Aprile-Giugno 2008

In questo numero: pubblicati quattro interventi del simposio della IAPB Italia onlus, che si è tenuto nella cornice del 6° Congresso internazionale della Società Oftalmologica Italiana (Soi) che ha avuto luogo dal 7 al 10 maggio 2008 a Napoli. Da segnalare l’articolo l'”Occhio bionico, ecco lo stato dell’arte” del Prof. A. Reibaldi; lo stesso argomento è stato trattato, da un altro punto di vista, da R. Fasciani del Gemelli di Roma, che ha scritto un pezzo intitolato “le novità sulla retina artificiale”. Diverse, quindi, le news dall’oftalmolgia mondiale come anche le novità dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità. Da leggere, inoltre, le “Strategie riabilitative ed ausili per l’ipovisione” (di G. Giacomelli, G. Virgili, A. Bini, U. Menchini) come anche l’articolo “Visione e postura del bambino in osteopatia” (di E. Moreno, M. Bufalini, L. Menchise, M. Lo Grasso). Infine, in questo numero si parla della “Diagnosi nel morbo di Wilson” (U. Malannino, G. Nifosì, D. Malannino) e di prevenzione della maculopatia legata all’età (N. Pescosolido, S. De Gaetano, D. Impallara, E. Zere).

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Etiopia, acqua pulita contro il tracoma

Etiopia bambini

113 punti pozzi realizzati col contributo della IAPB Italia onlus

La povertà dell’Africa può “ferire” gli occhi: è il continente dove il dramma delle malattie, a partire da quelle che colpiscono la vista, è presente più che altrove. Per questo l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia onlus) sostiene attivamente un progetto per portare l’acqua pulita in Etiopia, in particolare nella regione Amhara, allo scopo di combattere il tracoma (che provoca cecità ma è prevenibile).

Sono stati realizzati 113 punti di approvvigionamento idrico (pozzi d’acqua manuali), consentendo alla popolazione locale di attingere acqua limpida, ridandole speranza e prevenendo gravi malattie. Quindi, dal 22 aprile al 28 aprile 2008, una delegazione della IAPB Italia è stata sul luogo per appurare quale sia attualmente la situazione sanitaria ed umanitaria, con tanto di giornalisti al seguito (missione in collaborazione con CBM Italia onlus).

Il progetto di realizzazione dei pozzi, che risale al 2006, è stato portato avanti facendo riferimento al motto “Chirurgia e Antibiotici”, ma anche alla pulizia facciale e alla bonifica ambientale, che si indicano con l’acronimo inglese SAFE (Surgery, Antibiotics, Facial cleaness ed Environmental sanitation).

Il fine ultimo è quello di eliminare la cecità causata dal tracoma entro il 2020, uno degli obiettivi che si pone l’Organizzazione mondiale della sanità. Per bloccare l’infezione oculare da tracoma, provocata da un batterio (Chlamydia Tracomatis), sono fondamentali le misure igieniche, a partire ovviamente dall’uso di acqua pulita. Grazie al progetto sostenuto dalla IAPB Italia onlus è stato possibile migliorare il complessivo stato di salute della popolazione rurale della zona dell’Etiopia dove si è intervenuti.

Nel corso del 2006 si è puntato ad alcuni obiettivi, tra cui:
-1) incrementare il livello di sicurezza delle forniture di acqua nei 19 comprensori della regione di Amhara di circa il 10%;
– 2) migliorare il livello di igiene facciale nei bambini (da 1 a 9 anni) all’interno dei comprensori di circa il 25% rispetto a quello precedente;
– 3) ridurre la prevalenza del tracoma e delle altre malattie trasmissibili attraverso l’acqua di circa il 25% tra i bambini.

Obiettivi specifici:
– 1) Realizzazione di 120 punti di approvvigionamento acqua;
– 2) formazione di 240 “custodi dell’acqua”, col compito di sorvegliare e mantenere l’efficienza nonché di impiegare correttamente le fonti di approvvigionamento;
– 3) creazione di 120 comitati per il controllo dell’acqua e delle condizioni sanitarie. In questo modo si è assicurata la sostenibilità del progetto, grazie a una partecipazione di tipo comunitario, cercando di prevenire eventuali abusi;
– 4) erogazione di acqua potabile per il miglioramento dell’igiene personale e ambientale a oltre 60.000 persone nell’area interessata, con la realizzazione di 83 pozzi con pompe manuali;
– 5) riduzione del tempo impiegato dalle donne per recarsi a una fonte d’acqua.

Le fonti idriche prima disponibili erano costituite da pozzi generalmente scavati a mano o da sorgenti spesso contaminate. La distribuzione dell’acqua riesce a coprire una superficie pari al 31% dell’intera area di Amhara (zona rurale 23%, urbana 96%). Inoltre, la popolazione rurale ha limitato accesso ai servizi più efficienti di approvvigionamento dell’acqua. La situazione è anche peggiore per quanto riguarda i servizi sanitari, che riescono a coprire soltanto il 6% (area rurale 3% area urbana 37%) e il numero di servizi igienici costruiti nelle campagne è molto basso, mentre la maggior parte della popolazione non conosce le norme basilari di igiene personale e bonifica dell’ambiente.

Il progetto, fortemente voluto e finanziato dalla IAPB Italia nonché dalla CBM Italia, è stato affidato ad una Ong locale con grande esperienza nella fornitura di acqua (si tratta della ORDA, acronimo inglese che sta per Organizzazione per la riabilitazione e lo sviluppo in Amhara). Anche il Lions Club ha contribuito.

Amhara è una delle 11 regioni autonome della nazione e si trova nel nord del Paese. La popolazione stimata era di 18 milioni di persone nel 1997, di cui l’11% vive nelle aree urbane e il restante 89% nelle aree rurali. Questa porzione di territorio, suddivisa in 11 zone amministrative e 115 comprensori, è densamente popolata ed è composta principalmente dall’etnia degli Amhara.

Circa il 60% della popolazione rurale vive nell’area montuosa che soffre di un’insufficiente rete stradale di collegamento col capoluogo della regione. La maggior parte delle infrastrutture è localizzata nella parte inferiore dei rilievi montuosi. Le caratteristiche topografiche rendono ancora più difficile il tradizionale approvvigionamento d’acqua da parte delle comunità locali.

I dati sulla cecità e l’ipovisione in Etiopia sono i seguenti: su circa 77 milioni di abitanti, i non vedenti sono indicativamente l’1,6% della popolazione (un milione e duecentomila), mentre gli ipovedenti sono il 3,7% (due milioni e ottocentomila); infine sono circa 9 milioni i bambini affetti da tracoma, pari al 40% della fascia d’età fino ai 9 anni.

Ethiopia, clean water against trachoma

Etiopia bambini

113 wells made with the contribution of IAPB Italy

The sight of Africa’s poverty can be painful. It is the continent where the tragedy of disease, starting from those affecting sight, is present more than anywhere else. This is why the International Agency for the Prevention of Blindness (IAPB Italy) actively supports a project to bring clean water to Ethiopia, particularly in the Amhara region, in order to combat trachoma (which causes preventable blindness).

A total of 113 manual water wells have been built, allowing the local population to draw clean water, providing them with hope and helping prevent severe disease. A delegation from IAPB Italy was in Ethiopia from 22nd to 28th April 2008, to evaluate the current health and humanitarian situation, , accompanied by journalists(the mission was arranged in cooperation with CBM Italia onlus).

The project for the construction of the wells, which dates back to 2006, has been inspired by the motto “Surgery and Antibiotics”, but also by the importance of facial cleanness and environmental remediation, which are referred to with the acronym SAFE (Surgery, Antibiotics, Facial cleanness and Environmental sanitation).

The ultimate objective is to eliminate blindness caused by trachoma by 2020, one of the goals of the WHO. To stop trachoma, an eye infection caused by a bacterium (Chlamydia Tracomatis), hygienic measures are imperative, starting with the use of clean water. Thanks to the project supported by IAPB Italy, it was possible to improve the overall state of health of the rural population in the area of Ethiopia where the intervention took place.

During 2006 we worked towards various objectives, including:
1) increasing the level of safe water supplies in the 19 districts of the Amhara region by about 10%;
2) improving the level of facial hygiene in children (from one to nine years old) within the districts by about 25%;
3) Reducing the prevalence of trachoma and other waterborne diseases by 25% among children.

Specific objectives:
1) construction of 120 water supply points;
2) training of 240 “water custodians”, who will monitor and maintain the water supply points, and ensure the correct use of resources;
3) creation of 120 committees to monitor water supply and health condtions. In this way the sustainability of the project is assured, thanks to the participation of entire communities in the prevention of possible abuses;
4) supply of drinking water for the improvement of personal and environmental hygiene to more than 60,000 people in the selected area, through the construction of 83 wells with hand pumps;
5) reduction of the time taken by women to reach a water source.

The water sources previously available consisted of wells generally dug by hand or sources that were often contaminated. The water distribution network is able to cover an area equal to 31% of the entire Amhara area (rural area 23%, urban area 96%). Furthermore, the rural population has limited access to the more efficient water supply services. The situation is even worse when it comes to health services, which cover only 6% of the region (rural area 3%, urban area 37%) and the number of actual toilets built in the countryside is very low. The majority of the population ignore the basic rules of personal hygiene and environmental remediation.

The project strongly supported and financed by IAPB Italy as well as by CBM Italy, has been entrusted to a local Ngo, with a great deal of experience in the supply of water, ORDA (Organization for rehabilitation and development in Amhara). The Lions Club has also contributed.

Amhara is one of the 11 autonomous regions of Ethiopia and it is located in the north of the country. The population was estimated to be 18 million people in 1997, of which 11% live in urban areas and the remaining 89% in rural areas. This part of the territory, divided into 11 administrative areas and 115 districts, is densely populated and is mainly composed of the Amhara ethnic group.

About 60% of the rural population live in mountainous areas, affected by an inadequate road connections to the regional capital. The majority of the infrastructure is located in the lower part of the mountains. The topographical features make the traditional supply of water to the local communities even more difficult.

Data on blindness and visual impairment in Ethiopia are as follows: out of about 77 million inhabitants, blind people make up approximately 1.6% (1,200,000) of the population, while visually impaired people total 3.7% (2,800,000); finally there are about 9 million children suffering from trachoma, equal to 40% of the age group up to 9 years old.

Salvare gli occhi col virus del raffreddore

Immagine: dnaSalvare gli occhi col… raffreddore Sperimentata la terapia genica contro l’amaurosi di Leber congenita
29 aprile 2008 – Il virus del raffreddore può essere un prezioso alleato della battaglia contro le malattie genetiche, a partire da quelle oculari. Infatti, viene utilizzato come ‘vettoré, ossia come una sorta di cavallo di Troia che consente di trasportare nel Dna le sequenze sane.
Un nuovo studio pubblicato sul prestigioso The New England Journal of Medicine lascia benFoto: retina affetta da amaurosi congenita di Leber sperare per la cura dell’amaurosi congenita di Leber, una malattia ereditaria che colpisce la retina provocando un peggioramento progressivo della vista fino a culminare nella cecità. Infatti grazie a iniezioni sotto la retina si è potuto sostituire il gene malato (RPE65) con uno sano: con questa ‘terapia genica’ si è riparato il codice genetico, costituito da una lunga sequenza di basi (simili ai pioli di una scala a chiocciola).
Due iniezioni in giovani di età compresa tra i 17 e i 23 anni colpiti da una degenerazione retinica ad uno stadio avanzato hanno dimostrato che – scrivono i ricercatori, provenienti soprattutto dal University College di Londra (UCL) – “questo approccio è generalmente sicuro a breve termine, nonostante in un gruppo [di pazienti] si sia riscontrato un effetto collaterale (foro della macula)”, ossia della regione centrale della retina deputata alla visione distinta. Grazie a questa procedura, secondo gli studiosi inglesi, si sono riscontrati miglioramenti della funzione visiva.
Non è la prima volta che questo accade, poiché la tecnica si sta sperimentando in varie parti del mondo: già un’_quipe Immagine: geneamericana era riuscita a sostituire il gene malato RPE65 con un gene sano grazie a un virus modificato del comune raffreddore. Infatti se il gene non funziona correttamente si mina alla radice la possibilità di sintetizzare correttamente una proteina essenziale per la visione.
La sperimentazione sull’uomo è la prima nel suo genere e potrebbe avere un impatto significativo sul futuro delle terapie. Questo grave difetto genetico impedisce la normale funzionalità della retina: compare sin dalla nascita e attualmente non è curabile. Generalmente per i malati la cecità arriva quando si è trentenni.
Vedi anche: “Cecità ereditaria, il futuro è nella terapia genica

Fonte: The New England Journal of Medicine
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Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista anche alle domande che vengono poste nel forum del sito della IAPB Italia.

Radio 24 su ‘Apri gli Occhi’ 2007-8

ESSERE E BENESSERE trasmissione condotta da Nicoletta Carbone25 aprile 2008, ore 11,50Intervista all’Avv. Giuseppe
Castronovo
-Presidente della IAPB Italia sulla conclusione della campagna “Apri gli Occhi!” 2007-2008e al Prof. Pasquale Vadalà-Oftalmologia Pediatrica, Bambin Gesù di Roma

L’esotropia infantile provoca ritardi nello sviluppo

Foto: bimbo bendato per strabismo

Foto: bimbo bendato per strabismoL’esotropia infantile provoca ritardi nello sviluppo Gli strabismi devono essere curati tempestivamente sin da piccoli

21 aprile 2008 – L’esotropia infantile (i cosiddetti “occhi
storti”) provoca ritardi nello sviluppo motorio e del sistema
visivo dei bambini piccoli. Per combatterla è importante intervenire precocemente: si possono
mettere gli occhiali se la malattia è dovuta unicamente a motivi refrattivi. In alternativa si può praticare il bendaggio dell’occhio sano o si può ricorrere
all’intervento chirurgico ai muscoli oculari.

Nel numero di aprile
dell’Associazione americana di oftalmologia pediatrica e strabismo (AAPOS) si
riportano i risultati di uno studio: sono stati presi in considerazione 161 neonati
affetti da esotropia, facendo compilare ai genitori un questionario prima e dopo
l’operazione chirurgica, grazie a cui sono state valutate le abilità motorie
(comeFoto: intervento chirurgico si maneggiavano oggetti, come stavano seduti, in piedi o come camminavano).
Per effettuare il confronto è stato fatto ricorso a un gruppo di bambini
normali. Prima dell’operazione i neonati
soffrivano di ritardi dello sviluppo motorio; questi erano particolarmente
importanti e riflettevano, probabilmente, l’importanza della normale visione
binoculare nei compiti che impegnano i muscoli. Invece, i piccoli che – nei casi
indicati – si sono dovuti sottoporre a un’operazione chirurgica non hanno
manifestato ritardi nel medio e nel lungo periodo: correggere la visione binoculare ha consentito di
recuperare il gruppo dei bambini normali.

“Questo studio – conclude il
dott. David Hunter del Children’s Hospital di Boston – sostiene che la
chirurgia per correggere lo strabismo non aiuti solo gli occhi, ma tutto il
bambino”.

Fonti: American Association for Pediatric Ophthalmology, Eureka. ——————————–
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni
feriali dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista anche alle domande che
vengono poste nel forum
del sito della IAPB
Italia
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