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Usa, pochi anziani con deficit smettono di guidare

Visita oculistica ad anzianaUsa, pochi anziani smettono di guidare
In Italia continuano soprattutto gli uomini, più prudenti invece le donne

8 gennaio 2009 - La guida non ha età: negli Usa gli anziani rimangono ‘incollati’ al volante a dispetto del trascorrere degli anni. Tuttavia, si pone un serio problema di sicurezza se soffrono di deficit visivi o cognitivi. In un recente studio americano si sostiene che la passione delle quattro ruote si abbandona spesso troppo tardivamente. Secondo un’altra ricerca condotta in Italia sono soprattutto gli uomini anziani a non voler rinunciare all’automobile, mentre le donne l’abbandonano prima o almeno ne limitano l’uso.

Solo negli Stati Uniti ci sono 30 milioni di guidatori ultrasessantacinquenni, la maggior parte dei quali non intende abbandonare il mezzo di trasporto privato persino quando sarebbe opportuno. Anche in Italia ci sono molte ‘patenti grigié: il 19,2% dei patentati ha più di 60 anni. Si è passati dai 6,58 milioni del 2004 ai 6,84 milioni (inizio del 2008), con un incremento prossimo al 4%. ù quanto è emerso lo scorso settembre da un’analisi dell’Associazione sostenitori amici polizia stradale basata sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Lo studio statunitense - pubblicato sulla rivista Investigative Ophthalmology & Visual Science (IOVS) - ha preso in esame 1425 patentati di età compresa tra i 67 e gli 87 anni. Ad un anno di distanza si è osservato quanti avessero smesso di guidare, in rapporto alle loro condizioni di salute basate su questionari, test visivi e cognitivi. I risultati sono poco incoraggianti: dopo un anno solo l’1,5% dei patentati anziani aveva smesso di guidare, mentre un altro 3,4% aveva ridotto l’uso dell’automobile.

Gli indicatori più importanti per valutare se smettere di stare al volante sono i seguenti: un rallentamento della capacità di individuare ostacoli sulla strada, della velocità di reazione psicomotoria e ridotte capacità visive (come una diminuita sensibilità al contrasto, che consente di percepire i dettagli nella scala dei grigi, ad esempio col maltempo o con poca luce).

“Dai 60 ai 75 anni è consigliabile - afferma Silvia, medico oculista del numero verde della IAPB Italia onlus (800-068506) - almeno un controllo oculistico annuale soprattutto se si guida, mentre se sono presenti patologie i controlli devono essere più ravvicinati. Invece, dopo i 75 anni è generalmente inopportuno e rischioso guidare: a causa dell’età la salute è più a rischio e, quindi, anche quella degli altri. Infatti, si può essere più facilmente colti da un malore. In ogni caso sono fondamentali le buone condizioni visive: non bisogna soffrire di patologie che causano una riduzione della vista - conclude la specialista - soprattutto nelle ore notturne (cataratta, degenerazioni maculari , glaucoma con restrizione del campo visivo, ecc.) quando, tra l’altro, si può essere più facilmente soggetti a colpi di sonno”.
Leggere anche: “ Viaggiare in sicurezza sulle strade

Fonti: IOVS , Arvo , Asaps.
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