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Troppo fumo e poco colesterolo ‘buono’, così aumenta il rischio di AMD

Il fumo fa male anche alla vista (campagna OMS per la Giornata mondiale contro il tabacco)Troppo fumo e poco colesterolo ‘buono’, così aumenta il rischio di AMD Una nuova ricerca conferma: uno stile di vita sano è fondamentale per la prevenzione di cecità e ipovisione 15 giugno 2010 - La salute visiva rischia di andare in fumo. A causa del consumo di tabacco e dei bassi livelli di colesterolo buono (dovuti a una dieta sbagliata) si corrono maggiori rischi di ammalarsi di AMD , una malattia oculare degenerativa che può colpire il centro della retina soprattutto dopo i 55 anni. Griglia di Amsler: il malato di AMD sperimenta una distorsione delle immagini al centro del campo visivo Per poter identificare precocemente i fattori di rischio modificabili – che naturalmente non includono eventuali cause genetiche – i ricercatori hanno studiato i dati relativi a 2810 persone di età compresa tra i 21 e gli 84 anni. Come parametro di diagnosi precoce dell’AMD i ricercatori dell’Università del Wisconsin (Usa) hanno preso le cosiddette drusen, accumuli proteici bianco-giallastri che possono osservarsi sulla retina con esame del fondo oculare . La degenerazione maculare legata all’età colpisce il 41% dei disabili visivi nei Paesi di maggior benessere. Ne esistono due forme: quella umida, più grave – più rara ma trattabile –, e quella secca, a più lento decorso, ma attualmente considerata incurabile. In ogni caso, praticare regolarmente esercizio fisico, seguire una dieta ricca di frutta, verdura a foglia verde e pesce, può aiutare a prevenire o a rallentare il peggioramento della vista. L’AMD si manifesta con una distorsione del campo visivo centrale e, se progredisce, provoca la comparsa di una macchia scura al centro del campo visivo che impedisce il riconoscimento dei volti, la lettura, la guida e le altre attività quotidiane. La malattia provoca, quindi, ipovisione e cecità centrali. Sulla forma umida dell’AMD autorevoli esperti intervengono per fare il punto in un sito internet inglese sino al 20 giugno: il focus riguarda i trattamenti farmacologici oggi disponibili e il rischio di perdita della vista causato dalla degenerazione maculare stessa.

Fonti: Archives of Ophthalmology (JAMA and Archives Journals), NHS Evidence-eyes and vision

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