fbpx Skip to content
Il Premio Nobel 2012 per la Medicina e la Fisiologia John Gurdon (12 aprile 2013)

“Visioni future” sulle staminali adulte

Il Premio Nobel 2012 per la Medicina e la Fisiologia John Gurdon (12 aprile 2013)“Visioni future” sulle staminali adulte Il Premio Nobel per la Medicina J. Gurdon nella Città del Vaticano: un giorno si potranno rimpiazzare le cellule retiniche degenerate negli uomini La cecità causata dalla degenerazione della retina potrà essere curata, in futuro, grazie alle cellule staminali non embrionali (cellule adulte geneticamente riprogrammate). È ciòMacchia scura al centro del campo visivo provocata da AMD che, nella Città del Vaticano, ha prospettato John Gurdon, il britannico Premio Nobel per la Medicina 2012, intervenuto nel corso di un convegno internazionale di tre giorni (11-13 aprile) organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura. In particolare – ha sostenuto il Premio Nobel il 12 aprile, durante il convegno Medicina rigenerativa: cambiamento fondamentale nella scienza e nella cultura – ci sono prospettive incoraggianti per l’AMD (degenerazione maculare legata all’età), una malattia che può colpire il centro della retina generalmente a partire dai 55 anni: la sua forma più comune, detta “secca”, è considerata oggi incurabile e può provocare la perdita della vista centrale, ma un giorno potrà essere trattata ricorrendo alle staminali adulte. Le cellule adulte – una volta ringiovanite fino allo stadio di staminali mediante tecniche di manipolazione del DNA – possono essere fatte crescere fino a diventare cellule retiniche. Queste cellule di ‘ricambio’ potranno in futuro essere innestate nelle aree dove le cellule della retina sono morte, ripristinando almeno parzialmente la vista in persone che l’hanno perduta.Cellule staminali riprogrammate della retina (pluripotenti indotte o iPS) sono state sperimentate sui maiali (immagine: Stem Cells, aprile 2011) “Se si perde la vista, riaverla sarebbe semplicemente immensamente utile”, ha dichiarato il Premio Nobel a margine del convegno. Ci sono “buone prospettive” di cura delle degenerazioni retiniche sugli esseri umani, sulla base dei successi già ottenuti sugli animali, ma ci vorrà del tempo per ottenere i necessari permessi per le sperimentazioni sugli uomini. In futuro si potrà rimpiazzare correttamente un singolo tipo di cellule nella retina nelle zone in cui essa è degenerata. La stessa cosa si può fare anche con Occhio in nuce ottenuto mediante clonazione di cellule muscolari (riprogrammate). Diaspositiva proiettata il 12 aprile 2013 da J. Gurdon alla Città del Vaticanoi fotorecettori, ma produrre un occhio intero naturalmente “è più complicato”. Infatti persino le cellule muscolari (così come quelle della pelle) si possono trasformare in cellule staminali adulte che, a loro volta, possono essere fatte sviluppare fino a diventare un bulbo oculare in nuce, già dotato di cristallino, retina e iride. Inoltre si possono ottenere cellule del nervo ottico a partire dalle staminali adulte riprogrammate, però “integrarle correttamente è molto difficile”: anche se – ha concluso il Premio Nobel – “credo che accadrà, ma ci vorrà molto tempo”.

Leggi anche: “Premio Nobel per le staminali riprogrammate

Link utili: Euronews, Radio Vaticana Per i Premi Nobel per la Medicina e la Fisiologia (anno 2012): Le Scienze ___________________________________________________

Pagina pubblicata il 12 aprile 2013.

Ultima modifica: 18 aprile

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn