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Vediamoci chiaro sull’AMD

 AMD (forma umida)Vediamoci chiaro sull’AMD 

Antiossidanti, laser e iniezioni intravitreali per contrastare la prima causa di cecità in Occidente
14 aprile 2009 - Ricercatori americani hanno simulato l’evoluzione dei casi di degenerazione maculare legata all’età ( AMD ) nel mondo. Per cercare di capire quanto si potesse ridurre l’incidenza della prima causa di cecità nei Paesi benestanti, tenendo conto degli effetti terapeutici degli antiossidanti, della terapia fotodinamica col laser e delle iniezioni intravitreali. Lo scopo è, infatti, quello di bloccare la proliferazione incontrollata di vasi sanguigni, che danneggiano la zona centrale della retina (macula) usata per leggere, riconoscere i volti, guidare, ecc. La patologia colpisce le persone con più di 50 anni e specialmente chi non ha uno stile di vita sano (va evitato il fumo di sigaretta e va seguita una dieta ricca e varia).

I ricercatori hanno simulato l’evoluzione dei casi di AMD e le relative complicazioni per quarant’anni,Visione di persona colpita da AMD (perdita visione centrale) considerando cinque scenari possibili: da quello in cui non si ricorreva a nessuna cura passando all’uso di complessi vitaminici per contrastare la progressione dei primi stadi della malattia oculare, arrivando negli stadi più avanzati all’impiego del laser e delle intravitreali (che possono essere efficaci contro la forma umida della malattia, meno comune ma ad evoluzione più rapida). Secondo queste proiezioni solo negli Usa “i casi di AMD sono passati da 9,1 milioni nel 2010 a 17,8 milioni nel 2050 in tutti gli scenari”. Tuttavia, secondo le stesse previsioni l’incidenza dell’ipovisione e della cecità si può ridurre dallo 0,73% (se non si ricorre a cure) allo 0,48% (seguendo tutte le terapie).

L’aumento del numero assoluto dei malati di degenerazione maculare nei prossimi 40 anni è dovuto principalmente all’invecchiamento della popolazione. “Tuttavia - osservano gli studiosi su Archives of Ophthalmology - le terapie mediche esistenti hanno la potenzialità di ridurre la menomazione della vista e la cecità del 35%”. Con un costo contenuto, osservano gli studiosi, una terapia vitaminica può rallentare la progressione dell’AMD, ma nei lavori scientifici si è messo in evidenza che di solito non sono utilizzate.

“Gli sforzi diretti alla prevenzione da parte della sanità pubblica - concludono i ricercatori diretti da David B. Rein - si dovrebbero concentrare sul maggiore impiego di vitamine antiossidanti nelle persone affette da AMD agli stadi iniziali, assicurandosi che il dosaggio sia corretto”.

Leggi anche: "Il fumo raddoppia il rischio di cecità"

Referenza originale: Arch Ophthalmol. 2009;127[4]:533-540

Fonte: JAMA and Archives Journal ( press release ).
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