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Usa, FDA in ’guerra’ contro il sale

Usa, FDA in ‘guerra’ contro il sale Ridurne il consumo nella dieta aiuta a combattere l’ipertensione e la retinopatia 21 aprile 2010 - Una dieta meno salata non toglie ‘sale’ alla vita. Al contrario, la rende più salutare perché aiuta a combattere l’ipertensione. L’FDA, l’ente governativo statunitense che si occupa di farmaci e di alimentazione, ha dichiarato guerra al sale, visto che quando viene consumato in eccesso provoca un aumento della pressione arteriosa e, di conseguenza, costituisce una minaccia per il sistema cardiovascolare. Solo negli Usa le cifre ufficiali dicono che la pressione alta colpisce quasi 75 milioni di persone con più di 20 anni. In Italia l’Istat, nel rapporto “Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari” (2007), scrive che l’ipertensione arteriosa riguarda il 13,6% della popolazione; ma tale percentuale tende al raddoppio (24%) dopo i 25 anni. Dai 65 anni in poi la situazione diventa più preoccupante: sono ipertese il 31,6% delle persone dai 65 ai 69 anni, il 37,2% dai 70 ai 74 anni, il 38,1% dai 75 ai 79 anni e, infine, il 38,4% dopo gli 80. Tuttavia, la prevenzione è indispensabile: già dai 55 ai 64 anni è colpita da ipertensione almeno una persona su quattro (25,9%). Sfigmomanometro per misurare la pressione arteriosaAnche l’Oms raccomanda di non consumare troppo sale che, in ogni caso, dovrebbe essere arricchido di iodio (sale iodato). Questa indicazione fa parte di un piano d’azione globale (2008-2013) che mira a prevenire e a controllare le malattie non trasmissibili attraverso la dieta, l’attività fisica e l’attività sanitaria. Un gruppo internazionale di esperti dell’Oms e della Fao ha fissato sin dal 2003 come obiettivo quello di “abbassare i consumi medi di sodio sotto la soglia dei 2 g al giorno”, cioè meno di 5 grammi di sale. Si tenga conto che un italiano adulto mediamente ne ingerisce circa il doppio: a lungo andare questo provoca, tra l’altro, un irrigidimento delle pareti dei vasi sanguigni e, dunque, espone maggiormente l’individuo al rischio di ictus, infarti e insufficienza renale. L’ipertensione può causare, tra l’altro, danni al sistema vascolare retinico (retinopatia ipertensiva). Dunque, assumere la giusta quantità di sale nella dieta può contribuire anche alla salute oculare. Dai dati raccolti durante la campagna “Vista su Roma” condotta dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus – con check-up oculistici gratuiti in piazza e la somministrazione di questionari – è emerso che oltre il 30% delle persone (196 persone su 640 con un’età media di quasi 56 anni) soffre di pressione alta stando alle dichiarazioni dei pazienti stessi.

Fonti principali: FDA , Who , ISS , Oms/Fao , Istat .


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