguarda la persona nel suo insieme, con tutte le ricadute”, ha osservato Michele Corcio, Vicepresidente della IAPB Italia onlus. Per il Polo Nazionale sono intervenuti il Direttore Filippo Amore, Simona Turco e Valeria Silvestri, oltre al prof. Filippo Cruciani, che ha auspicato una maggiore sinergia tra i diversi Centri l’ipovisione regionali, rilanciando un’importante collaborazione a livello nazionale (guidata e coordinata dal Polo). Lo stesso giorno è stato organizzato, sempre alla SOI, un corso sulla diagnosi precoce del glaucoma. Gli ultimi due giorni si è tenuta anche la chirurgia in diretta in collegamento dalle sale dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma e sono stati assegnati diversi premi [[la Benedetto Strampelli SOI Medal Lecture 2019, la Gian Battista Bietti SOI Medal Lecture, la Antonio Scarpa SOI Medal Lecture 2019, SOI Honorary Award in Ophthalmology e il SOI Award “A Life spent serving Ophthalmology”]].

I partecipanti

Tremila le presenze provenienti da tutto il mondo e 480 relatori. A tracciare questo bilancio conclusivo è stato lo stesso Presidente della SOI Piovella: “Abbiamo centrato l’obiettivo principale: il Congresso si conferma il più importante appuntamento dell’oftalmologia italiana. Oltre a mettere a disposizione dei partecipanti un programma scientifico ampio e stimolante , abbiamo ribadito le nostre straordinarie capacità di specialisti sul campo. Da domani lavoreremo con l’impegno e con la tenacia che ci caratterizzano per organizzare il prossimo Congresso nazionale SOI, che si svolgerà a Roma dal 20 al 23 novembre, presso il Centro Congressi Rome Cavalieri”. PROGRAMMA CONSULTABILE ONLINE Fonte di riferimento: SOI

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Visite oculistiche gratuite effettuate in Togo

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Dal 6 al 10 maggio screening di massa per la popolazione: la campagna di FON.T.ES. è sostenuta dalla IAPB Italia onlus

togo-maggio-2019-small-visite_oculistiche_in_togo-14-ok-ottotipo-albero-600pix.jpgVisite oculistiche gratuite accompagnate da una donazione di occhiali e di medicinali: è un’ampia campagna di screening per le malattie oculari quella effettuata nella zona settentrionale del Togo, piccola nazione dell’Africa occidentale. A organizzarle è l’Associazione senza scopo di lucro “FON.T.ES.-SO.T.ES.-TOGO”: da 6 maggio a venerdì 10 maggio 2019 si sono tenute grazie a un progetto fortemente sostenuto dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Si è conclusa, quindi, la seconda fase del progetto.

In collaborazione col Ministero della Salute del Paese africano e il Programma nazionale per la lotta contro la cecità, l’Associazione Fondation-Solidaire Terre d’Esperance Togo mira a migliorare le condizioni di vita di persone povere e vulnerabili.

togo-maggio-2019-small-visita_oculistica_in_togo-ragazzo-con-oculista_lente-1-web.jpgIn virtù del passaparola è stato possibile visitare anche le molte persone che si sono spostate a piedi per chilometri e chilometri. In questo modo l’intera area settentrionale del Togo ha beneficiato delle visite oculistiche e non solo la popolazione del Grand Bassar.

Infatti già nel 2018, sempre all’inizio di maggio, 1500 persone erano state sottoposte a controlli oculistici gratuiti. Questa prima attività era stata accompagnata dalla consegna di 407 paia di occhiali da vista e da lettura. Complessivamente sono stati calendarizzati 130 interventi chirurgici.

Dopo la misurazione dell’acuità visiva, seguita dalla visita al fondo oculare e dal controllo con la lampada a fessura, chi aveva i problemi più seri è stato inviato ai centri oculistici delle città della zona, come Kara e Sokodé, poiché il Bassar non ha un servizio oculistico adeguato.

togo-maggio-2019-small-visite_oculistiche_in_togo-11-verticale.jpg“Abbiamo altri progetti in programma – scrive l’Associazione FON.T.ES – e vorremmo in particolare estendere in altre zone del Togo delle campagne di visite oculistiche di massa gratuite come quelle che abbiamo organizzato in questi giorni. In tanti ce lo chiedono e, soprattutto, in tanti ne avrebbero bisogno”.

Moïse A. Tchapo, Presidente di FON.T.ES., nel concludere la settimana di screening di massa à Kpatchilé, aveva dichiarato:

Cogliamo l’occasione per esprimere un grande e sincero ringraziamento ai nostri generosi partner: l’Associazione Gruppo San Francesco di Assisi Onlus e al suo Presidente che ci hanno sostenuto per due anni, l’Unità Pastorale di Barbarano e Mossano e IAPB ITALIA ONLUS, che hanno finanziato questa campagna di massa. È grazie a loro che è stato possibile organizzare questa campagna, assieme a tutte le singole persone e le associazioni che ci hanno aiutato inviandoci occhiali e medicine.

Link utile: galleria fotografica

Fonte: FON.T.ES – SO.T.ES – TOGO