Usa, bastoni bianchi gratuiti per disabili visivi

Cieco con accompagnatore

Cieco con accompagnatoreUsa, bastoni bianchi gratuiti per disabili visivi Iniziativa annunciata dalla Federazione nazionale ciechi statunitense 22 agosto 2008 – Un bastone bianco
gratuito per tutti i disabili visivi. L’iniziativa è stata annunciata dalla
Federazione nazionale ciechi d’Oltreoceano: lo strumento sarà distribuito ai
non vedenti e agli ipovedenti che risiedono negli Stati Uniti e a Puerto Rico (isola caraibica americana).
In tal modo potranno muoversi meglio ed essere più autonomi.

La lunga bacchetta bianca è uno strumento utile a
ciechi e ipovedenti, in quanto consente di rimanere attivi, di muoversi agilmente,
raggiungere facilmente luoghi di studio o di lavoro
.

Negli Stati Uniti vivono 1,3 milioni di
ciechi legalmente riconosciuti, ma si stima che solo 109.000 usino lo stick bianco; da qui la
decisione filantropica della Federazione nazionale ciechi statunitense. In
Italia i non vedenti sonoIl pipistrello Bat, mascotte della campagna Apri gli Occhi che si tiene nelle scuole. I pipistrelli usano gli ultrasuoni per orientarsi circa 362.000 (Istat), mentre si ritiene che gli
ipovedenti siano approssimativamente un milione e mezzo; anche loro potrebbero trarre vantaggio dallo strumento.

Il tradizionale bastone bianco non è però l’ultima tecnologia:
esistono ormai lunghe asticelle ad ultrasuoni che hanno un piccolo radar incorporato
che aiuta ad orientarsi (il metodo è simile a quello sfruttato dai pipistrelli,
che emettono onde e valutano il tempo di ritorno dell’eco). Il bastone ad
ultrasuoni, infatti, traduce in segnali sonori la distanza a cui si trovano gli
ostacoli, aiutando ad evitarli.

Per informazioni sul bastone bianco tradizionale clicca qui.Per i centri di
riabilitazione in Italia clicca qui.

Fonte: Federazione nazionale
ciechi Usa

UE, il futuro dei dati sanitari è digitale

Bandiere Ue

Bandiere UEUE, il futuro dei dati sanitari è digitale Verso un accordo tra 12 Paesi europei, aderirà anche l’Italia 22 agosto 2008 – I dati sulla nostra salute
potranno essere consultabili col computer grazie a un accordo che dovrebbe
essere firmato il 22 settembre. Se non ci saranno ritardi, quel giorno dieci
Paesi dell’Unione europea – tra cui Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Svezia e
Germania – aderiranno a un progetto che prevede la creazione di una banca sanitaria
digitale.
Andrete in vacanza in un altro Paese dell’Ue? Se malauguratamente
vi ammalerete potrete autorizzare il medico di turno a consultare la vostra
cartella clinica digitale grazie a una carta magnetica che dovrete tenere con
voi (vedi tessera sanitaria). Il sistema andrà a regime entro il 2015, sarà gestito
dalla Svezia e seguirà probabilmente il modello della Spagna, che già dispone
di un archivio medico digitalizzato. All’Italia spetterà il compito di
realizzareInternauta sistemi informatici di sicurezza, di sviluppare siti pilota e di
verificare la trasmissione dei dati tra le strutture sanitarie pubbliche e i
singoli medici.

Tuttavia, fino ad oggi sono solo dieci regioni italiane che si
sono impegnate a realizzare il sistema, cofinanziato per metà dall’Unione
europea; tra l’altro si trovano tutte nel Centro-Nord e mancano all’appello grandi
regioni come il Piemonte, il Lazio e le Marche. Un’altra pecca è che fino ad
oggi solo la Lombardia
ha organizzato un sistema informatico a livello regionale che riguarda la
salute, mentre la Toscana
è già a buon punto: ha digitalizzato la diagnostica per immagini (Tac, lastre,
ecc.).

Il cittadino europeo dovrebbe ottenere un doppio vantaggio:
non solo il medico di uno Stato Ue che ha aderito al progetto potrà accedere ai
dati personali relativi alla sua salute, ma potrà anche consultare l’elenco dei
farmaci acquistati: sarà più semplice ottenere una prescrizione simile a quella
ricevuta nel proprio Stato di residenza. Persino il farmacista potrà accedere
alla sua storia clinica ma solo se sarà autorizzato dal cittadino.

Vedi anche: Primo soccorso europeo per cure mediche

Fonte: La
Repubblica

Fighting trachoma in Morocco

sottoscrizione accordo tra IAPB e Marocco

A protocol signed by IAPB Italy and the Ministry of Health of Morocco

marocco-firma_accordo_a_rabat-2.jpgThe fight against trachoma in Morocco, a severe ocular disease of bacterial origin that afflicts Africa and can cause blindness, is the main objective of a cooperation protocol signed between the International Agency for the Prevention of Blindness-IAPB Italy, the Alaouite organization for the protection of the blind (OAPAM) and the Ministry of Health of Morocco.

The first agreement was signed in Rabat on 4th October 2005, but the most recent castronovo_giuseppe-presidente_iapb_italia_onlus-ritratto-web.jpg modification was signed on 11th July 2008 by Yasmina Baddou, Morocco’s Minister of Health, as part of a national plan for the eradication of blindness; on behalf of IAPB Italy, the document was signed by its President, the lawyer Giuseppe Castronovo.

This international protocol provides, on the one hand, for trachoma to be fought in five different provinces of Morocco; on the other hand, for funds to be designated for cataract surgery in an ophthalmic hospital in a poor area (called El Haouz), also through the supply of equipment to the local health system. All of this respecting the guidelines laid down by the WHO, which is implementing the Vision2020 global initiative to eliminate avoidable blindness by 2020 with the IAPB.

bambini_ciechi_e_ipovedenti_sui_banchi-2.jpgThe battle against trachoma has been included by the Moroccan Ministry of Health in the National Action Plan for the period 2012-2016. Morocco has also strengthened its partnership with the WHO and IAPB Italy onlus. In fact, a 2013 WHO document states that the north-African country has provided for the consolidation of procedures to eradicate trachoma by means of a monitoring system. This system was activated following an assessment survey conducted in 2009, with two meetings of experts held in 2008 and 2010.

See also: “Who Report of the 17th Meeting of the Who Alliance for the Global Elimination of Blinding Trachoma, Geneva, 22–24 April 2013”

Combattere il tracoma in Marocco

sottoscrizione accordo tra IAPB e Marocco

Un protocollo sottoscritto dalla IAPB Italia onlus e dal Ministero della Salute del Paese magrebino.

Combattere la malattia oculare tropicale è considerata una priorità
Combattere in Marocco il tracoma, una grave malattia oculare di origine batterica che affligge l’Africa e può provocare la cecità. é questo il fine principale di un protocollo di cooperazione sottoscritto tra l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, l’Organizzazione Alaouita per la protezione dei Ciechi (OAPAM) e il Ministero della Salute dello Stato magrebino. Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus Il primo accordo venne firmato a Rabat il 4 ottobre 2005, ma risale all’11 luglio del 2008 l’

Ultima modifica sottoscritta dal Ministro della Salute dello Stato nordafricano, Yasmina Baddou, che rientra nel piano statale per debellare la cecità; per la IAPB Italia onlus ha sottoscritto il documento il suo Presidente, l’avv. Giuseppe Castronovo. Tale protocollo internazionale prevede, da un lato, che si combatta il tracoma in cinque diverse province del Marocco; dall’altro lato i fondi sono destinati agli interventi di cataratta in un ospedale oftalmico di una zona indigente (chiamata El Haouz) anche attraverso la fornitura di attrezzature al sistema sanitario locale. Il tutto rispettando le linee dettate in materia dall’Organizzazione mondiale della sanità, che ha portato avanti assieme alla IAPB il programma Vision2020 per eliminare la cecità evitabile entro il 2020.

La battaglia contro il tracoma è stata inclusa dal Ministero della Salute marocchino nel Piano d’azione nazionale per il periodo 2012-2016. Il Marocco ha rafforzato la sua partnership con l’OMS e la IAPB Italia. Infatti, si legge in un documento OMS del 2013, il Paese nordafricano ha previsto il consolidamento delle procedure per debellare il tracoma per mezzo di un sistema di sorveglianza. Tale sistema è stato attivato a seguito a un sondaggio di valutazione condotto nel 2009, con due riunioni di esperti che si sono svolte nel 2008 e nel 2010.

– Vedi anche: “Who Report of the 17th Meeting of the Who Alliance for the Global Elimination of Blinding Trachoma, Geneva, 22–24 April 2013

Quando i numeri parlano

Calcolatrice

CalcolatriceQuando i numeri parlano Una calcolatrice con sintetizzatore vocale incorporato viene distribuita dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti 20 agosto 2008 – I numeri possono parlare, almeno quando
la calcolatrice è provvista di sintetizzatore vocale. Questo mese ne è stata
annunciata la distribuzione in Italia dal Centro Nazionale Tiflotecnico
dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti.

In questo caso si tratta di un dispositivo poco ingombrante,
di 15 centimetri
di lunghezza, piuttosto sofisticato: anche se non si tratta di una calcolatrice
scientifica, consente ai ciechi di effettuare operazioni di una certa
complessità. Invece gli ipovedenti possono optare per le calcolatrici giganti,
che sono dotate di grandi tasti e un display
su cui compaiono numeri molto leggibili (in questo caso, però, gli apparecchi
sono generalmente muti).

Degno di nota è il fatto che la calcolatrice parlante – che
funziona anche come orologio, calendario e sveglia – possa essere impiegata per
elevare a potenza, calcolare interessi composti e per convertire volume,
valuta, lunghezza, peso e temperatura: il tutto viene comunicato nell’idioma di
Dante. Si può regolare il volume e si possono inserire le cuffie (opzionali); c’è
anche la possibilità di scaricare aggiornamenti software. Non si tratta però dell’unico
dispositivo oggi disponibile nel nostro Paese: se ne possono trovare all’asta su
e-Bay o si possono procurare attraverso altri canali.

La prerogativa della parola ‘sintetica’ non appartiene naturalmente
solo alle calcolatrici: a parte i computer – cheAnche lo sfigmomanometro può parlare hanno i software più disparati
per la lettura dello schermo -, esistono anche gli
orologi da polso, il metro e vari apparecchi per la salute parlanti: dal
termometro allo sfigmomanometro (per misurare la pressione sanguigna), passando
per il glicemometro (che rileva la quantità di zuccheri nel sangue). Esiste finanche
– per i non vedenti che assumono medicinali liquidi – il contagocce
elettronico. Infine, degno di menzione è il riconoscitore di colori: i modelli
più sofisticati riescono persino a distinguere lievi sfumature e a
verbalizzarle.

Fonte: UICI

Impiantato minitelescopio in occhio di 92enne

minitelescopio

Minitelescopio Impiantato minitelescopio in occhio di 92enne Affetta da degenerazione maculare legata all’età, è stata operata a Piacenza Se la fortuna è cieca l’età potrebbe non esserlo. Soprattutto quando le tecnologie si evolvono sempre più, fino al punto da poter operare una 92enne introducendo un minitelescopio nel suo occhio. È avvenuto nell’estate del 2008 a Piacenza, presso il Centro di ipovisione dell’unità operativa di Oculistica dell’ospedale cittadino. Grazie a un intervento chirurgico all’avanguardia, un’anziana cittadina ha potuto rimediare parzialmente ai danni dovuti alla degenerazione maculare legata all’età, malattia che ha danneggiato la zona centrale della retina rendendola ipovedente. Quindi sarebbe riuscita a riacquistare circa due decimi. In sostanza, invece di un monocolo esterno (che un tempo si usava a teatro) ne è stato impiegato uno moltoOperazione chirurgica piccolo che consente di sfruttare le parti sane della retina. Sebbene la tecnologia sia relativamente recente, è stata progressivamente perfezionata anche in Italia; tuttavia richiede un addestramento specifico dopo l’operazione e prevede l’utilizzo di un software per imparare a vedere in un altro modo (sfruttando la zona centrale non danneggiata e quella paracentrale). “Il nostro obiettivo – spiega Paolo Arvedi, medico oculista dell’ospedale di Piacenza – è quello di utilizzare la tecnica su altri pazienti. La selezione dei possibili candidati, però, è piuttosto forte: per effettuare l’intervento chirurgico occorre infatti preparare il paziente con un trattamento di sei settimane. Anche dopo l’impianto, la riabilitazione è lunga e impegnativa: la persona deve imparare a utilizzare la nuova visione con l’aiuto di esercizi”. “Tra i pazienti ipovedenti – chiarisce Fabrizio Giuseppetti, responsabile del Centro di ipovisione – una buona percentuale è rappresentata da coloro che soffrono di una degenerazione maculare. La patologia, che colpisce la zona centrale della retina (la macula), presenta un andamento progressivo e può portare alla perdita completa ed irreversibile della visione centrale. Per questi pazienti finora non si è potuto fare molto e si sono concentrati gli sforzi soprattutto in campo medico nel tentativo di mantenere il più possibile integre le aree retiniche residue”. “Il nuovo sistema, che abbiamo sperimentato con successo a Piacenza, permette invece – spiega il medico oculista – di inserire chirurgicamente nell’occhio due lenti di polimetacrilato di circa un millimetro, davanti e dietro all’iride. In questo modo si riesce ad ingrandire e deviare l’immagine riproducendo un telescopio galileiano intraoculare, con potenziali indubbi vantaggi per il paziente. Va comunque sottolineato che tale tecnica non è estendibile a tutti gli ipovedenti e che l’ intervento si affianca a tutte le altre strategie di riabilitazione visiva ”.

Fonti principali: Libertà, Azienda unità sanitaria locale di Piacenza.

Pagina pubblicata il 20 agosto 2008.

Ultima modifica: 17 febbraio 2015

Olio di pesce contro la degenerazione maculare senile

Una dieta a base di pesce può aiutare a prevenire la degenerazione maculare senile. Foto: photofreebank

Una dieta a base di pesce può aiutare a prevenire la degenerazione maculare senile. Foto: photofreebankOlio di pesce contro la degenerazione maculare senile Secondo uno studio britannico può proteggere la vista

19 agosto 2008 – L’olio di pesce può
ridurre la probabilità di ammalarsi di degenerazione maculare senile (AMD), la
principale causa di cecità e ipovisione in Occidente e la terza a livello
mondiale. Un nuovo studio pubblicato questo mese dall’American Journal of
Clinical Nutrition
conferma che lo
stile di vita – a partire dalla dieta – è importante per prevenire una malattia
che, colpendo il centro della retina responsabile della visione frontale
(macula), è fortemente invalidante.

Secondo
questo studio britannico – finanziato principalmente dalla Commissione europea –
chi assume olio di pesce almeno una volta alla settimana ha il 50% di
probabilità in meno di contrarre la forma umida dell’AMD, quellaRetina affetta da AMD umida meno comune
(circa il 15% dei casi) ma più pericolosa, rispetto a chi l’assume
saltuariamente. Infatti questa malattia della retina, se non curata
tempestivamente, può provocare cecità: nel centro del campo visivo si verifica una distorsione del campo visivo che può degenerare in veri e propri buchi al centro del campo visivo (vedi test di Amsler).

“Questo
è il primo studio – sostiene Astrid Fletcher, professoressa di Epidemiologia
alla London School of Hygiene & Tropical Medicine – in cui gli europei
dimostrano un beneficio sull’AMD umida che deriva dall’assunzione di olio di pesce,
in linea con i risultati ottenuti negli Usa e in Australia”. La docente
conclude mettendo in evidenza che si ottengono benefici con una dieta
contenente, ad esempio, il salmone, il tonno o lo sgombro (che contengono acidi
grassi polinsaturi chiamati omega 3).

perché il
pesce possa mantenere inalterate le sue proprietà benefiche, è opportuno
cucinarlo al forno, in umido o Più attività fisica può voler dire più salutealla
griglia
. Altre

Fonti di omega 3 sono i cereali, le noci, i legumi e
l’olio di lino. Un’efficace attività di
prevenzione deve comunque concentrarsi innanzitutto su una dieta equilibrata e
uno stile di vita corretto, a partire dall’eliminazione dei fattori di rischio

(principalmente fumo, obesità e assenza di esercizio fisico).

La società
occidentale è maggiormente esposta a varie malattie rispetto alle popolazioni
orientali: il consumo di pesce due-tre volte alla settimana è quindi
fondamentale. “I composti
farmacologici a base di omega 3 – scrive la dott.ssa Alessandra Mallarino –
possono rappresentare un aiuto soprattutto nei casi in cui l’alimentazione è
particolarmente deficitaria, ma in linea di massima è possibile dire che,
attraverso una dieta di tipo mediterraneo, caratterizzata dalla presenza di
frutta, verdura, pesce, olio extravergine di oliva ecc., la

Fonte di vitamine,
sali minerali, proteine nobili e ovviamente omega 3 è assicurata”. Tuttavia
questo studio britannico non si è concentrato sugli effetti dei complementi
alimentari.

Fonti: Eurekalert, Benessere.

Verso telecamere più simili all’occhio umano

Paesaggio (grandangolo)

Paesaggio (grandangolo)Verso telecamere più simili all’occhio umano Negli Usa un’_quipe internazionale ha progettato dispositivi ai cristalli di silicone

18 agosto 2008Un’_quipe di ricercatori che lavora negli Stati Uniti ha studiato
una tecnologia che consente di fabbricare telecamere impiegando cristalli di
silicone, materiale con cui già si producono microfoni o pannelli solari. D’altronde
la natura è un modello costante
di ispirazione per gli scienziati; le telecamere che vengono progettate somigliano sempre più a ‘occhi elettronici’ anche in virtù della loro forma.

“L’occhio umano – scrivono i ricercatori su Nature – è uno straordinario dispositivo
di visualizzazione, con molte
caratteristiche attraenti di progettazione”.
Nonostante eventuali difetti o malattie che si possono riscontrare, nel
complesso si tratta di un organo molto sofisticato non solo negli esseri umani,
ma anche in molti animali: grazie a una geometria emisferica (la retina si
trova nel bulbo oculare, che ha una forma ellissoidale) si può ottenere un
ampio campo visivo con poche distorsioni (dette tecnicamente “aberrazioni”).

In generale i metodi sviluppati dall’_quipe consentono di
applicare tecnologie ‘piatté su superfici curve e oggetti complessi, adatti a
diverse applicazioni. Un nuovo passo avanti verso telecamere sempre più
‘intelligenti’.

Fonte originale: Nature

Metà degli adulti americani soffre di vizi refrattivi

Occhiali

OcchialiMetà degli adulti
americani soffre di vizi refrattivi Astigmatismo, miopia e ipermetropia i
difetti più diffusi

18 agosto 2008 – Un americano su due con più di
vent’anni soffre di un vizio di refrazione. A colpire sono soprattutto l’astigmatismo, la miopia e la presbiopia (quest’ultima molto
comune dopo i 40 anni). Lo studio è stato condotto negli Usa su oltre
quattordicimila persone tra il
1999 e il 2004.

Grazie all’uso di un apparecchio diagnostico computerizzato,
chiamato autorefrattometro, si è scoperto che l’astigmatismo è al primo posto
(col 36,2%), segue la miopia (33,1%) e, a distanza, l’ipermetropia (3,6%). Sopra i 60
anni a metà delle persone visitate è stata riscontrata una presbiopia: non
riuscivano a vedere bene da vicino senza l’uso di lenti.

Secondo la ricerca – condotta principalmente dai National Institutes of Health
statunitensi – la miopia affligge
Ottotipo maggiormente le donne (quasi il 40%) rispetto
agli uomini (32,6%) di età compresa tra i 20 e i 39 anni. Al contrario le
persone over 60 è più difficile che manifestino una miopia mentre è più facile
che soffrano di presbiopia e di astigmatismo. Comunque la probabilità che venga
diagnosticato un errore refrattivo cresce con l’età.

“poiché l’effetto del difetto refrattivo sull’acuità visiva –
scrivono sul numero di agosto di Archives
of Ophthalmology
i
ricercatori diretti da Susan Vitale – può essere mitigato
in modo relativamente semplice (grazie a occhiali, lenti a contatto o laser, ndr), spesso è stato trascurato come causa importante di disabilità
visiva. Tuttavia le ricerche più recenti hanno riservato attenzione ai benefici
che si ottengono con la correzione
dell’errore refrattivo”.

Quindi il problema è rappresentato soprattutto dall’assenza
di una correzione adeguata: secondo l’Organizzazione
mondiale della sanità
(Oms) soffre di questo fattore il 19% dei ciechi dei Paesi in via di sviluppo e
il 14% di quelli che abitano nei Paesi benestanti.

Fonti: Archives of Ophthalmology, Medpage.Referenza: Vitale
S. et al., “Prevalence of refractive error in the United States,
1999-2004” Arch. Ophthalmol.
2008; 126: 1111-1119.

Verso le lenti a contatto intelligenti

Lenti a contatto del futuro: potrebbero consentire la misurazione della pressione intraoculare

Lenti a contatto del futuro: potrebbero consentire la misurazione della pressione intraoculareVerso le lenti a contatto intelligenti Negli Usa è iniziata la sperimentazione sugli esseri umani: consentono di
misurare la pressione oculare grazie a sensori speciali

5 agosto 2008 – Le lenti a contatto
del futuro saranno ‘intelligenti’. Attualmente negli Stati Uniti si sta
lavorando, ad esempio, a lenti in grado di misurare la
pressione dell’occhio per scongiurare la minaccia della cecità dovuta al glaucoma.
Dunque i medici oculisti del futuro potranno avvalersi di uno strumento
da indossare per il monitoraggio continuo della pressione oculare che, se troppo elevata, può
danneggiare il nervo ottico.

In
particolare, presso il dipartimento di Oftalmologia della UC Davis School of
Medicine
californiana i ricercatori stanno lavorando su un materiale
speciale (un silicone chiamato “polidimetilsiloxano”) e hanno scoperto un metodo che consente loro di creare circuiti sulla sua
superficie con l’argento.
Dunque le lenti a contatto del futuro potranno, misurando la
pressione intraoculare non stop, trasmettere senza fili i dati a un
computer: grazie a speciali sensori si verrà a conoscenza di eventuali sbalzi
di pressione. Il medico oculista potrà, quindi, intervenire con la terapia più
appropriata che, generalmente, consiste nell’instillazione di colliri o, nei
casi più gravi, in un intervento chirurgico.
Medico oculista (sagoma)“Il vantaggio è – se questo strumento diventerà disponibile
– che si potrà monitorare costantemente
la pressione oculare, controllando le eventuali e imprevedibili variazioni
pressorie. Attualmente – spiega Filippo Amore, medico
oculista consulente della IAPB Italia onlus – si esegue la cosiddetta curva
tonometrica: misurazioni della pressione a intervalli regolari nel corso della
giornata, ma è più complessa perché il paziente deve rimanere in ospedale o
nello studio. Si tratta di un sistema simile all’Holter, che già si usa per
misurare continuamente la pressione sanguigna (viene dato un apparecchio al
paziente). Tra gli svantaggi delle lenti a contatto innovative, sembra però
esserci una visione ridotta a causa dei circuiti”.

Leggi anche: Lenti a contatto elettroniche.
Reference: July 2008, issue of the journal Advanced Functional Materials.

Fonte: UCDavis