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UE, il futuro dei dati sanitari è digitale

Bandiere UEUE, il futuro dei dati sanitari è digitale Verso un accordo tra 12 Paesi europei, aderirà anche l’Italia 22 agosto 2008 - I dati sulla nostra salute
potranno essere consultabili col computer grazie a un accordo che dovrebbe
essere firmato il 22 settembre. Se non ci saranno ritardi, quel giorno dieci
Paesi dell’Unione europea - tra cui Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Svezia e
Germania - aderiranno a un progetto che prevede la creazione di una banca sanitaria
digitale.
Andrete in vacanza in un altro Paese dell’Ue? Se malauguratamente
vi ammalerete potrete autorizzare il medico di turno a consultare la vostra
cartella clinica digitale grazie a una carta magnetica che dovrete tenere con
voi (vedi tessera sanitaria). Il sistema andrà a regime entro il 2015, sarà gestito
dalla Svezia e seguirà probabilmente il modello della Spagna, che già dispone
di un archivio medico digitalizzato. All’Italia spetterà il compito di
realizzareInternauta sistemi informatici di sicurezza, di sviluppare siti pilota e di
verificare la trasmissione dei dati tra le strutture sanitarie pubbliche e i
singoli medici.

Tuttavia, fino ad oggi sono solo dieci regioni italiane che si
sono impegnate a realizzare il sistema, cofinanziato per metà dall’Unione
europea; tra l’altro si trovano tutte nel Centro-Nord e mancano all’appello grandi
regioni come il Piemonte, il Lazio e le Marche. Un’altra pecca è che fino ad
oggi solo la Lombardia
ha organizzato un sistema informatico a livello regionale che riguarda la
salute, mentre la Toscana
è già a buon punto: ha digitalizzato la diagnostica per immagini (Tac, lastre,
ecc.).

Il cittadino europeo dovrebbe ottenere un doppio vantaggio:
non solo il medico di uno Stato Ue che ha aderito al progetto potrà accedere ai
dati personali relativi alla sua salute, ma potrà anche consultare l’elenco dei
farmaci acquistati: sarà più semplice ottenere una prescrizione simile a quella
ricevuta nel proprio Stato di residenza. Persino il farmacista potrà accedere
alla sua storia clinica ma solo se sarà autorizzato dal cittadino.

Vedi anche: Primo soccorso europeo per cure mediche

Fonte: La
Repubblica


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