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Consigli utili

Viaggiare in sicurezza sulle strade

Viadotto. fonte: freedigitalphotos.net

Normativa e consigli utili per chi guida

Decreto 30 novembre 2010 - Gazzetta Ufficiale N. 301 del 27 Dicembre 2010 (recepimento di una direttiva dell’Unione europea):

Requisiti visivi richiesti per la patente A, B e B + E e sottocategorie (Gruppo 1):

  1. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un’acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 0,7 (sette decimi), raggiungibile sommando l’acutezza visiva posseduta da entrambi gli occhi, purché il visus nell’occhio che vede peggio non sia inferiore a 0,2 (due decimi).
  2. A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione da un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato, non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida è autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazioni per la guida notturna.
  3. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un’acutezza visiva di non meno 0,8, raggiungibile anche con lenti correttive [...]. Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno 6 mesi) da consentire l’adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno di 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o sinistra e di 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare, e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilità al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate. Nel caso in cui uno o più requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazioni per la guida notturna.
  4. A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione da un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida è autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e con [eventuali] limitazioni per la guida notturna.

Requisiti visivi richiesti per la patente C, C + E, D, D+E e sottocategorie (Gruppo 2):

  1. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una visione binoculare con un’acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 0,8 (otto decimi) per l’occhio più valido e di almeno 0,4 (quattro decimi) per l’occhio meno valido. [...] Il campo visivo orizzontale binoculare posseduto deve essere almeno di 160 gradi, l’estensione di 80 gradi verso sinistra e verso destra e di 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti binocularmente difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale.
  1. La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata al candidato o al conducente che presenti significative alterazione della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo l’abbagliamento, con tempo di recupero non idoneo anche nell’occhio con risultato migliore o diplopia.
    A seguito della perdita della visione da un occhio o di gravi alterazioni delle altre funzioni visive che permettevano l’idoneità alla guida o di insorgenza di diplopia deve essere prescritto un periodo di adattamento adeguato, non inferiore a sei mesi, in cui non è consentito guidare. Trascorso tale periodo, la Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista può consentire la guida con eventuali prescrizioni e limitazioni.

Oltre alla visita oculistica, per ottenere la patente sarà necessario anche un esame audiometrico. Inoltre ci si dovrà sottoporre a un test che consenta di accertare che non si faccia uso né di droghe né di quantità eccessive di alcol (in caso di abuso abituale non potrà essere rilasciata la patente). Tra le norme previste dal codice della strada approvato a luglio del 2010, c’è l’obbligo di utilizzo - quando necessario - delle lenti anche per chi guida ciclomotori e minicar. Inoltre, per garantire una migliore visibilità, i ciclisti che circolano di notte, fuori dei centri abitati o nelle gallerie, devono indossare un giubbotto retroriflettente.

DOMANDE FREQUENTI (FAQ)

Bisogna sempre mettere gli occhiali quando si guida?
Sì, ma solo se si ha un vizio refrattivo che riduce la visione da lontano (come la miopia o l’astigmatismo). Ai sensi dell’art. 173 del Codice della Strada , vige l’obbligo di indossare le lenti durante la guida qualora indicato sulla patente; in ogni caso è importante fare lo stesso qualora sia stato riscontrato un difetto di refrazione durante una visita oculistica. Non è, comunque, più obbligatorio portare nel veicolo un paio di occhiali di riserva (essendo stato modificato quanto era previsto dall’art. 322, c. 8 del Regolamento con il DPR 610/1996). Tuttavia, specialmente quando si fa uso di lenti a contatto è consigliabile avere con sé comunque un paio di occhiali.

Quali problemi può avere chi è miope?
Se si è miopi bisogna essere corretti in modo ottimale mediante occhiali o lenti a contatto: quando si è alla guida vederci bene da lontano è ovviamente essenziale. Va aggiunto, inoltre, che un’elevata correzione con occhiali rende difficoltosa la visione laterale: muovendo l’occhio la visione è minore rispetto alla visione primaria in avanti, per evitare ciò bisogna girare il capo in modo tale che l’occhio guardi sempre attraverso il centro della lente degli occhiali. Gli occhi miopi, in particolare quelli elevati, hanno delle difficoltà maggiori nella visione notturna a causa dell’assottigliamento o, nei casi estremi, dell’assenza di uno strato retinico (l’epitelio pigmentato). Ciò avviene anche alla persone operate con chirurgia refrattiva che, anche avendo un visus ottimale, hanno sempre i problemi legati al vizio di refrazione, in quanto la chirurgia laser modella la cornea solamente senza influire sulla retina. Inoltre se ci si è sottoposti a chirurgia refrattiva si possono accusare difficoltà nella guida notturna: i fari delle macchine potrebbero apparire con un alone e la visione, in generale, può essere ridotta. Questo può avvenire quando la zona di cornea trattata dal laser è più piccola rispetto al diametro pupillare. Altri complicazioni dovute alla chirurgia refrattiva, come l’haze (opacità corneale), possono dare maggiori disturbi proprio durante la guida notturna.

Che difficoltà può creare la cataratta nella guida?
Anche la cataratta inizialmente diminuisce la qualità visiva (visione annebbiata o doppia perché il cristallino diventa opaco). Chi ne è colpito avrà particolari difficoltà nella guida in caso di giornate molto luminose o in condizioni di sbalzi di luminosità (come in entrata i in uscita delle gallerie quando, tra l’altro, si può verificare il cosiddetto effetto “buco nero” perché la pupilla deve avere il tempo di restringersi e dilatarsi, a causa del quale per un attimo, si vede molto poco). A questo proposito c’è da aggiungere che, in caso di opacità del cristallino, la luce frontale (fari delle macchine) può impedire la visione. Per evitare o limitare questo problema si può ricorrere ad occhiali scuri.

Che problemi può dare il glaucoma?
Il glaucoma comporta una riduzione del campo visivo periferico. La progressione del danno non è percepibile, ma la perdita della visione periferica è spesso avvertita durante la guida a causa dell’incapacità di vedere le macchine provenienti di lato o dell’impossibilità di fare manovre senza urtare le fiancate. Se si è affetti da glaucoma ad angolo stretto (acuto) a volte si possono assumere farmaci che impediscono l’allargamento della pupilla in condizioni di scarsa luminosità (detti “miotici”); questo comporta un’ulteriore difficoltà nella guida notturna o, ancor più, il pericolo di attraversare le gallerie e altre zone in cui il buio si presenta improvvisamente. Questo avviene perché i farmaci miotici impediscono il naturale adattamento dell’occhio alle varie condizioni di luci.

Quali fastidi possono dare le altre patologie oculari?
Molte frequenti patologie della superficie esterna dell’occhio (ad esempio congiuntiviti o cheratiti) hanno come segno comune una lacrimazione eccessiva (iperlacrimazione). Normalmente l’occhio è sempre coperto dalle lacrime che formano un velo uniforme. Questo film lacrimale, oltre ad avere una funzione protettiva e nutritiva per l’occhio, ha anche una funzione ottica. Quando il film lacrimale diventa più spesso a causa dell’iperlacrimazione si ha un aumento delle sue proprietà ottiche che vanno ad influire sulla visione. Il risultato è un calo temporaneo della vista. Le infiammazioni dell’occhio (ad esempio le uveiti) vengono spesso curate con colliri che danno una dilatazione pupillare (midriatici): l’occhio non riesce ad adattarsi alla luce restringendo la pupilla; si possono avere situazioni di forte abbagliamento in caso di sole frontale o all’uscita dalle gallerie.

Gli anziani devono adottare particolari accorgimenti?
Sì, gli anziani dovrebbero prestare molta più cautela nella guida e si dovrebbero sottoporre più frequentemente a controlli medici (tra cui quelli oculistici). Potrebbe essere opportuno rinunciare al volante per motivi di sicurezza propria e altrui, anche perché con l’età i riflessi tendono ad appannarsi (oltre ai problemi visivi di cui si può soffrire). Secondo l’Istat circa il 10 per cento degli anziani è coinvolto in incidenti automobilistici (nel 2008 in Italia guidavano circa 4.500.000 persone con più di 65 anni). Tra gli over 65 rischiano la vita particolarmente le donne, soprattutto a partire dai 70 anni. Stando a uno studio condotto nel primo semestre del 2012 dal Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia, dal Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione dell’Università degli Studi Milano Bicocca e dall’Università di Roma “Tor Vergata”, t ra i fattori di rischio degli incidenti stradali con anziani alla guida sono da annoverare non solo deficit delle funzioni esecutive (47,1%), decadimento cognitivo (20,6%) e deficit dell’attenzione (23,5%), ma anche due deficit sensoriali: i disturbi uditivi (61,5%) e i disturbi visivi (14,7%). Nonostante l’esiguità del campione preso in considerazione (la ricerca è stata condotta su 34 pazienti anziani ricoverati a Cremona sottoposti a riabilitazione), i risultati hanno un valore orientativo che fa riflettere; ma bisognerà attendere studi con campioni più vasti per avere conclusioni dotate di un grado di attendibilità più elevato. Ad esempio, il Ministero dei Trasporti neozelandese sostiene che una persona su 14 abbia un difetto visivo che può interferire negativamente con la guida.

Accorgimenti utili

Occhiali: è essenziale che le lenti siano di tipo infrangibili. Infatti, in caso contrario gli effetti di un’eventuale esplosione dell’airbag sarebbero devastanti perché le schegge potrebbero penetrare nel bulbo oculare, danneggiandolo irreparabilmente. Gli occhiali da sole devono essere a norma di legge ; per la guida è meglio che le lenti scure siano polarizzate perché riducono i riflessi e aumentano la saturazione dei colori, migliorando la visibilità.

Lenti a contatto: è importante che siano prescritte da un medico oculista, che ne deve verificare anche Lente a contatto l’adattamento sulla superficie oculare, onde evitare danni alla cornea e generare una visione di qualità difforme. Inoltre una lente a contatto di dimensioni non adatte all’individuo si può decentrare con facilità o cadere. Il guidatore che usa lenti a contatto è opportuno che abbia con sé un paio di occhiali di riserva (anche se non è più obbligatorio). Le lenti a contatto andrebbero subito tolte quando danno fastidio: questo per evitare danni all’occhio (in genere reversibili); una lente sporca non garantisce, infatti, una corretta visione.

Luce interna: bisogna accenderla il meno possibile mentre si guida, poiché riduce la capacità dell’occhio di adattarsi al buio perché causa la contrazione della pupilla. La luci di cortesia migliori, tuttavia, quelle che indirizzano il fascio di luce rispetto a quelle che creano un’illuminazione diffusa: il passeggero può farne uso senza infastidire troppo chi guida.

Gallerie: Galleriafare attenzione prima dell’ingresso nelle gallerie, soprattutto quelle scarsamente illuminate, moderando la velocità. Infatti i bastoncelli (fotorecettori presenti sulla retina assieme ai coni) sono ‘saturati’ dalla luce del sole ed, entrando in un tunnel, sono lenti ad adattarsi al cambio di illuminazione; inoltre la pupilla deve avere il tempo di dilatarsi. Comunque buio, pioggia e riflessi sono tutti elementi che riducendo il contrasto rendono meno rapida la percezione delle forme e la “lettura“ che il cervello fa dell’ambiente. Sono condizioni in cui dobbiamo mettere in conto, quindi, anche un aumento dei tempi di reazione.

Abbagliamento: causa la “cecità notturna”, un fenomeno che si verifica quando, al buio, si viene accecati da un’intensa fonte luminosa. Generalmente sulle strade ciò si verifica per l’uso improprio degli abbaglianti delle vetture provenienti in senso opposto. L’abbagliamento provoca affaticamento visivo e riduzione della percezione retinica; la pupilla si restringe in presenza di una luce intensa e impiega parecchio tempo per dilatarsi nuovamente. Un consiglio utile è quello di non fissare l’attenzione visiva sul punto di maggiore abbagliamento, ma di guardare per un attimo, per esempio, la striscia laterale. Se poi l’asfalto è bagnato, il riflesso dei fari crea ulteriore disturbo e aggiunge perdita di contrasto. Quindi bisogna evitare di usare a sproposito abbaglianti e fendinebbia.

Climatizzazione: mai orientare le bocchette verso il viso; infatti il flusso d’aria diretto tende ad asciugare la fisiologica umidità dell’occhio, seccandolo . Questo produce irritazione, arrossamenti, lacrimazione e, in ultima istanza, affaticamento visivo (soprattutto se si portano lenti a contatto). Il ricircolo non va inserito troppo a lungo: riduce l’ossigeno disponibile e produce un livello eccessivo di anidride carbonica, finendo per dare sonnolenza. Dunque in linea di massima è meglio che l’aria venga prelevata dall’esterno (fra l’altro il suo tasso di umidità è, di norma, più elevato).

Nebbia: mancando un punto fisso di messa a fuoco, l’occhio si sforza di trovare sempre il contrasto maggiore. Questa continua ricerca di una migliore messa a fuoco, alla lunga, risulta estremamente stancante. Col progredire dell’età, poi, il cristallino perde elasticità e, di conseguenza, l’occhio impiega più tempo a mettere a fuoco gli oggetti.

Curva della strada. fonte: freedigitalphotos.net Velocità: la visione laterale si riduce progressivamente aumentando i chilometri all’ora (dato che il campo visivo si restringe) e la percezione della profondità risulta alterata. I limiti di velocità devono, quindi, essere sempre rispettati. Ci possono essere condizioni ambientali o/e personali che possono fare scendere il proprio limite anche molto al di sotto di quello fissato per legge: se l’automobilista non si sente sicuro o non ha una visione limpida e normale deve ridurre fortemente la velocità o scegliere di fermarsi.

Vibrazioni: fondi stradali sconnessi causano un lavoro eccessivo al livello oculare e cerebrale. L’occhio si affatica di più perché deve effettuare correzioni continue; le capacità visive, conseguentemente, si riducono.

Alcol: nel rapporto Youth and road safety in Europe del 2007, l’Organizzazione mondiale della sanità-Europa rileva che la grande maggioranza degli incidenti gravi e quelli mortali sono dovuti ad una serie di comportamenti scorretti dell’uomo, principalmente riassumibili in: eccesso di velocità, guida distratta e pericolosa, mancato uso di casco o cinture di sicurezza, assunzione di alcool e di sostanze stupefacenti. Un recente studio epidemiologico della Commissione Europea ha stimato che in Italia il 30% dei decessi per incidenti stradali, e il 50% degli incidenti non mortali, abbia una correlazione con l’uso di alcool. Nel nostro Paese la guida in stato di ebbrezza è stata contravvenzionata dalla Polizia 21.427 volte nel 2013. Le forze di polizia utilizzano il dosaggio alcolemico, che altro non è che la concentrazione di alcool etilico nel sangue. Questo dosaggio viene usualmente espresso in grammi per litro di sangue (g/L) o in milligrammi per decilitro (mg/dL). I limiti legali per mettersi alle guida sono 0,5 g/L ovvero 50 mg/dL (questo limite potrebbe essere ulteriormente abbassato a 0,2 grammi per litro). Inoltre, i neopatentati non dovrebbero bere affatto. Secondo statistiche ufficiali il rischio d’incidenti cresce fino a trecentottanta volte quando il tasso alcolemico è pari o superiore a 1,5 g/L. Se è vero che nel 2013 si è registrata una diminuzione delle vittime e degli incidenti rispetto al passato, tuttavia secondo la polizia stradale la nota dolente è rappresentata dalla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Il 6 per cento degli automobilisti controllati, infatti, è risultato positivo all’alcoltest; di questi circa un terzo aveva un tasso da doppio a triplo di tasso alcolemico rispetto al limite massimo consentito.

Cosa comporta il bere prima di mettersi alla guida?

  • 0,2 g/L: si ha una ridotta percezione del rischio per cui si ha la tendenza a guidare in maniera più avventata;
  • 0,4 g/L: si cominciano ad avere lievi difficoltà di coordinazione ed una riduzione dell’attenzione;
  • 0,5 g/L: dopo questa soglia cominciano le riduzioni delle capacità visive con un’iniziale diminuzione della visione periferica ed una generale lieve riduzione nella percezione degli stimoli sonori e luminosi, oltre all’allungamento progressivo del tempo di reazione;
  • 0,6 g/L: il campo visivo periferico è fortemente ridotto;
  • 0,7 g/L: notevole ritardo dei tempi di reazione e non vi è coordinazione;
  • 0,9 g/L: si perde la capacità di adattamento alla luce con perdita della capacità del sistema visivo di percepire le distanze (mancata visione binoculare);
  • 1 g/L: stato di ebbrezza, stato di euforia e di perdita dei freni inibitori, vi è compromissione della capacità visiva non solo in termini di visione laterale ma anche di acuità visiva. I fari delle macchine possono provocare una transitoria perdita della vista,seguito da un lentissimo ritorno alla visione;
  • 1,5 g/L: si ha sonnolenza, con alto rischio di colpi di sonno, torpore e perdita di lucidità. (Per consultare la tabella completa delle percentuali di tasso alcolemico clicca qui).

Il tempo di reazione (quello che intercorre tra la vista dell’ostacolo e la reazione del conducente) in caso di sobrietà è di circa un secondo, durante il quale si percorrono quasi 14 metri se si viaggia alla velocità di 50 chilometri all’ora. Bastano due bicchieri di vino per raddoppiare tale tempo che, sempre a 50 Km/h, corrispondono a 28 metri. Indicativamente con sole tre birre il tempo di reazione raddoppia. Inoltre chi non è sobrio può vedere doppio quando guida: l’alcol in eccesso limita soprattutto la visione laterale. Il campo visivo si restringe quanto più si beve: tende a diventare “a tunnel”, il che impedisce di vedere oggetti e persone ai lati della scena. Però, prima che questo avvenga, si riduce l’acuità visiva (si vede meno definito). Infatti quando si beve troppo non solo ne risente il cervello, ma anche il nervo ottico e la retina (comunque, una volta smaltita l’eventuale sbornia, la loro funzionalità torna in genere alla normalità). Tutto ciò significa che l’assunzione di sostanze alcoliche limita i nostri sensi, la vista in primis. Bisogna avere l’intelligenza di non mettersi alla guida se si è bevuto troppo e di ridurre fortemente la velocità anche se si è bevuto poco. Infatti il livello di attenzione e di visione diminuiscono persino in piloti esperti in seguito all’assunzione di alcol.



Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 18 luglio 2008. Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2016.

Ultima revisione scientifica: 18 luglio 2008.

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