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Notizie

Trasformati i bastoncelli in coni

Tecnica utilizzata per “curare” geneticamente topi di laboratorio affetti da retinite pigmentosa

Trasformare i bastoncelli in coni per salvare la retina dalla degenerazione causata dalla retinite pigmentosa. Questa è la strategia terapeutica a cui hanno fatto ricorso ricercatori cinesi e americani (in particolare dell’Università della California a San Diego) per “curare” la vista di topolini affetti dalla malattia genetica oculare.

Se quest’approccio avrà successo – per ora è stato testato solo su due cavie animali geneticamente modificate – si aprirà una strada terapeutica interessante per le persone affette dalla più comune patologia rara a carattere oftalmico.

La tecnica di editing genetico

I ricercatori hanno fatto ricorso a una tecnica di correzione genetica (chiamata CRISPR/Cas9) che consente di cancellare le sequenze “errate” del DNA [1] e d’inserire, al loro posto, le sequenze sane. Tale tecnica potrebbe essere paragonata a un “taglia e incolla” di un programma di gestione testi (editor).

I ricercatori: ripristinata la funzione visiva, si accendono le speranze

I risultati di questa ricerca di frontiera sono contenuti in una lettera pubblicata su Cell Research, un’accreditata rivista scientifica internazionale del gruppo Nature. Nel numero del 21 aprile i ricercatori sostengono di “aver ripristinato la funzione visiva in due modelli murini di retinite pigmentosa”. Tale malattia colpisce circa centomila americani e, nel mondo, una persona su quattromila: le mutazioni genetiche ad essa associate, oltre sessanta, colpiscono generalmente i bastoncelli [2], provocando una disfunzione visiva che peggiora nel tempo.

Per ora niente cure

Non esiste, allo stato attuale, nessun trattamento efficace contro la retinite pigmentosa. Questa patologia può causare ipovisione e cecità, ma al giorno d’oggi non è ritenuta prevenibile.

Fonti: Cell Research, University of California-San Diego

[1mutazioni associate, in questo caso, a una malattia oculare che colpisce la retina a partire dalla sua periferia, causando la perdita della sensibilità periferica e una perdita progressiva della sensibilità retinica in condizioni di poca luce

[2escludendo la fase terminale della patologia retinica degenerativa (retinite pigmentosa), ndr


Pagina pubblicata il 26 aprile 2017. Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2017


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