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Troppa diagnostica per nulla

Troppa diagnostica per nulla L’abuso di esami inutili mette a dura prova il Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia i Livelli Essenziali di Assistenza non prevedono ad oggi uno screening oftalmologico alla nascita La sanità è centrale per i cittadini, ma l’abuso di esami diagnostici non è affatto sano per la tenuta complessiva del Sistema sanitario italiano. Non solo l’Italia vive un invecchiamento demografico senza precedenti, ma sempre più anziani sono colpiti da diverse malattie croniche. Ciò mette a dura prova la tenuta del Sistema sanitario nazionale nella sua portata universalistica ossia l’assistenza rischierà di non essere più accessibile a tutti. La questione diventa spinosa se si considera che sempre più medici applicano la cosiddetta medicina difensiva: per tutelarsi prescrivono più esami del necessario. Però la prevenzione resta essenziale. Situazione demografica in Italia: oltre un quinto della popolazione è anzianaCon questo spirito si è fatto il punto sullo stato sanitario dell’Italia, presentando il 18 dicembre 2014 – nella cornice del Ministero della Salute di Lungotevere – un ricco volume di circa 650 pagine corredato da numerosi grafici e tabelle. Pur in assenza del Ministro della Salute Lorenzin che ha scritto la Presentazione del tomo, vari esperti hanno discusso l’ampio lavoro assieme al Sottosegretario alla Salute De Filippo. Troppo fumo, meno salute Non solo nel volume – curato da G. Simonetti (Università di Tor Vergata) e colleghi – si affrontano temi quali la qualità della vita (bisogna fumare meno, non bere troppo e muoversi di più), ma anche l’importanza della prevenzione viene ripetutamente sottolineata. Persino i tumori si stima che siano prevenibili con uno stile di vita sano in circa il 70% dei casi. Meno ciechi, più ipovedenti Se per un verso sono diminuiti i ciechi, per un altro verso sono aumentati gli ipovedenti. L’allungamento della vita media provoca l’incremento di malattie degenerative, comprese quelle della retina (come l’ AMD ). Ciò induce il servizio sanitario “a organizzare interventi di tipo preventivo, terapeutico e riabilitativo”. Tuttavia bisognerebbe investire ancora più in prevenzione anche per garantire un maggiore risparmio alle casse pubbliche. Si tenga presente che ormai in Italia, su una popolazione di oltre 60 milioni d’abitanti, il 21,2% ha più di 65 anni. Per i bimbi occhi più sani con la prevenzione Tra i bambini fino ai cinque anni d’età, secondo il Ministero della Salute, “i difetti oculari congeniti rappresentano oltre l’80% della cause di cecità e ipovisione”, una percentuale che scende al 60% entro i dieci anni d’età. Però ancora oggi non è contemplato nei Livelli Essenziali d’Assistenza ( LEA ) uno screening oftalmologico alla nascita e, quindi, “la diagnosi [delle malattie oculari] è spesso tardiva”. Eppure, nel complesso, risulta una migliore assistenza neonatale rispetto al passato. La salute del Paese “L’importanza del settore salute per lo sviluppo economico e sociale di un Paese, la necessità di sviluppare modelli innovativi e sostenibili di sistemi sanitari, l’importanza di focalizzare l’attenzione sulla prevenzione. Di fronte a queste sollecitazioni, lo scenario italiano – si legge nella Presentazione del Ministro della Salute – presenta un quadro complesso, sia sotto l’aspetto economico-finanziario che clinico-assistenziale, che richiede sforzi notevoli. Dal punto di vista economico-finanziario il sistema risente della crisi”. Complice il fatto che, nel 2013, il 14,7% della popolazione italiana ha dichiarato di essere affetto da almeno una malattia cronica grave: un fardello notevole sia soggettivamente che oggettivamente. Più lavoro d’équipe in sanità, meno spreco di farmaci Sarebbe necessario più lavoro d’équipe tra medici con diverse specializzazioni che invece risulta, secondo Simonetti, attualmente poco coordinato. Insomma, gli utenti del Servizio sanitario nazionale potrebbero essere seguiti in modo meno frammentato, un problema che si acuisce in presenza di più malattie croniche. Inoltre bisognerebbe risparmiare anche sui farmaci inutili. Tanto che, ha concluso il docente universitario, “circa dieci farmaci al giorno provocano nel 57% dei casi una iatrogenicità“ ossia nuocciono alla salute in oltre un caso su due. Insomma, non è solo attraverso il taglio dei posti letto che passeranno le future linee di risparmio statale a livello sanitario. Scarica la Relazione sullo Stato Sanitario del Paese (2012-2013) del Ministero della Salute

Fonte di riferimento: Ministero Salute

Pagina pubblicata il 18 dicembre 2014.

Ultima modifica: 7 gennaio 2015


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