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Unicef, ecco i “figli delle città”

Unicef, ecco i “figli delle città” Un rapporto sull’infanzia urbana nei Paesi in via di sviluppo: spesso manca l’accesso a servizi di base 29 febbraio 2012 - I “figli delle città” gridano aiuto. In un nuovo rapporto firmato dall’Unicef, presentato ieri anche in Italia presso la Sala Zuccari del Senato, si spiega come l’urbanizzazione – fenomeno che interessa metà della popolazione mondiale – lasci nelle città centinaia di milioni di bambini senza servizi essenziali. La disparità d’accesso per i figli dei poveri a servizi per la salute, all’istruzione e alle opportunità risulta più accentuata che in passato. Tra l’altro le famiglie che vivono in una situazione di indigenza spesso pagano molto di più per servizi scadenti. Per chi non ha soldi l’accesso agli ospedali e alle scuole, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, è più difficile. Inoltre in molte zone del mondo le infrastrutture e i servizi non tengono il passo della crescita urbana: i bisogni di base dei bambini sovente non vengono soddisfatti. Il Presidente dell'Unicef Giacomo Guerrera “Il 50% della popolazione mondiale – ha sottolineato il Presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera – vive in aree urbane, ed entro la metà di questo secolo arriverà a oltre due terzi. Questo rapporto è dedicato ai bambini e ai ragazzi che vivono negli ambienti urbani di tutto il mondo. Sono più di un miliardo e il loro numero continua ad aumentare”. “Ogni anno – ha proseguito Guerrera – la popolazione urbana aumenta di circa 60 milioni di persone” ossia una cifra pari a tutta la popolazione italiana. Il problema è che circa un terzo della popolazione urbana mondiale già oggi vive nei bassifondi (slum) e in Africa questa percentuale sale al 60%: qui “si concentrano povertà, emarginazione e discriminazione. Entro il 2020 quasi 1,4 miliardi di persone vivranno in insediamenti non ufficiali e negli slum”. L’Unicef chiede con forza ai governi di mettere i bambini al centro dei piani urbanistici e di ampliare e aumentare i servizi per tutti, cominciando con l’avere a disposizione dati più accurati e più specifici per identificare e colmare le disparità tra i bambini nelle aree urbane. Tra l’altro l’inquinamento urbano, particolarmente accentuato nelle città meno avanzate, può causare seri problemi di salute a causa della concentrazione di anidride carbonica, di ozono e di polveri sottili. Inoltre l’abbinamento di smog e di pollini può contribuire a scatenare fenomeni di sensibilizzazione (come le congiuntiviti allergiche).

Fonte principale: Unicef


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