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Traumi oculari

Conseguenze e prevenzione dei traumi

Chi colpiscono?

I traumi oculari colpiscono con maggiore frequenza i maschi tra i 20 e i 40 anni. Naturalmente i bambini fino ai 14 anni sono particolarmente a rischio durante le attività di gioco.
La maggior parte dei traumi che subiscono i maschi avvengono in ambiente esterno (posto di lavoro, pratiche sportive, lavori di giardinaggio, fai-da-te); per le donne, invece, il luogo potenzialmente più pericoloso è l’ambiente domestico.

Possono provocare conseguenze gravi?

Dipende dall’entità del trauma oculare e dalle parti del bulbo oculare coinvolte.

I traumi da cosa possono essere causati?


Tra le cause dirette si rilevano con una certa frequenza le pallonate, in particolare mentre si gioca a calcio. A seguire, in ordine di frequenza, i traumi vengono riscontrati a seguito di aggressioni (maggiormente gravi quelli con le bottiglie di vetro).
Anche le cadute, accidentali o a seguito di patologie, possono provocare traumi oculari importanti soprattutto nelle persone anziane. Se ne registrano altri (con una certa frequenza) dovuti al contatto accidentale con rami o foglie d’albero, molle elastiche, frammenti metallici o utensili di vario genere utilizzati in ambito domestico.

In occasione delle festività (soprattutto durante il periodo del Capodanno) diventa molto pericoloso lo scoppio di petardi o stappare le bottiglie di spumante senza fare attenzione (un trauma da tappo è purtroppo molto diffuso).

Infine capitano casi di traumi oculari a seguito di incidenti stradali, in particolare se il bulbo viene a contatto con frammenti metallici o di vetro oppure se il capo urta violentemente contro il volante (in genere se non si indossa la cintura), comportando fratture del pavimento dell’orbita.

Come si possono prevenire i traumi oculari?

Una buona norma per la loro prevenzione è certamente quella di svolgere qualsiasi attività con la maggiore attenzione possibile, tutelando con protezioni adeguate l’integrità oculare.

  • Se si utilizzano oggetti taglienti, acuminati o che possono liberare schegge, occorre munirsi sempre di apposita mascherina di protezione per gli occhi o di occhiali protettivi a norma di legge.
  • In auto bisogna sempre allacciarsi la cintura di sicurezza e non guidare oltre il limite massimo di velocità consentita.
  • Se si hanno problemi di deambulazione o di equilibrio gravi occorre evitare spostamenti imprudenti o, comunque, chiedere sempre aiuto a qualcuno.
  • Controllare sempre che i bambini (notoriamente incuranti del pericolo) non entrino in contatto con oggetti muniti di molle, che potrebbero facilmente colpire gli occhi se non utilizzate correttamente, o con giocattoli appuntiti, soprattutto se non adatti alla loro età.
  • Particolare cautela richiede la pratica sportiva in cui sono previste azioni di contatto con altri giocatori (ad esempio pugilato o nel karate) oppure con oggetti (pallonate nel calcio, traumi da pallina da tennis, ecc.). Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti - pubblicato nel 2016 su Jama Ophthalmology - tra gli sport praticati negli Usa i più pericolosi per gli occhi sono il basket, il baseball e il tiro a segno con pistole ad aria compressa.

Come mi devo comportare se ho subito un colpo all’occhio?

In caso di trauma oculare, soprattutto se piuttosto violento, è sempre bene farsi controllare tempestivamente da un oculista, possibilmente recandosi a un pronto soccorso (oculistico). Spesso dopo un incidente non ci sono immediatamente segni evidenti di un problema oculare, ma se non si effettua subito una visita specialistica che possa escludere qualsiasi danno si rischia di compromettere la guarigione completa.

In caso di sospetto trauma corneale (abrasione o graffi) non aspettate che l’occhio diventi gonfio, molto rosso o dolente, ma recatevi tempestivamente da un oculista (anche in un pronto soccorso oftalmico), altrimenti si corre il rischio che la lesione s’infetti (soprattutto se è piuttosto profonda e/o estesa).

Se gli occhi sono entrati in contatto con sostanze tossiche, occorre subito lavare la parte con acqua fredda in abbondanza e sciacquare bene, in modo tale da ripulire eventuali residui della sostanza; bisogna, quindi, recarsi da uno specialista.

Se, dopo qualsiasi trauma oculare, anche in assenza di lesioni importanti visibili dall’esterno, si nota un’alterazione qualitativa o quantitativa della vista non bisogna mai sottovalutare il problema, aspettando che passi da solo, ma occorre recarsi a un controllo oculistico per assicurarsi che l’occhio stia effettivamente bene.

Con un bambino piccolo bisogna comportarsi in modo diverso?

I bambini richiedono ovviamente più attenzioni: bisogna assicurarsi che, soprattutto se piccoli, non abbiano accesso a oggetti potenzialmente lesivi o contundenti (forbici, coltelli, ecc.). La supervisione di un adulto è sempre fondamentale. Inoltre bisogna assicurarsi che prodotti caustici (come la soda e simili) non siano accessibili ai più piccoli.

Spesso i bambini non sono in grado di descrivere con precisione il disturbo che hanno o, viceversa, se sono molto spaventati possono continuare a lamentarsi o a piangere anche in assenza di un problema reale. Per cui, in questi casi, è necessario magari essere ancora più scrupolosi e far loro eseguire un controllo da un medico oculista, visto che spesso non si è in grado di stabilire autonomamente l’entità del trauma oculare.

Non sono andato al pronto soccorso dopo aver urtato uno spigolo, potrei avere problemi essendo passato il dolore?

In questi casi è necessario stabilire la violenza dell’urto. Ossia: se l’impatto con lo spigolo è stato molto lieve, non c’è stato un coinvolgimento corneale, esternamente si nota solo un lieve gonfiore o arrossamento nella zona perioculare con dolore circoscritto e la vista è normale, è molto probabile che il trauma non abbia causato nessun problema.
Se invece l’impatto è stato violento, il dolore è acuto (può venire il mal di testa), la visione è sfocata in un punto qualsiasi del campo visivo, è bene recarsi subito al pronto soccorso. Lo stesso bisogna fare se ci si è causticati gravemente con sostanze chimiche.

Come si classificano?

In generale i traumi oculari si possono suddividere in due gruppi:

a) traumi contusivi. Vanno distinti, a loro volta, in diretti (il corpo contundente ha colpito direttamente l’occhio) e indiretti (sono state danneggiate le strutture ossee vicine al bulbo oculare oppure si tratta di un trauma dovuto a un contraccolpo). Le contusioni del bulbo sono piuttosto comuni e i loro effetti dipendono dalla violenza del trauma.

Possiamo avere quadri lievi, con presenza di emorragie sottocongiuntivali e abrasioni corneali. Oppure si possono avere quadri più gravi, quali i seguenti:

  1. emorragie in camera anteriore (ipoema traumatico), causa di possibili ulteriori complicazioni quali glaucoma secondario ed ematosi corneale;
  2. rottura del muscolo che controlla la dilatazione della pupilla (si può avere sensazione di abbagliamento e problemi nella messa a fuoco);
  3. distacco dell’ iride (si sposta, di solito parzialmente, dalla sua naturale sede anatomica, con possibile spostamento della pupilla o può dare visione doppia, creandosi un’altra fessura che fa filtrare la luce);
  4. danni al cristallino (sublussazione o lussazione);
  5. emorragia vitreale (emovitreo);
  6. edema di Berlin (accumulo di liquido all’interno della retina, nella zona centrale, da cui di solito si guarisce perché si riassorbe);
  7. emorragia maculare (ossia del centro della retina);
  8. rotture della coroide;
  9. rotture o disinserzione periferica del tessuto retinico (spostamento retinico ovvero dialisi).

Soprattutto in seguito ad aggressioni è facile riscontrare, oltre ai segni del trauma oculare, una concomitante frattura delle strutture ossee dell’orbita che potrebbe bloccare il movimento dei muscoli oculari e causare visione doppia (diplopia).

I traumi oculari sono, inoltre, la prima causa di distacco di retina nei giovani.
Il quadro più grave della patologia contusiva, soprattutto diretta, è comunque lo scoppio del bulbo.

b) traumi perforanti. I danni a livello oculare hanno uno spettro molto ampio, passando da minime perforazioni o ferite lineari del bulbo ad ampie lacerazioni, con sconvolgimento dell’intera architettura oculare. Si possono avere:

  1. ferite e lacerazioni corneali, sclerali, del corpo ciliare;
  2. fuoriuscita dell’iride dalla sua sede (prolasso irideo);
  3. cataratta traumatica;
  4. emorragia vitreale (emovitreo);
  5. endoftalmite;
  6. distacco di retina;
  7. oftalmia simpatica (tipologia di uveite, detta totale granulomatosa, che colpisce l’occhio non interessato dal trauma anche a distanza di tempo dall’evento. Si tratta di un’infiammazione oculare).

Molta attenzione va posta nell’evidenziare l’eventuale presenza di corpo estranei all’interno dell’occhio (endobulbari).

Quanto sono diffusi?

I traumi oculari sono un evento piuttosto frequente. L’occhio è la terza parte del corpo ad essere coinvolta dopo le mani e i piedi. Fortunatamente l’incidenza dei traumi oculari gravi non è molto elevata, tanto che una buona percentuale di essi viene risolta senza ricovero. Tuttavia ciò non implica per forza che non ci siano esiti permanenti, i quali, a volte, sono anche piuttosto gravi o invalidanti.

I traumi oculari a bulbo aperto, in particolare lo scoppio del bulbo e le ferite perforanti con ritenzione di corpo estraneo, hanno la prognosi peggiore, con gravi risvolti sulla quantità di vista residua.

Soprattutto il deficit visivo che si verifica nei bambini può avere importanti ripercussioni nello sviluppo psico-fisico del bambino, in quanto la vista è da sempre considerata il senso cardine nell’apprendimento e nell’acquisizione di stimoli esterni (senza parlare di una corretta postura e deambulazione).

In conclusione, i traumi oculari sono un’importante causa di perdita della visione da un occhio e, quindi, di menomazione anche grave; pertanto hanno una grande rilevanza sociale, psicologica ed economica. Inoltre costituiscono la principale causa di cecità ad un’occhio in una fascia di popolazione tendenzialmente giovanile. Dunque la loro prevenzione è fondamentale.

Bibliografia essenziale:

  • Cruciani et al., “I traumi oculari contusivi e perforanti“, Oftalmologia Sociale, n. 3 del 2012, pp. 25-33
  • R. Frezzotti e R. Guerra, “Oftalmologia essenziale”, Casa Editrice Ambrosiana (II ediz.), Milano, 2006
  • Haring RS, Sheffield ID, Canner JK, Schneider EB, “Epidemiology of Sports-Related Eye Injuries in the United States”, JAMA Ophthalmol. Published online November 3, 2016. doi:10.1001/jamaophthalmol.2016.4253

Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 1 febbraio 2013. Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2016.

Ultima revisione scientifica: 1 febbraio 2013.

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