Svelato il lato oscuro del genoma

Svelato il ‘lato oscuro’ del genoma Un’équipe internazionale a cui ha partecipato Telethon ha scoperto il ruolo delle sequenze ripetute 21 aprile 2009 – Il Dna “spazzatura” non esiste più perché è stato nobilitato. In precedenza il 45% del codice della vita – che programma il nostro corpo sin dalla nascita – non si sapeva a cosa servisse. Invece, si è capito che è fondamentale per la nostra esistenza: contribuisce in maniera decisiva a conferire un’identità alle cellule dell’organismo umano. La ricerca internazionale, a cui ha partecipato anche l’Istituto Dulbecco Telethon, è stata pubblicata on-line nel sito dell’autorevole rivista Nature Genetics . “Il lavoro – scrive Telethon nel suo sito – segna una tappa storica nella ricerca genetica, svelando come il ‘lato oscuro del genoma’ si comporti esattamente come i geni, che invece rappresentano soltanto il 2% dell’intero patrimonio genetico. Non solo: quelle sequenze ripetute sono essenziali per il corretto funzionamento dei geni. Infatti, i ricercatori hanno dimostrato che alcune di queste sequenze vengono trascritte in precisi momenti della vita cellulare, per esempio durante le prime fasi dello sviluppo o il differenziamento”. Le sequenze del Dna prima considerate inutili si comportano, quindi, secondo un programma definito e sono in grado di influenzare la vita delle cellule. Referenza originale: Geoffrey J Faulkner, Yasumasa Kimura, Carsten O Daub, Shivangi Wani, Charles Plessy, Katharine M Irvine, Kate Schroder, Nicole Cloonan, Anita L Steptoe, Timo Lassmann, Kazunori Waki, Nadine Hornig, Takahiro Arakawa, Hazuki Takahashi, Jun Kawai, Alistair R R Forrest, Harukazu Suzuki, Yoshihide Hayashizaki, David A Hume, Valerio Orlando, Sean M Grimmond1 & Piero Carninci, “The regulated retrotransposon transcriptome of mammalian cells”, Nature Genetics [abstract], 2009. Nota: Alla ricerca hanno preso parte il gruppo di lavoro del Laboratorio di Epigenetica del Dulbecco Telethon Institute guidato da Valerio Orlando ed ospitato dall’IRCCS Fondazione Santa Lucia e dall’Ebri di Roma; il team di Piero Carninci dell’OMICS Centre del RIKEN di Yokohama in Giappone; l’Università di Queensland in Australia. In Italia lo studio è stato finanziato da Telethon, da Airc- Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e da Compagnia di San Paolo.

Fonte: Theleton.it

Svelato il lato oscuro del genoma

Svelato il ‘lato oscuro’ del genoma Un’équipe internazionale a cui ha partecipato Telethon ha scoperto il ruolo delle sequenze ripetute 21 aprile 2009 – Il Dna “spazzatura” non esiste più perché è stato nobilitato. In precedenza il 45% del codice della vita – che programma il nostro corpo sin dalla nascita – non si sapeva a cosa servisse. Invece, si è capito che è fondamentale per la nostra esistenza: contribuisce in maniera decisiva a conferire un’identità alle cellule dell’organismo umano. La ricerca internazionale, a cui ha partecipato anche l’Istituto Dulbecco Telethon, è stata pubblicata on-line nel sito dell’autorevole rivista Nature Genetics . “Il lavoro – scrive Telethon nel suo sito – segna una tappa storica nella ricerca genetica, svelando come il ‘lato oscuro del genoma’ si comporti esattamente come i geni, che invece rappresentano soltanto il 2% dell’intero patrimonio genetico. Non solo: quelle sequenze ripetute sono essenziali per il corretto funzionamento dei geni. Infatti, i ricercatori hanno dimostrato che alcune di queste sequenze vengono trascritte in precisi momenti della vita cellulare, per esempio durante le prime fasi dello sviluppo o il differenziamento”. Le sequenze del Dna prima considerate inutili si comportano, quindi, secondo un programma definito e sono in grado di influenzare la vita delle cellule. Referenza originale: Geoffrey J Faulkner, Yasumasa Kimura, Carsten O Daub, Shivangi Wani, Charles Plessy, Katharine M Irvine, Kate Schroder, Nicole Cloonan, Anita L Steptoe, Timo Lassmann, Kazunori Waki, Nadine Hornig, Takahiro Arakawa, Hazuki Takahashi, Jun Kawai, Alistair R R Forrest, Harukazu Suzuki, Yoshihide Hayashizaki, David A Hume, Valerio Orlando, Sean M Grimmond1 & Piero Carninci, “The regulated retrotransposon transcriptome of mammalian cells”, Nature Genetics [abstract], 2009. Nota: Alla ricerca hanno preso parte il gruppo di lavoro del Laboratorio di Epigenetica del Dulbecco Telethon Institute guidato da Valerio Orlando ed ospitato dall’IRCCS Fondazione Santa Lucia e dall’Ebri di Roma; il team di Piero Carninci dell’OMICS Centre del RIKEN di Yokohama in Giappone; l’Università di Queensland in Australia. In Italia lo studio è stato finanziato da Telethon, da Airc- Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e da Compagnia di San Paolo.

Fonte: Theleton.it

Staminali contro l’AMD

Retina colpita da AMD (forma secca: è la più comune)Staminali contro l’AMD
A Londra si fa ricerca con le embrionali per combattere la forma degenerativa più comune della retina

20 aprile 2009 – “Scienziati britannici hanno sviluppato la prima terapia al mondo a base di cellule staminali per curare la causa più comune di cecità” nei Paesi di maggior benessere, ossia la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ): la notizia è stata diffusa ieri dal Times on-line. Le staminali impiegate sono quelle embrionali (il cui uso è consentito in Inghilterra solo fino ai primi stadi successivi alla fecondazione, mentre è assolutamente vietato in Italia): hanno consentito di rigenerare parte della retina di malati che avevano perso la visione centrale dopo aver superato lo stadio in cui si verifica una distorsione delle immagini (le righe rette non appaiono più tali, ma diventano curve in prossimità della zona centrale del campo visivo).

I medici dell’Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra ( UCL ) e del Moorfields Eye Hospital affermano che l’intervento potrebbe diventare di routine entro sei o sette anni e richiederà un’ora scarsa di trattamento: si sostituiscono le cellule malate con staminali nuove, che fungono – per così dire – da pezzetti di ricambio. In primo luogo le staminali embrionali vengono fatte sviluppare sino a diventare cellule retiniche sane; dopodiché vengono collocate su una membrana artificiale che, a sua volta, viene inserita sotto alla retina .

Già nel 2007 il Moorfields Eye Hospital londinese aveva annunciato di avere avviato un progetto quinquennale per DNA rotantemettere a punto una terapia contro la forma secca dell’AMD (più comune e ad evoluzione più lenta): “Le staminali embrionali ottenute in laboratorio si trapiantano negli occhi dei pazienti”. In linea di principio si potrebbe ricorrere anche alle cellule staminali riprogrammate, vale a dire a quelle prelevate da un tessuto del paziente stesso (come l’epidermide) e fatte ‘ringiovaniré sino allo stadio di staminali grazie all’innesto temporaneo di quattro geni ‘attivatori’. In questo modo si eviterebbe il rigetto, dato che le staminali vengono ottenute dall’individuo in cui si trapiantano, evitando quindi che si manifesti un’‘ostilità’ nei confronti delle nuove cellule: se non si ricorre a farmaci che controllano il sistema immunitario (immunosoppressori) le embrionali staminali embrionalivengono distrutte dai globuli bianchi. Tuttavia, per ora questa strada non è stata percorsa dai ricercatori inglesi.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’AMD è una malattia degenerativa della retina che ha già fatto perdere la vista al 41% dei ciechi che vivono in Occidente; ma attualmente è curabile solo la forma umida della patologia, che colpisce circa il 15% dei malati ed è ad evoluzione più rapida (si usano le cosiddette iniezioni intravitreali per bloccare la proliferazione incontrollata di vasi che danneggiano la retina). Per questo si sta percorrendo la strada delle staminali, anche se saranno necessari molti studi e nuove ricerche; ma le previsioni potrebbero anche essere troppo ottimistiche e – se la strada si confermerà valida – potrebbe occorrere lungo tempo prima che i malati di AMD possano beneficiare della terapia a base di staminali. Inoltre esistono una serie di rischi, primo tra tutti quello di sviluppare un tumore.

Fonti principali: Times on-line , Moorfields Eye Hospital .
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali non festivi, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.

Staminali contro l’AMD

Retina colpita da AMD (forma secca: è la più comune)Staminali contro l’AMD
A Londra si fa ricerca con le embrionali per combattere la forma degenerativa più comune della retina

20 aprile 2009 – “Scienziati britannici hanno sviluppato la prima terapia al mondo a base di cellule staminali per curare la causa più comune di cecità” nei Paesi di maggior benessere, ossia la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ): la notizia è stata diffusa ieri dal Times on-line. Le staminali impiegate sono quelle embrionali (il cui uso è consentito in Inghilterra solo fino ai primi stadi successivi alla fecondazione, mentre è assolutamente vietato in Italia): hanno consentito di rigenerare parte della retina di malati che avevano perso la visione centrale dopo aver superato lo stadio in cui si verifica una distorsione delle immagini (le righe rette non appaiono più tali, ma diventano curve in prossimità della zona centrale del campo visivo).

I medici dell’Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra ( UCL ) e del Moorfields Eye Hospital affermano che l’intervento potrebbe diventare di routine entro sei o sette anni e richiederà un’ora scarsa di trattamento: si sostituiscono le cellule malate con staminali nuove, che fungono – per così dire – da pezzetti di ricambio. In primo luogo le staminali embrionali vengono fatte sviluppare sino a diventare cellule retiniche sane; dopodiché vengono collocate su una membrana artificiale che, a sua volta, viene inserita sotto alla retina .

Già nel 2007 il Moorfields Eye Hospital londinese aveva annunciato di avere avviato un progetto quinquennale per DNA rotantemettere a punto una terapia contro la forma secca dell’AMD (più comune e ad evoluzione più lenta): “Le staminali embrionali ottenute in laboratorio si trapiantano negli occhi dei pazienti”. In linea di principio si potrebbe ricorrere anche alle cellule staminali riprogrammate, vale a dire a quelle prelevate da un tessuto del paziente stesso (come l’epidermide) e fatte ‘ringiovaniré sino allo stadio di staminali grazie all’innesto temporaneo di quattro geni ‘attivatori’. In questo modo si eviterebbe il rigetto, dato che le staminali vengono ottenute dall’individuo in cui si trapiantano, evitando quindi che si manifesti un’‘ostilità’ nei confronti delle nuove cellule: se non si ricorre a farmaci che controllano il sistema immunitario (immunosoppressori) le embrionali staminali embrionalivengono distrutte dai globuli bianchi. Tuttavia, per ora questa strada non è stata percorsa dai ricercatori inglesi.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’AMD è una malattia degenerativa della retina che ha già fatto perdere la vista al 41% dei ciechi che vivono in Occidente; ma attualmente è curabile solo la forma umida della patologia, che colpisce circa il 15% dei malati ed è ad evoluzione più rapida (si usano le cosiddette iniezioni intravitreali per bloccare la proliferazione incontrollata di vasi che danneggiano la retina). Per questo si sta percorrendo la strada delle staminali, anche se saranno necessari molti studi e nuove ricerche; ma le previsioni potrebbero anche essere troppo ottimistiche e – se la strada si confermerà valida – potrebbe occorrere lungo tempo prima che i malati di AMD possano beneficiare della terapia a base di staminali. Inoltre esistono una serie di rischi, primo tra tutti quello di sviluppare un tumore.

Fonti principali: Times on-line , Moorfields Eye Hospital .
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali non festivi, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.

Toccare il Beato Angelico

LAnnunciazione del Beato Angelico (Madrid, Museo del Prado)Toccare il Beato Angelico La mostra sarà fruibile da ciechi e ipovedenti. Da domani visite tattili marchigiane
17 aprile 2009
– Toccare con un dito il Beato Angelico: lo potranno fare, se pur attraverso riproduzioni, ciechi e ipovedenti a Roma. Un modo diverso per visitare una mostra che, inaugurata lo scorso 8 aprile presso i Musei capitolini , proseguirà sino al 5 luglio in piazza del Campidoglio. però già da domani sono previste nelle Marche visite guidate che si rivolgono in particolar modo ai disabili visivi: l’occasione è data dall’XI settimana della cultura, che proseguirà sino al 24 aprile.
Torniamo ora al Beato Angelico. L’artista del Quattrocento (di cui Michelangelo diceva che avesse visto il paradiso) potrà essere conosciuto attraverso un ‘incontro ravvicinato’ con la sua opera grazie all’ Associazione Museum : tra il 6 maggio e il 20 giugno ha organizzato sei incontri gratuiti riservati ai disabili visivi. Sarà questa l’occasione per toccare la celeberrima Annunciazione riprodotta in altorilievo grazie al termoform, con cui un dipinto è stato trasformato in un modellino tridimensionale; delle altre opere, invece, si potranno apprezzare le linee del disegno (rappresentate in rilievo).
Nel buio della cecità o nel lieve bagliore dell’ipovisione si potrà fare un viaggio artistico plurisensoriale (profumi, suoni, superfici) e multidisciplinare (poesie, musica, ecc.): anche se si è privi della vista, si riuscirà a ‘leggeré un quadro autonomamente. Sfiorando così con l’anima, oltre che con i polpastrelli, l’atmosfera spirituale del maestro prerinascimentale, le cui doti artistiche e cromatiche sono universalmente apprezzate.
Il tentativo è quello di arrivare a spiegare il colore a chi non l’avesse mai visto (o fosse diventato cieco), legandolo al suo significato, ad emozioni, ricorrendo a sinestesie originali (ad esempio associandolo al profumo dei gigli) e alla scelta di musiche particolari – grazie alla discoteca di Stato – che possano rendere l’atmosfera dell’epoca, facendo intuire al contempo ciò che il quadro rappresenta. Per conseguire lo stesso scopo si ricorrerà persino all’arte drammaturgica: due attori si cimenteranno nell’interpretazione di brani letterari significativi.
Una volta percorsa la mostra si potrà entrare in un laboratorio accompagnati da un pittore: si potrà mettere a prova la propria creatività con la creta, il disegno o il dipinto (se si è ipovedenti su tavola a tempera). Mentre si attraversa la galleria, che è stata definita “una preghiera dipinta”, si potrà ascoltare una spiegazione dettagliata o si potranno leggere le targhette in Braille.
“Io ho imparato – spiega Giuseppina Simili dell’Associazione Museum di Roma – a leggere i quadri con i ciechi… Lavoriamo dal 1994, ci confrontiamo con i non vedenti: è un lavoro che facciamo assieme”. Alla stessa associazione ci si può rivolgere per prenotare una visita tattile dei Musei Vaticani: la Cappella Sistina è stata riprodotta con disegni in rilievo, mentre si possono toccare direttamente le sculture greche, romane ed egiziane.
In Italia esistono alcuni musei tattili: il più noto è il museo statale Omero di Ancona che – in occasione dell’XI settimana della cultura promossa assieme al Ministero dei Beni e delle Attività culturali – dal 18 al 24 aprile organizza nelle Marche quattro visite guidate aperte a tutti, con particolare attenzione nei confronti dei minorati della vista (clicca qui).
Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus, presso il Polo Tattile multimediale catanese da lui volutoInfine, si possono visitare proficuamente anche strutture come il Polo Tattile multimediale di Catania, dove è possibile esplorare con le dita capolavori del Louvre o degli Uffizi di Firenze (riprodotti grazie a calchi in gesso). Dopo si potrà prendere un caff_… al buio. ciò consentirà ai vedenti di immergersi nel mondo della cecità.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI GRATUITI presso i Musei Capitolini (Roma, Piazza del Campidoglio): “Beato Angelico. L’alba del Rinascimento” Maggio
mercoledì 6, Sabato 9, mercoledì 13, Sabato 16, mercoledì 20, Sabato 23 (dalle ore 17,00 alle ore 19,00)[Massimo 6 persone non vedenti a visita] .
PROGRAMMA DEI LABORATORI

Maggio dalle ore 10,00 alle ore 12,00
Sabato 30

Giugno dalle ore 10,00 alle ore 12,00
Sabato 6, Sabato 13, Sabato 20

Massimo 8 persone non vedenti e ipovedenti a laboratorio. Per il sabatosuccessivo le persone, già presenti in quello precedente, devono rinnovarela prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni tel. 3381485361, 06 5139855, 060608.
Il programma è stato concordato tra la Sezione Didattica dei Musei Capitolini che ha offerto la propria consulenza scientifica, l’Associazione di Volontariato Museum, che ha progettato e prodotto il materiale didattico apposito e impegnerà i propri operatori specializzati nelle visite e nei laboratori, e la Società Zetema – Progetto Cultura.

Fonti: Associazione Museum di Roma, Museo Tattile Statale Omero.

Toccare il Beato Angelico

LAnnunciazione del Beato Angelico (Madrid, Museo del Prado)Toccare il Beato Angelico La mostra sarà fruibile da ciechi e ipovedenti. Da domani visite tattili marchigiane
17 aprile 2009
– Toccare con un dito il Beato Angelico: lo potranno fare, se pur attraverso riproduzioni, ciechi e ipovedenti a Roma. Un modo diverso per visitare una mostra che, inaugurata lo scorso 8 aprile presso i Musei capitolini , proseguirà sino al 5 luglio in piazza del Campidoglio. però già da domani sono previste nelle Marche visite guidate che si rivolgono in particolar modo ai disabili visivi: l’occasione è data dall’XI settimana della cultura, che proseguirà sino al 24 aprile.
Torniamo ora al Beato Angelico. L’artista del Quattrocento (di cui Michelangelo diceva che avesse visto il paradiso) potrà essere conosciuto attraverso un ‘incontro ravvicinato’ con la sua opera grazie all’ Associazione Museum : tra il 6 maggio e il 20 giugno ha organizzato sei incontri gratuiti riservati ai disabili visivi. Sarà questa l’occasione per toccare la celeberrima Annunciazione riprodotta in altorilievo grazie al termoform, con cui un dipinto è stato trasformato in un modellino tridimensionale; delle altre opere, invece, si potranno apprezzare le linee del disegno (rappresentate in rilievo).
Nel buio della cecità o nel lieve bagliore dell’ipovisione si potrà fare un viaggio artistico plurisensoriale (profumi, suoni, superfici) e multidisciplinare (poesie, musica, ecc.): anche se si è privi della vista, si riuscirà a ‘leggeré un quadro autonomamente. Sfiorando così con l’anima, oltre che con i polpastrelli, l’atmosfera spirituale del maestro prerinascimentale, le cui doti artistiche e cromatiche sono universalmente apprezzate.
Il tentativo è quello di arrivare a spiegare il colore a chi non l’avesse mai visto (o fosse diventato cieco), legandolo al suo significato, ad emozioni, ricorrendo a sinestesie originali (ad esempio associandolo al profumo dei gigli) e alla scelta di musiche particolari – grazie alla discoteca di Stato – che possano rendere l’atmosfera dell’epoca, facendo intuire al contempo ciò che il quadro rappresenta. Per conseguire lo stesso scopo si ricorrerà persino all’arte drammaturgica: due attori si cimenteranno nell’interpretazione di brani letterari significativi.
Una volta percorsa la mostra si potrà entrare in un laboratorio accompagnati da un pittore: si potrà mettere a prova la propria creatività con la creta, il disegno o il dipinto (se si è ipovedenti su tavola a tempera). Mentre si attraversa la galleria, che è stata definita “una preghiera dipinta”, si potrà ascoltare una spiegazione dettagliata o si potranno leggere le targhette in Braille.
“Io ho imparato – spiega Giuseppina Simili dell’Associazione Museum di Roma – a leggere i quadri con i ciechi… Lavoriamo dal 1994, ci confrontiamo con i non vedenti: è un lavoro che facciamo assieme”. Alla stessa associazione ci si può rivolgere per prenotare una visita tattile dei Musei Vaticani: la Cappella Sistina è stata riprodotta con disegni in rilievo, mentre si possono toccare direttamente le sculture greche, romane ed egiziane.
In Italia esistono alcuni musei tattili: il più noto è il museo statale Omero di Ancona che – in occasione dell’XI settimana della cultura promossa assieme al Ministero dei Beni e delle Attività culturali – dal 18 al 24 aprile organizza nelle Marche quattro visite guidate aperte a tutti, con particolare attenzione nei confronti dei minorati della vista (clicca qui).
Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus, presso il Polo Tattile multimediale catanese da lui volutoInfine, si possono visitare proficuamente anche strutture come il Polo Tattile multimediale di Catania, dove è possibile esplorare con le dita capolavori del Louvre o degli Uffizi di Firenze (riprodotti grazie a calchi in gesso). Dopo si potrà prendere un caff_… al buio. ciò consentirà ai vedenti di immergersi nel mondo della cecità.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI GRATUITI presso i Musei Capitolini (Roma, Piazza del Campidoglio): “Beato Angelico. L’alba del Rinascimento” Maggio
mercoledì 6, Sabato 9, mercoledì 13, Sabato 16, mercoledì 20, Sabato 23 (dalle ore 17,00 alle ore 19,00)[Massimo 6 persone non vedenti a visita] .
PROGRAMMA DEI LABORATORI

Maggio dalle ore 10,00 alle ore 12,00
Sabato 30

Giugno dalle ore 10,00 alle ore 12,00
Sabato 6, Sabato 13, Sabato 20

Massimo 8 persone non vedenti e ipovedenti a laboratorio. Per il sabatosuccessivo le persone, già presenti in quello precedente, devono rinnovarela prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni tel. 3381485361, 06 5139855, 060608.
Il programma è stato concordato tra la Sezione Didattica dei Musei Capitolini che ha offerto la propria consulenza scientifica, l’Associazione di Volontariato Museum, che ha progettato e prodotto il materiale didattico apposito e impegnerà i propri operatori specializzati nelle visite e nei laboratori, e la Società Zetema – Progetto Cultura.

Fonti: Associazione Museum di Roma, Museo Tattile Statale Omero.

In cura per la retinopatia autoimmune

 In cura per la retinopatia autoimmune 

 Dopo una terapia con immunosoppressori  la maggior parte delle persone  ha mostrato un miglioramento 

15 aprile 2009 – Una vista migliore dopo l’assunzione di farmaci per ridurre l’aggressività del proprio sistema immunitario che attacca la retina. Una malattia oculare rara, chiamata retinopatia autoimmune, è stata curata con buoni risultati in 21 casi su 30 grazie a una terapia a base di immunosoppressori somministrata presso la University of Michigan Kellogg Eye Center. Poiché si tratta di una patologia difficile da diagnosticare, la sfida ora è quella di trovare dei marcatori biologici che contraddistinguano le persone che possono trarre giovamento da questo tipo di cura. I miglioramenti sono stati riscontrati sulla base di vari parametri, tra cui la capacità di leggere almeno due righe in più dell’ottotipo (il tabellone con lettere di diverse dimensioni) e un aumento di oltre il 25% del campo visivo. “I risultati – spiega il prof. John R. Heckenlively – sfidano la credenza comune secondo cui la retinopatia autoimmune non è trattabile”. Questa malattia è provocata dagli anticorpi dell’organismo stesso che attaccano la retina, causando una riduzione progressiva delle capacità visive che può culminare nella cecità. Referenza originale: Archives of Ophthalmology, Vol. 124, No. 4, pp 390-397. Autori: Henry A. Ferreyra, Thiran Jayasundera, Naheed W. Khan, Shirley He, Ying Lu and John R. Heckenlively.

Fonte: University of Michigan Health System

In cura per la retinopatia autoimmune

 In cura per la retinopatia autoimmune 

 Dopo una terapia con immunosoppressori  la maggior parte delle persone  ha mostrato un miglioramento 

15 aprile 2009 – Una vista migliore dopo l’assunzione di farmaci per ridurre l’aggressività del proprio sistema immunitario che attacca la retina. Una malattia oculare rara, chiamata retinopatia autoimmune, è stata curata con buoni risultati in 21 casi su 30 grazie a una terapia a base di immunosoppressori somministrata presso la University of Michigan Kellogg Eye Center. Poiché si tratta di una patologia difficile da diagnosticare, la sfida ora è quella di trovare dei marcatori biologici che contraddistinguano le persone che possono trarre giovamento da questo tipo di cura. I miglioramenti sono stati riscontrati sulla base di vari parametri, tra cui la capacità di leggere almeno due righe in più dell’ottotipo (il tabellone con lettere di diverse dimensioni) e un aumento di oltre il 25% del campo visivo. “I risultati – spiega il prof. John R. Heckenlively – sfidano la credenza comune secondo cui la retinopatia autoimmune non è trattabile”. Questa malattia è provocata dagli anticorpi dell’organismo stesso che attaccano la retina, causando una riduzione progressiva delle capacità visive che può culminare nella cecità. Referenza originale: Archives of Ophthalmology, Vol. 124, No. 4, pp 390-397. Autori: Henry A. Ferreyra, Thiran Jayasundera, Naheed W. Khan, Shirley He, Ying Lu and John R. Heckenlively.

Fonte: University of Michigan Health System

Vediamoci chiaro sull’AMD

 AMD (forma umida)Vediamoci chiaro sull’AMD 

Antiossidanti, laser e iniezioni intravitreali per contrastare la prima causa di cecità in Occidente
14 aprile 2009 – Ricercatori americani hanno simulato l’evoluzione dei casi di degenerazione maculare legata all’età ( AMD ) nel mondo. Per cercare di capire quanto si potesse ridurre l’incidenza della prima causa di cecità nei Paesi benestanti, tenendo conto degli effetti terapeutici degli antiossidanti, della terapia fotodinamica col laser e delle iniezioni intravitreali. Lo scopo è, infatti, quello di bloccare la proliferazione incontrollata di vasi sanguigni, che danneggiano la zona centrale della retina (macula) usata per leggere, riconoscere i volti, guidare, ecc. La patologia colpisce le persone con più di 50 anni e specialmente chi non ha uno stile di vita sano (va evitato il fumo di sigaretta e va seguita una dieta ricca e varia).

I ricercatori hanno simulato l’evoluzione dei casi di AMD e le relative complicazioni per quarant’anni,Visione di persona colpita da AMD (perdita visione centrale) considerando cinque scenari possibili: da quello in cui non si ricorreva a nessuna cura passando all’uso di complessi vitaminici per contrastare la progressione dei primi stadi della malattia oculare, arrivando negli stadi più avanzati all’impiego del laser e delle intravitreali (che possono essere efficaci contro la forma umida della malattia, meno comune ma ad evoluzione più rapida). Secondo queste proiezioni solo negli Usa “i casi di AMD sono passati da 9,1 milioni nel 2010 a 17,8 milioni nel 2050 in tutti gli scenari”. Tuttavia, secondo le stesse previsioni l’incidenza dell’ipovisione e della cecità si può ridurre dallo 0,73% (se non si ricorre a cure) allo 0,48% (seguendo tutte le terapie).

L’aumento del numero assoluto dei malati di degenerazione maculare nei prossimi 40 anni è dovuto principalmente all’invecchiamento della popolazione. “Tuttavia – osservano gli studiosi su Archives of Ophthalmology – le terapie mediche esistenti hanno la potenzialità di ridurre la menomazione della vista e la cecità del 35%”. Con un costo contenuto, osservano gli studiosi, una terapia vitaminica può rallentare la progressione dell’AMD, ma nei lavori scientifici si è messo in evidenza che di solito non sono utilizzate.

“Gli sforzi diretti alla prevenzione da parte della sanità pubblica – concludono i ricercatori diretti da David B. Rein – si dovrebbero concentrare sul maggiore impiego di vitamine antiossidanti nelle persone affette da AMD agli stadi iniziali, assicurandosi che il dosaggio sia corretto”.

Leggi anche: “Il fumo raddoppia il rischio di cecità

Referenza originale: Arch Ophthalmol. 2009;127[4]:533-540

Fonte: JAMA and Archives Journal ( press release ).
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.