Corso d’informatica per disabili visivi

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VideoingranditoreCorso d’informatica per disabili visivi Sarà gratuito e si svolgerà a Roma previo raggiungimento di un numero sufficiente di partecipanti 29 novembre 2010 – Si chiama alfabetizzazione informatica di primo livello. In sostanza si apprende l’ABC del computer: il corso, quando attivato, sarà gratuito e si rivolgerà esclusivamente ai minorati della vista già occupati. Chi non appartiene alla generazione dei cosiddetti “nativi digitali” può avere difficoltà all’uso dell’hardware e dei software: dall’impiego della tastiera al funzionamento dello screen reader, passando per l’acquisizione di un testo mediante lo scanner. “Ciascun corso, la cui frequenza – ha precisato Tommaso Daniele, Presidente l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.Ri.Fo.R. onlus) – è completamente gratuita (si specifica non sono previsti rimborsi spesa di alcun genere), si svolgerà a Roma in viale Parioli, 55 e sarà articolato in lezioni frontali rivolte a gruppi composti al massimo da 4 persone. La durata di ciascun corso è di 60 ore suddivise in due unità didattiche settimanali della durata di 3 ore ciascuna”. L’attivazione del corso avverrà se si raggiungerà un numero adeguato di domande. Infine l’I.Ri.Fo.R. onlus ha reso disponibile un’audioguida di alfabetizzazione informatica in formato Mp3 (salvato su due cd-rom). Per leggere la circolare integrale e scaricare il modulo d’iscrizione clicca qui . Contatti utili: e-mail archivio@irifor.eu , tel. 06/69988606-607 .

Fonte: IRIFOR

Malati di retinite pigmentosa a confronto

Visione di malato di retinite pigmentosa (visione tubulare tipica dello stato avanzato)

Visione di malato di retinite pigmentosa (visione tubulare tipica dello stato avanzato)Malati di retinite pigmentosa a confronto Studio pubblicato sull’American Journal of Ophthalmology on-line da un gruppo di ricercatori italiani 29 novembre 2010 – I malati di retinite pigmentosa – una patologia genetica retinica rara – possono nutrire qualche speranza in più. Se purtroppo non si può bloccare la degenerazione dei fotorecettori che muoiono a partire dalla periferia del campo visivo, almeno si possono trattare alcune complicanze: dall’ edema maculare al foro retinico . A sottolinearlo è il Prof. Enzo Vingolo, Primario dell’Ospedale di Latina. Assieme ai suoi collaboratori ha appena pubblicato uno studio sull’American Journal of Ophthalmology (on-line dal 22 novembre prima della stampa) in cui ha esaminato e confrontato 118 occhi di 59 pazienti, con un’età media di 47 anni, dei quali 32 sani perché impiegati come gruppo di controllo. Per lo studio sono stati utilizzati principalmente due strumenti: l’ OCT e il microperimetro.Retina colpita da retinite pigmentosa “La ratio dello studio – ha dichiarato il Prof. Vingolo – è una comparazione ad alta risoluzione di come sta e come funziona la retina nei pazienti di retinite pigmentosa. La cosa nuova è che, contrariamente a quello che si pensava (che i pazienti dovessero diventare ciechi), molto spesso hanno delle perdite funzionali della retina così come rilevate con la microperimetria (campo visivo fatto direttamente sulla retina)”. “Per fortuna la maggior parte dei pazienti non diventa cieca, ma resta ipovedente. In ogni caso i quattro gruppi di pazienti che abbiamo individuato possono arrivare a un’atrofia retinica per tre vie diverse: per un danno alla coroide (più rara, la retina si ‘secca’), per un edema maculare (la retina si riempie di liquido, ma si può trattare) e per la formazione di un foro maculare (per una membrana che strappa il centro della retina). In questi ultimi due casi si può recuperare perché i malati si possono operare. L’intervento di vitrectomia si fa normalmente nei pazienti con foro maculare, non in quelli su retinite pigmentosa; ma, stando alla mia esperienza, può dare buoni risultati anche in quest’ultimo caso”. Lo studio conclude, comunque, che occorreranno ulteriori ricerche per indagare la relazione tra la perdita di fotorecettori, la sensibilità retinica e la fissazione nei pazienti colpiti da retinite pigmentosa. Note: I quattro gruppi sono: 1)36 occhi, età media di 33,5 anni, senza alterazioni maculari, migliore acuità visiva con correzione di 0,95 (BCVA) e spessore foveale medio di 256,3 micron; 2)28 occhi, età media di 35,4 anni, con edema maculare e acuità visiva media con correzione di 0,72 e spessore foveale medio di 363,5 micron; 3)26 occhi, età media 50,8 anni, con trazione vitreo retinica e acuità visiva media con correzione di 0,5 e spessore foveale medio di 337,1 micron; 4)28 occhi, età media di 52,1 anni e assottigliamento retinico (spessore foveale medio di 174,2 micron) e acuità visiva media con correzione di 0,36. Perdita della funzionalità della retina. Referenza originale: “Fourier-Domain Optical Coherence Tomography and Microperimetry Findings in Retinitis Pigmentosa”, 22 November 2010, Stefano Lupo, Pier Luigi Grenga, Enzo Maria Vingolo, American Journal of Ophthalmology, DOI: 10.1016/j.ajo.2010.07.026

Fonte di riferimento: AAO

Ultima modifica: 21 dicembre 2010.

Pericolo fumo passivo

Campagna Oms contro il fumo

Campagna Oms contro il fumoPericolo fumo passivo Secondo l’Oms sono oltre seicentomila le vittime ogni anno Miete oltre seicentomila vittime l’anno: è il fumo passivo, contro cui l’Oms è sceso in ‘guerra’ pubblicando un nuovo studio. Per combattere una strage silenziosa che si consuma sotto gli occhi indifferenti di molti che consumano sigarette: quasi un terzo delle vittime sono bambini che respirano loro malgrado il fumo in casa, mentre la metà sono donne. Ciò avviene soprattutto nei Paesi del Sud-Est asiatico e in Africa. I risultati sono stati presentati in seguito a uno studio dell’Oms condotto in 192 Paesi: i piccoli sono particolarmente a rischio, poiché possono essere colpiti da morte improvvisa, polmonite e asma. Il fumo passivo causa non solo malattie respiratorie e cancro ai polmoni, ma anche patologie cardiache. Inoltre il consumo di tabacco (in questo caso passivo) è considerato, a livello oculistico, un fattore di rischio della degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), malattia oculare che può colpire il centro della retina dopo i 55 anni.sigaretta Nel 2004 nel mondo – secondo lo studio retrospettivo pubblicato su Lancet – sono stati esposti al fumo passivo il 40% dei bambini, un terzo degli uomini non fumatori e il 35% delle donne non fumatrici. Le cifre non lasciano spazio a molti dubbi: 379mila decessi per malattie cardiache ischemiche, 165mila per infezioni della vie aree inferiori, 36.900 per asma e 21.400 per cancro ai polmoni. Le vittime principali sono le donne (47%), seguite dai bambini (28%) e dagli uomini adulti (26%). Vietato fumare “Il mix di malattie infettive e fumo passivo è letale”, ha affermato Armando Peruga, che ha diretto lo studio nell’ambito dell’iniziativa dell’Oms contro il tabacco. Oltre ad essere più a rischio di contrarre una serie di malattie respiratorie (tra cui le infezioni polmonari), i polmoni dei bambini che respirano involontariamente il fumo possono anche svilupparsi più lentamente. I ricercatori concludono sarebbe sostanzialmente vantaggioso per la salute pubblica ampliare gli interventi pubblici e clinici per ridurre il fumo passivo nel mondo.

Link utile: Oms

Fonti principali: Bbc on-line, The Lancet , AMD Alliance.

Pagina pubblicata il 26 novembre 2010. Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2010.

La prevenzione della cecità… in Commissione

Esperti di prevenzione si riuniscono periodicamente presso il Ministero della Salute

26 novembre 2010 – La prevenzione della cecità passa anche dal Ministero della Salute. Istituita il 14 dicembre dello scorso anno, la Commissione nazionale – organo ministeriale composto da sedici membri e presieduto dal Prof. Mario Stirpe – è stata convocata il 29 novembre 2010. Alla riunione – che si è tenuta presso il Dicastero della Salute dell’Eur – sono stati affrontati vari temi, che vanno dagli studi di fattibilità sull’epidemiologia dell’ipovisione e della cecità passando per un aggiornamento sugli interventi internazionali atti alla prevenzione fino al monitoraggio degli interventi nazionali col medesimo scopo e all’annuncio del Simposio internazionale sulla riabilitazione visiva di Roma (15-17 dicembre 2010).

Della Commissione ministeriale per la prevenzione della cecità fa parte, tra gli altri, l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della Sezione italiana della IAPB (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità). E’ composta da cinque sottocommissioni che si occupano delle seguenti malattie: (1) degenerazione maculare senile (AMD); (2) patologie oculari genetiche, come la Stargardt; (3) retinopatia diabetica; (4) glaucoma e (5) patologie oculari pediatriche (come l’ambliopia).

Un documento ufficiale del Ministero della Salute stabilisce che i compiti della Commissione sono i seguenti: a) la raccolta e la pubblicazione dei dati sulle menomazioni della vista (cecità e ipovisione), con particolare attenzione rivolta alle patologie curabili e prevenibili; b) lo sviluppo di linee guida per la prevenzione delle menomazioni visive; c) il monitoraggio delle attività dei vari enti e soggetti attivi in questo ambito; d) il monitoraggio delle iniziative di cooperazione internazionale svolte dagli enti e dalle associazioni italiane nei Paesi in via di sviluppo e nelle aree povere, in armonia con le linee guida dell’Oms per la prevenzione della cecità.

Nel 2017 tale Commissione è stata sostituita da un altro tavolo tecnico (Comitato tecnico nazionale per la prevenzione della cecità).

Fonti: Ministero della Salute, IAPB Italia

Settimo Forum Internazionale Della Salute (sanit)

Camper oftalmico per check-up oculistici gratuiti della IAPB Italia onlus (Roma Eur, 22-25 giugno 2010)

Diabetici, iniezioni e laser per curare la retina

Diabetici, iniezioni e laser per curare la retina In un caso su due ottenuti buoni risultati contro l’edema maculare 25 novembre 2010 – Può venire ai malati di diabete e colpire il centro della retina. è una sorta di vescica che si forma sotto il fine tessuto nervoso fotosensibile, provocando una distorsione delle immagini proprio dove si fissa (al centro del campo visivo sembra di vedere sott’acqua). Alcuni studi hanno però messo in luce che con iniezioni effettuate nel bulbo oculare, dette intravitreali, si possono ottenere dei buoni risultati in un caso su due. è stato condotto uno studio di un anno su persone maggiorenni colpite sia dalla forma più grave di diabete (insulino-dipendente ossia il tipo 1) che da quella più lieve (il tipo 2). Si è misurato lo spessore centrale della retina e la migliore acutezza visiva con correzione. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: al primo veniva iniettato nell’occhio placebo mentre nel secondo un antiangiogenico (ranibizumab), una volta al mese per tre mesi. Poi si è usato, quando necessario, un laser fotocoagulativo. Dopo il primo mese è stato consentito il raddoppio del dosaggio di antiangiogenico. Il tasso di successo è stato, in questo caso, del 60,8%. Lo studio è stato pubblicato su Diabetes Care . Già lo scorso giugno i prestigiosi National Institutes of Health americani, in particolare l’Istituto Nazionale Oftalmologico statunitense, avevano promosso una ricerca pubblicata su Ophthalmology . Mentre si è osservato un miglioramento solo nel 28% dei casi limitandosi al laser, la percentuale è salita quasi al 50% dopo un anno di cure abbinando il trattamento con iniezioni intravitreali, usando sempre il ranibizumab. A tutti i 691 pazienti sessantenni presi in esame era stato diagnosticato il diabete oltre che un èdema maculare. Sono stati poi formati quattro gruppi sottoposti ai seguenti trattamenti: iniezioni intravitreali e laser nella prima settimana; iniezioni di ranibizumab più laser; iniezioni intravitreali seguite da un trattamento laser dopo almeno sei mesi; iniezioni di corticosteroidi associate a laserterapia. I risultati migliori sono stati ottenuti su chi era stato trattato con iniezioni intravitreali abbinate al laser (sia nel caso di trattamento immediato che differito nel tempo). Referenze originali: “Safety and efficacy of ranibizumab in diabetic macular edema (RESOLVE Study): a 12-month, randomized, controlled, double-masked, multicenter phase II study”, Massin P, Bandello F, Garweg JG, Hansen LL, Harding SP, Larsen M, Mitchell P, Sharp D, Wolf-Schnurrbusch UE, Gekkieva M, Weichselberger A, Wolf S. (Assistance Publique des Hôpitaux de Paris, Ophthalmology Department, Hôpital Lariboisièe, Paris, France), Diabetes Care. 2010 Nov;33(11):2399-405. “Randomized trial evaluating ranibizumab plus prompt or deferred laser or triamcinolone plus prompt laser for diabetic macular edema”, Diabetic Retinopathy Clinical Research Network, Elman MJ, Aiello LP, Beck RW, Bressler NM, Bressler SB, Edwards AR, Ferris FL 3rd, Friedman SM, Glassman AR, Miller KM, Scott IU, Stockdale CR, Sun JK., Ophthalmology. 2010 Jun;117(6):1064-1077.e35. Epub 2010 Apr 28.

Fonti: Diabetes Care, NIH/National Eye Institute

Oms, più sostegno economico alla salute

Edificio dell'Oms a Ginevra

Edificio dell'OMS a GinevraOMS, più sostegno economico alla salute Cento milioni di persone finiscono ogni anno nella povertà per curarsi, un miliardo non può permettersi le cure 23 novembre 2010 – Per curarsi piombano nella povertà: secondo l’Oms sono cento milioni le persone che ogni anno vanno incontro a questo destino, mentre un miliardo di persone non può permettersi cure. Per questo nel nuovo Rapporto mondiale sulla salute dell’Organizzazione mondiale della sanità si auspica un maggiore impegno economico per l’assistenza medica, puntando a una copertura sanitaria per tutti.Margaret Chan, Direttrice generale OMS “Circa il 20-40% delle risorse spese per la salute – scrive l’Oms – sono sperperate, risorse che potrebbero essere destinate al raggiungimento della copertura universale”. Tra l’altro, si legge ancora nel Rapporto, “ridurre il divario tra ricchi e poveri in 49 Paesi a basso reddito potrebbe salvare la vita a oltre 700mila donne entro il 2015”. Basterebbe, inoltre, praticare semplici vaccini ai bambini con meno di cinque anni per salvare oltre 16 milioni di vite. L’Organizzazione mondiale della sanità sollecita la comunità internazionale affinché sostenga maggiormente i Paesi a basso e medio reddito. Infine, ha affermato Margaret Chan – Direttrice generale dell’Agenzia Onu per la salute –, “sollecitiamo tutti i Paesi ad agire e a fare, il prossimo anno, almeno un passo per migliorare le finanze della salute e aumentare la copertura sanitaria”.

Fonte: Oms

In Italia sette residenti su dieci si sentono in salute

Anziane

AnzianeIn Italia sette residenti su dieci si sentono in salute Secondo l’Annuario Istat 2010 molti gli anziani e le malattie croniche: ipertensione, diabete e allergie possono provocare problemi agli occhi 22 novembre 2010 – Sette residenti su dieci in Italia valutano nel complesso positivamente il proprio stato di salute e, nello specifico, più gli uomini delle donne (75% contro 66,5%). Aumenta però il numero di anziani e, di conseguenza, le malattie croniche colpiscono molte persone. Lo si legge nell’Annuario Istat di quest’anno. Quattro su dieci colpiti da patologie croniche Il 38,6% delle persone dichiara di essere affetto da una o più malattie croniche, una percentuale che sale all’86,7% fra gli over 75. Quelle più diffuse sono l’artrosi o l’artrite (17,3%), l’ipertensione (16,0%), le malattie allergiche (9,8%), l’osteoporosi (7,0%), la bronchite cronica o l’asma bronchiale (6,1%) e il diabete (4,9%). La retinopatia ipertensiva, la retinopatia diabetica e la congiuntivite allergica sono le maggiori patologie oculari associate a quei problemi di salute. Eppure non sono pochi coloro che, pur affetti da almeno una patologia cronica, si percepiscono in buona salute: sono il 42 per cento, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno scorso. Meno strutture sanitarie in Italia Nel 2007 erano circa 47mila i medici di base presenti sul territorio nazionale, confermando un’offerta di assistenza sanitaria territoriale di 8 medici ogni 10.000 abitanti. I pediatri erano circa 7.700, ossia 9 ogni diecimila bambini fino a 14 anni. Ammontavano, invece, a circa 17 ogni centomila abitanti gli ambulatori e i laboratori pubblici e privati convenzionati (in lieve calo negli ultimi tre anni). Più fumatori tra i giovani, stabile nella popolazione L’abitudine al fumo risulta stabile negli ultimi anni. Quest’anno gli “schiavi” della sigaretta rappresentano il 22,8% della popolazione di 14 anni e più, percentuale che sale al 32,3% fra i 25-34enni. A fumare sono soprattutto gli uomini (29,2%), meno le donne (16,9%). Alla previdenza la fetta più grande di risorse Quasi due terzi della spesa delle amministrazioni pubbliche si concentra nella previdenza (66,1%), mentre alla sanità è destinato il 25,5% e all’assistenza il restante 8,4%. L’incidenza delle tre voci sul prodotto interno lordo è pari al 17,5% per la previdenza, al 6,8% per la sanità, appena al 2,2% per l’assistenza. L’Italia, un Paese d’anziani Nel nostro Paese un italiano su cinque ha più di 65 anni; quasi sei su cento hanno più di ottanta anni. L’Italia è seconda in Europa, dopo la Germania, per percentuale di anziani sulla popolazione.

Fonte principale: Istat

Ultima modifica: 9 dicembre 2010

Monet, ecco i piaceri dell’occhio

Tavolozza (Foto: Comune di Imola)

Tavolozza (Foto: Comune di Imola)Monet, ecco i piaceri dell’occhio Quadri in mostra a Parigi sino al 24 gennaio 2011, assicurata la varietà cromatica 22 novembre 2010 – I piaceri dell’occhio passano per l’impressionismo. La varietà cromatica di cui ha dato prova un pittore quale Claude Monet è imperdibile, specialmente se si tratta di una mostra d’alto livello come quella in corso a Parigi presso le Gallerie Nazionali del Gran Palais, che sarà aperta sino al 24 gennaio 2011. La mostra, accessibile al pubblico già dal 22 settembre scorso, ha anche un magnifico sito internet: anch’esso è artistico e, soprattutto, concepito in modo interattivo ( clicca qui per consultarlo). Per chi non abbia problemi di daltonismo o di visione centrale – ad esempio i malati di AMD – si consiglia vivamente di visitarlo… per ravvivare gli occhi e la mente! Sito di riferimento: Monet2010

Premiato al Quirinale lo scopritore delle staminali riprogrammate

Il Premio Balzan per la biologia è stato conferito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al ricercatore giapponese Shinya Yamanaka (Foto: Quirinale.it)

Il Premio Balzan per la biologia è stato conferito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al ricercatore giapponese Shinya Yamanaka (Foto: Quirinale.it)Premiato al Quirinale lo scopritore delle staminali riprogrammate Al giapponese Yamanaka il Balzan 2010 per la biologia conferito dal Presidente della Repubblica Napolitano 18 novembre 2010 – L’impegno dell’Italia per lo sviluppo della cultura e della ricerca è vitale. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di consegna al Quirinale dei Premi Balzan 2010, che nel campo della biologia quest’anno è stato attribuito al prof. Shinya Yamanaka. Questo ricercatore giapponese è riuscito per primo a ‘riportare indietro’ nel tempo cellule adulte allo stadio di staminali, che sono state riprogrammate inserendo quattro geni nel dna di cellule della pelle. In sostanza sono stati attivati gli interruttori del ringiovanimento cellulare; dopodiché le cellule ‘bambine’ sono state guidate fino a diventare cellule nervose retiniche (tra le tante cellule adulte). Si tratta, in altri termini, dell’impiego di cellule staminali pluripotenti indotte (iPs), che – ha dichiarato Yamanaka in un’intervista rilasciata oggi all’Avvenire – “hanno un tasso di riproduzione molto alto”; come caratteristiche sono molto simili alle staminali embrionali, anche se bisognerà terminare i test sugli animali prima di passare a quelli sugli uomini. Pur non nascondendo il rischio principale del loro impiego, ossia quello di indurre tumori, lo scienziato giapponese ha dichiarato: “I campi dove vedo i più probabili progressi nei prossimi dieci anni sono quelli delle malattie della retina e delle sindromi che colpiscono la spina dorsale”. “Sono qui – ha detto il Capo dello Stato – per testimoniare quello che sento profondamente come mio dovere che, tra gli altri, è di testimoniare l’impegno necessario, indispensabile e vitale dell’Italia per lo sviluppo della cultura e della ricerca. D’altronde ­– ha continuato il Presidente Napolitano – chi, se non l’Italia, dovrebbe considerare fondamentale questo impegno? è qualcosa che non possiamo mai dimenticare anche nei momenti più difficili e di fronte alle scelte più controverse”. Gli altri Premi Balzan di quest’anno sono andati al prof. Manfred Brauneck per la storia del teatro, al prof. Carlo Ginzburg per la storia d’Europa e al prof. Jacob Palis per la matematica.

Leggi anche l’intervista a V. Broccoli, capo dell’Unità di cellule staminali del S. Raffaele di Milano, cliccando qui.

Fonti: Quirinale.it, L’Avvenire.